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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17557/2026 del 14/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduce la nullità del decreto di citazione in appello per omessa notifica all'imputato e all'effettivo difensore di fiducia, avv. Sara Bruno, nominata con deposito dell'8 maggio 2023 e con elezione di domicilio presso il suo studio. Il decreto di citazione per l'udienza del 13/09/2024 era invece stato notificato il 19/03/2024 al difensore precedentemente revocato, avv. Alberto Bova (indicato sia come domiciliatario sia come difensore di fiducia). La difesa sostiene che tale notificazione, essendo indirizzata a soggetto privo di legittimazione, è idonea a far decadere la conoscenza legale dell'atto e determina una nullità assoluta, insanabile e rilevabile in ogni stato e grado (art. 179 c.p.p.), con consequente nullità derivata della sentenza di merito; inoltre sottolinea la rilevanza della corretta notificazione nell'ambito della trattazione cartolare, dove la conoscenza tempestiva del decreto è essenziale per l'esercizio delle facoltà difensive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. Dall'esame degli atti è emerso che la nomina e l'elezione di domicilio presso l'avv. Sara Bruno erano state depositate regolarmente (5/8 maggio 2023) e che nondimeno il decreto di citazione era stato notificato solamente al difensore revocato (avv. Alberto Bova), senza alcuna notificazione né all'imputato presso il domicilio eletto né all'effettivo difensore. La Corte ha ritenuto che la notificazione a soggetto non più legittimato non costituisca mera irregolarità ma integri una nullità assoluta ex art. 179 c.p.p., in quanto la forma usata era concretamente e astrattamente inidonea a determinare la conoscenza legale dell'atto. Ha escluso che conoscenze di fatto successive (comunicazioni della Procura generale o istanze difensive) possano sanare l'omissione della notificazione originaria, soprattutto nel giudizio di trattazione cartolare, dove la tempestiva conoscenza del decreto è essenziale per l'esercizio delle scelte difensive. Per questi motivi la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e disposto la trasmissione degli atti ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per nuova disamina.

Norme richiamate

  • art. 179 cod. proc. pen.

    La nullità assoluta della notificazione si verifica non solo quando la notificazione è omessa, ma anche quando, pur compiuta in forme diverse da quelle prescritte, risulti concretamente inidonea a determinare la conoscenza dell'atto; la nullità è rilevabile in ogni stato e grado.

  • art. 178, lett. c) cod. proc. pen.

    Riferimento alle nullità di ordine generale; il ricorrente invoca la nullità del decreto di citazione come vizio che incide sul corretto svolgimento del contraddittorio.

  • art. 599‑bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata negli atti (istanze difensive per definizione mediante concordato), ma la Corte precisa che le istanze successive non sanano l'omessa notificazione originaria.

  • Sez. U, n. 119 del 27/10/2004 (Palumbo)

    Giurisprudenza delle Sezioni Unite richiamata per il principio secondo cui la nullità assoluta riguarda anche le notificazioni compiute in forma non idonea a garantire la conoscenza dell'atto, e distingue la mera deviazione dal modello legale (ancorché idonea) dall'indirizzamento a soggetto ormai privo di legittimazione.

  • art. 216, ultimo comma legge fallimentare

    Norma menzionata nel contesto della sentenza di merito (pene accessorie), posta a fondamento di provvedimenti sanzionatori applicati in primo grado e poi ridotti in appello; non centrale nella decisione di Cassazione sul profilo processuale.

  • art. 219, comma 2, n. 1 legge fallimentare

    Richiamata nella motivazione di merito (attenuanti equivalenti ad aggravante) come elemento valutato dal giudice di primo grado; la Cassazione non entra nel merito di tale valutazione, focalizzandosi sulla nullità processuale.

  • art. 29 cod. pen.

    Norma relativa alle pene accessorie citata nella sentenza di merito; menzionata come fatto storico del giudizio e delle pene applicate/modificate in grado di appello.

Massime di principio

  • La notificazione del decreto di citazione deve essere indirizzata al soggetto effettivamente legittimato a riceverla (imputato personalmente o difensore nominato/elezione di domicilio): la mancata notifica a tale soggetto può integrare una nullità assoluta ex art. 179 c.p.p.
  • La notificazione a un difensore revocato non costituisce mera irregolarità formale sul luogo di consegna ma, se il destinatario era ormai privo di legittimazione, è concreta causa di inidoneità della forma a produrre la conoscenza dell'atto e quindi di nullità insanabile.
  • La conoscenza informale o successiva dell'esistenza dell'udienza (comunicazioni della Procura, atti difensivi depositati dopo) non sana l'omessa notificazione dell'atto 'genetico' (la citazione), poiché la verifica è incentrata sull'idoneità della forma notificatoria utilizzata.
  • Nel giudizio di trattazione cartolare la tempestività e la regolarità della notificazione assumono particolare rilievo: la difesa deve essere messa nelle condizioni di valutare la trattazione orale, le conclusioni scritte e le strategie difensive; il vizio di notifica è quindi più facilmente rilevante e insanabile.
  • Per ridurre il rischio di nullità, la difesa deve depositare tempestivamente presso la cancelleria la procura, l'elezione di domicilio e le eventuali revoche, e segnalare immediatamente alla cancelleria eventuali incongruenze nelle notifiche; analogamente le cancellerie devono verificare lo stato legittimante alla luce dell'ultimo deposito prima di procedere alle notificazioni.
  • Il vizio è rilevabile d'ufficio e in ogni stato e grado del processo: se accertata la nullità assoluta della citazione, la Corte di Cassazione può annullare la sentenza impugnata e disporre il rimedio procedurale utile (trasmissione per nuovo esame).

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