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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11244/2025 del 20/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva annullato il decreto del Pubblico Ministero di convalida del sequestro di 38 taniche contenenti prodotti petroliferi, disposte dopo il rinvenimento dei beni presso il veicolo e l'abitazione dell'indagato. Il Procuratore sostiene che i beni costituivano il corpo del reato (furto) e che il decreto di convalida conteneva, anche per relationem con il verbale di sequestro, la descrizione dei fatti e la finalità probatoria necessaria per mantenere il vincolo sui beni.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore, annullando l'ordinanza del Tribunale del Riesame e rinviando per un nuovo giudizio al Tribunale di Venezia. La Corte ha ritenuto che il decreto di convalida fosse adeguatamente motivato: le taniche costituivano il corpo del reato, la finalità probatoria (accertamenti su caratteristiche, provenienza e titolo di detenzione) era esplicitata e la richiamata motivazione per relationem al verbale di sequestro era conforme alla giurisprudenza. Inoltre la Corte ha escluso che l'ignoranza dei titolari dei prodotti implichi automaticamente una finalità preventiva del sequestro.

Norme richiamate

  • art. 355, comma 2, codice di procedura penale

    Norma richiamata come titolo giuridico del potere del Pubblico Ministero di convalidare il sequestro; la Corte ha ritenuto legittimo l'uso di tale potere nel caso concreto.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. U., n. 17 del 21/6/2000, Primavera, Rv. 216664)

    Richiamata per legittimare la motivazione per relationem, ossia il richiamo a un atto già nella disponibilità della parte (verbale di sequestro) come sufficiente per la descrizione dei fatti nel decreto di convalida.

Massime di principio

  • Il provvedimento di convalida del PM può richiamare per relationem atti processuali (ad es. verbali di sequestro) già nella disponibilità dell'indagato: ciò è compatibile con la necessità di motivazione se il contenuto richiamato è adeguato e ponderato.
  • Se le cose sottoposte a sequestro costituiscono il corpo del reato (es. merce sottratta), è giustificato il sequestro con finalità probatoria per accertare caratteristiche, provenienza e titolo di detenzione.
  • La sola circostanza che i presunti proprietari dei beni non siano ancora identificati non trasforma automaticamente un sequestro a finalità probatoria in un sequestro di natura preventiva; è necessario valutare la motivazione effettiva fornita dall'autorità che ha convalidato il sequestro.
  • Per distinguere se il sequestro è probatorio o preventivo occorre valutare l'effettiva finalità indicata nel provvedimento (accertamento probatorio vs. esigenza di prevenzione della reiterazione), non solo fatti incidentali come l'ignota titolarità dei beni.
  • Il Tribunale del Riesame deve valutare la congruità e la chiarezza della motivazione del decreto di convalida; tuttavia, se tale motivazione rinvia ad atti puntuali e disponibili, il richiamo per relationem è ammissibile secondo la giurisprudenza.

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