Sentenza n. 5155/2026 - Napoli, Sezione 5
per l’annullamento del silenzio – inadempimento formatosi in relazione alla richiesta formulata in data 02.02.2026 con protocollazione con numero 0009103/2026 recante oggetto: “Segnalazione relativa alla probabile presenza di materiali contenenti amianto(MCA).Richiesta d’ispezione “; nonché per la nomina di un Commissario ad acta che provveda in luogo dell’amministrazione;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune di Aversa sulla segnalazione relativa alla probabile presenza di materiali contenenti amianto e sulla richiesta di ispezione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente, proprietaria di un immobile confinante con un edificio privato, ha dedotto l’inerzia del Comune di Aversa rispetto alla richiesta del 2 febbraio 2026, avente a oggetto la segnalazione della probabile presenza di materiali contenenti amianto e la richiesta di un’ispezione, inoltrata anche al Comando di Polizia Locale. Ha rappresentato che l’Azienda Sanitaria Locale aveva evidenziato la competenza dell’autorità comunale a imporre al proprietario, mediante ordinanza sindacale, la produzione della documentazione tecnica prevista dal D.M. 6 settembre 1994. Non avendo ricevuto inizialmente alcun riscontro né essendo stato eseguito un sopralluogo, ha proposto ricorso avverso il silenzio-inadempimento, chiedendo anche la nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio il Comune ha dichiarato di avere adottato l’ordinanza n. 50 del 19 febbraio 2026; la ricorrente ha preso atto del riscontro, precisando tuttavia che il provvedimento non le era mai stato comunicato.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere perché, dopo la proposizione del ricorso, l’amministrazione ha adottato un provvedimento di riscontro alla richiesta della ricorrente. Il giudizio non si è concluso con una pronuncia sull’obbligo del Comune di provvedere né con la nomina del commissario ad acta. Le spese sono state poste a carico del Comune in applicazione del principio della soccombenza virtuale, poiché dagli atti non risultava che l’ordinanza adottata fosse stata comunicata all’istante. Il Comune è stato condannato al pagamento di 1.000 euro, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 31 c.p.a.
Il ricorso avverso il silenzio è stato proposto per ottenere una pronuncia sull’inerzia dell’amministrazione e la nomina di un commissario ad acta; la sopravvenuta adozione di un provvedimento di riscontro ha determinato il venir meno della materia del contendere.
D.M. 6 settembre 1994
È richiamato quale fonte della documentazione tecnica che, secondo quanto rappresentato dall’Azienda Sanitaria Locale, il Comune avrebbe potuto imporre al proprietario dell’immobile in presenza di una segnalazione relativa a materiali contenenti amianto.
Massime di principio
- Nel giudizio avverso il silenzio-inadempimento, l’adozione, durante il processo, di un provvedimento amministrativo di riscontro all’istanza determina la cessazione della materia del contendere, anche se il giudice non deve più accertare l’obbligo di provvedere né nominare un commissario ad acta.
- La mera adozione del provvedimento di riscontro può essere sufficiente a definire il giudizio sul silenzio, mentre la mancata comunicazione del provvedimento all’istante rileva ai fini della regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale.
- In caso di sopravvenuto provvedimento amministrativo che definisca la richiesta posta a fondamento del ricorso avverso il silenzio, il giudice può dichiarare cessata la materia del contendere e valutare virtualmente quale parte avrebbe avuto ragione ai soli fini della liquidazione delle spese.
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