Cassazione Penale, Sentenza n. 20208/2025 del 30/05/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva annullato il decreto di sequestro probatorio del 10/12/2024 relativo a un telefono cellulare e alla relativa SIM; deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per omissione di pronuncia circa la restituzione di tre scatole (due contenenti scarpe e una vuota) indicate in una memoria e per mancata restituzione della copia forense estratta dal telefono il 17/12/2024, sostenendo inoltre che il Tribunale avrebbe fatto riferimento a un presunto precedente provvedimento di sequestro del 5/11/2024 non effettivamente disposto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto che il decreto del 10/12/2024 riguardasse esclusivamente il telefono e la SIM, per cui la decisione del Tribunale che ha annullato quel decreto era immune da censure. Le doglianze relative alle scatole di scarpe e alla copia forense potranno essere oggetto di separata istanza di restituzione; l'assenza di pronuncia su tali punti non inficia la legittimità dell'ordinanza impugnata. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 1.000 alla Cassa delle Ammende.
Massime di principio
- Un provvedimento di annullamento o non convalida del sequestro va valutato rispetto ai beni espressamente indicati: se il provvedimento riguarda solo determinati oggetti, le censure su beni diversi non incidono sulla legittimità di quel provvedimento.
- L'omessa pronuncia su restituzioni relative a beni diversi da quelli oggetto del provvedimento impugnato non rende automaticamente annullabile l'ordinanza; tali questioni possono essere tutelate con istanze separate.
- La Cassazione può dichiarare un ricorso inammissibile quando i motivi risultano manifestamente infondati dopo il controllo degli atti, specie se la questione è in parte processuale.
- Per la validità del sequestro probatorio è necessaria una motivazione adeguata circa il rapporto di pertinenzialità tra il bene e il reato e sulle esigenze probatorie: carenze in tali motivazioni possono comportare l'annullamento del decreto di sequestro.
- Il ricorrente rischia la condanna alle spese e sanzioni economiche in caso di ricorso inammissibile, con la somma commisurata al grado di colpa nella determinazione dell'inammissibilità.
Testo integrale
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