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Sentenza

Sentenza n. 6857/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la ottemperanza della sentenza del CONSIGLIO DI STATO - SEZ. V n. 05053/2026, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202606814

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Sentenza del Consiglio di Stato n. 5053/2026, con riferimento alle modalità di esecuzione dell'annullamento dell'aggiudicazione e agli effetti sul contratto stipulato con l'aggiudicataria originaria

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (stazione appaltante)

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda un appalto per servizi di custodia, portierato e vigilanza degli immobili ENEA situati in Emilia-Romagna. La seconda classificata, Consorzio Leonardo, aveva contestato il possesso, da parte dell'aggiudicataria CSM, dei requisiti necessari per partecipare alla gara al di fuori della provincia per la quale era abilitata dalla Prefettura all'attività di vigilanza. Con la sentenza n. 5053/2026 il Consiglio di Stato aveva accolto il gravame, rilevando che CSM aveva presentato una SCIA inefficace, in quanto priva, tra l'altro, del progetto di riorganizzazione dei lavoratori da impiegare e delle relative mansioni, e aveva annullato l'aggiudicazione. Poiché nelle more era stato stipulato il contratto con CSM e la sentenza non aveva disposto l'inefficacia del contratto né il subentro, ENEA ha proposto istanza ex art. 112, comma 5, c.p.a. per ottenere chiarimenti sulle modalità di esecuzione del giudicato.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha chiarito che l'inefficacia del contratto e il subentro non erano stati disposti nella sentenza n. 5053/2026 perché occorreva previamente verificare il possesso dei requisiti di partecipazione da parte del Consorzio Leonardo, appellante vittorioso. In caso di esito positivo della verifica, ENEA dovrà sciogliere il contratto con CSM con effetti ex nunc e stipulare un nuovo contratto con il Consorzio Leonardo. Per preservare l'integrità patrimoniale dell'impresa vittoriosa, la durata del nuovo contratto dovrà corrispondere a quella originariamente prevista dagli atti di gara, e non alla sola durata residua del contratto in essere con CSM. Le spese del giudizio sono state integralmente compensate e la sentenza ha ordinato all'autorità amministrativa di eseguirla.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 5, c.p.a.

    istanza ai sensi dell’art. 112, comma 5, c.p.a.

    La disposizione consente alla parte di chiedere al giudice dell'ottemperanza chiarimenti sulle modalità di esecuzione del giudicato.

Massime di principio

  • Quando una sentenza annulla l'aggiudicazione ma non dispone immediatamente l'inefficacia del contratto né il subentro, il giudice dell'ottemperanza può chiarire che tali effetti restano subordinati alla previa verifica del possesso dei requisiti di partecipazione in capo all'operatore economico vittorioso.
  • In caso di esito positivo della verifica dei requisiti dell'aggiudicatario subentrante, l'amministrazione deve sciogliere il contratto stipulato con l'aggiudicatario originario con effetti ex nunc e stipulare un nuovo contratto con l'operatore economico vittorioso.
  • Per assicurare l'integrità patrimoniale dell'operatore economico vittorioso, la durata del contratto da stipulare in esecuzione del giudicato deve corrispondere alla durata originariamente prevista dagli atti di gara, anziché limitarsi al periodo residuo del contratto stipulato con l'aggiudicatario originario.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaRito appalti e sorte del contratto
RamiProcesso amministrativoContratti pubblici
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereResponsabilità precontrattuale

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