Sentenza del 24/02/2017 n. 4790 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
I contribuenti hanno contestato la rivalutazione dei beni immobili indicati nella denuncia di successione, sostenendo che l'Amministrazione avesse illegittimamente escluso l'applicazione dei valori automatici previsti per i terreni agricoli e i fabbricati rurali. In Cassazione hanno dedotto omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione, violazione delle norme sull'onere della prova e violazione del D.Lgs. n. 346 del 1990, art. 34, nonché di altre disposizioni urbanistiche e sugli usi civici. Hanno inoltre sostenuto che alcuni terreni fossero concretamente inedificabili, che i fabbricati fossero abusivi o privi di valore economico e che il defunto disponesse soltanto di un diritto di godimento assimilabile all'enfiteusi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto le censure generiche e in parte inammissibili, perché non erano stati precisati adeguatamente i termini con cui le questioni erano state sollevate nei precedenti gradi di giudizio, non era stato trascritto integralmente l'avviso di accertamento e il motivo cumulava molteplici doglianze senza distinguere specificamente i vizi denunciati. Nel merito, la Corte ha escluso la violazione dell'onere della prova: poiché risultava non contestato che i beni fossero inseriti nel piano regolatore generale vigente all'apertura della successione e quindi astrattamente edificabili, spettava ai contribuenti dimostrare l'eventuale concreta inedificabilità o altri elementi idonei a ridurre il valore. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese del giudizio di Cassazione, liquidate in Euro 4.000, oltre spese prenotate a debito.
Norme richiamate
D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, art. 34
La norma disciplina i criteri di valutazione dei beni ai fini dell'imposta sulle successioni. La sua applicazione automatica ai terreni agricoli non è stata ritenuta operante quando i terreni risultavano inseriti nello strumento urbanistico in una zona astrattamente edificabile.
Codice di procedura civile, art. 360, n. 5
È stato invocato per denunciare omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione, ma le relative censure sono state ritenute generiche e non adeguatamente articolate.
Legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 17
Richiamata in relazione agli strumenti urbanistici e alla qualificazione edificatoria dei terreni; la Corte ha valorizzato l'inserimento dei beni nel piano regolatore generale vigente.
Legge n. 1766 del 1927, artt. 9 e 10
Richiamata dai contribuenti in relazione agli usi civici e alla natura del diritto vantato sui terreni, ma le relative deduzioni non sono state accolte, anche per la loro genericità e per la mancata adeguata documentazione.
Principio dell'onere della prova
Una volta che l'Amministrazione abbia valorizzato l'edificabilità astratta risultante dallo strumento urbanistico, spetta al contribuente contestare e documentare specificamente la concreta inedificabilità o altri fatti impeditivi della maggiore valutazione fiscale.
Massime di principio
- In materia di imposta di successione, l'inserimento di un terreno in una zona urbanisticamente edificabile può impedire l'applicazione automatica dei criteri previsti per i terreni agricoli, anche se il contribuente sostiene che l'edificazione sia concretamente difficile o non realizzabile.
- Chi contesta la maggiore valutazione fiscale deve fornire prove specifiche e documenti attuali sulla concreta inedificabilità, sui vincoli urbanistici o paesaggistici, sull'assenza di titoli edilizi e sulla reale natura del diritto trasferito.
- Nel ricorso per Cassazione ogni censura deve essere formulata in modo distinto, indicando precisamente se si denuncia violazione di legge, vizio motivazionale o altro errore processuale; un motivo cumulativo e generico può essere dichiarato inammissibile.
- Le questioni e i documenti devono essere stati dedotti e prodotti nei precedenti gradi di giudizio: non è normalmente possibile colmare in memoria le carenze del ricorso o introdurre tardivamente nuovi elementi.
- La valutazione fiscale può riguardare il valore economico del diritto effettivamente trasferito, ma chi sostiene che il defunto avesse soltanto un diritto di godimento o un diritto soggetto a riscatto deve dimostrarlo documentalmente e collegarlo in modo puntuale ai beni oggetto dell'accertamento.
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