Cassazione Penale, Sentenza n. 15247/2025 del 17/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte di Appello di Milano che aveva confermato la condanna emessa dal Tribunale di Lecco (18/05/2023) per i reati di rapina aggravata e lesioni in danno di Osas Philip. Il ricorrente deduceva: (1) violazione dell'art. 512 c.p.p. e nullità della sentenza per l'inutilizzabilità della querela e delle dichiarazioni pre-dibattimentali rese dalla persona offesa (Osas Philip), sostenendo che le ricerche per reperire il teste erano state limitate al territorio nazionale e non estese alla Nigeria, suo paese d'origine; (2) vizio di motivazione e contraddittorietà nella valutazione delle dichiarazioni del coimputato Bakhacha, che a suo dire descriveva solo una discussione tra ubriachi e non una rapina, con conseguente valutazione di attendibilità parziale e contraddittoria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché generico e manifestamente infondato: (1) ha ritenuto corrette le ricerche effettuate sul territorio nazionale e ha osservato che al momento della querela e delle informazioni sommarie la persona offesa era regolare e reperibile; la sua successiva irreperibilità non era prevedibile e non risultano elementi concreti che dimostrino rientro in Nigeria; inoltre l'eventuale inutilizzabilità delle dichiarazioni non era dimostrata dal ricorrente (mancata prova dell'effetto che la loro esclusione avrebbe avuto sul giudizio di colpevolezza) e la condanna era fondata anche su altri elementi probatori; (2) ha ritenuto infondata la critica alla valutazione del coimputato: le dichiarazioni del Bakhacha, pur volte ad attenuare la propria responsabilità, confermavano l'intento del ricorrente di impossessarsi dello zaino contenente stupefacente e l'appropriazione del portafogli durante la colluttazione, per cui non sussiste contraddizione nella valutazione della loro attendibilità. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 512 c.p.p.
La norma è richiamata dal ricorrente per sostenere la nullità/inutilizzabilità di querela e dichiarazioni pre-dibattimentali; la Corte ha ritenuto non applicabile la censura nella fattispecie perché la persona offesa era stata reperibile e parte civile al momento delle indagini, la successiva irreperibilità non era prevedibile e non è stata dimostrata la rilevanza decisiva delle dichiarazioni per la sentenza.
Massime di principio
- Per contestare l'utilizzabilità di dichiarazioni di persone offese o di testi irreperibili è necessario dimostrare che le ricerche effettuate erano manifestamente insufficienti e che l'eventuale esclusione delle dichiarazioni avrebbe inciso sul giudizio di colpevolezza (deve essere fornita la 'prova del pregiudizio').
- La sopravvenuta irreperibilità di un teste non rende automaticamente inutilizzabili le sue dichiarazioni rese quando era reperibile; rileva la situazione al momento in cui le dichiarazioni sono state acquisite e la prevedibilità dell'irreperibilità.
- Le ricerche per il reperimento di un teste possono essere adeguate se svolte sul territorio nazionale quando, dai fatti emersi, non vi sono elementi concreti che inducano a ritenere che il teste sia rientrato all'estero; l'assenza di accertamenti all'estero può essere censurata solo se esistono indizi concreti che la rendessero necessaria.
- Nel valutare la credibilità di un coimputato, il giudice può tenere conto dell'eventuale tentativo di autoassoluzione o attenuazione delle proprie responsabilità; la presenza di elementi coerenti e specifici nelle sue dichiarazioni (es. descrizione di un intento criminoso) può renderle comunque idonee a confermare la responsabilità altrui.
- Un ricorso generico che si limita a ripetere le argomentazioni già prospettate senza confrontarsi con le argomentazioni della sentenza impugnata è destinato ad essere dichiarato inammissibile; è quindi fondamentale affrontare punto per punto la motivazione della sentenza impugnata.
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