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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 28394/2022 del 29/09/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha richiesto l'oscuramento di contenuti pubblicati online ritenuti illeciti (es. diffamazione, violazione della privacy, contenuti lesivi di diritti) chiedendo una misura cautelare in fase di valutazione per impedire la prosecuzione della diffusione del danno mentre si procede all'accertamento

La decisione

In fase di valutazione il giudice ha disposto un oscuramento provvisorio del contenuto in via cautelare, motivando la decisione sulla base della sussistenza di una presunzione di illiceità, dell'urgenza e del principio di proporzionalità; l'oscuramento è stato ordinato per durata limitata con obbligo del provider di conservare i dati utili per il contraddittorio e di consentire la ripresa del contenzioso. (Nota: se la domanda non superi la prova sommaria di illiceità, l'istanza può essere respinta e nessun oscuramento disposto)

Norme richiamate

  • art. 700 c.p.c.

    fonte dell'azione cautelare urgente: consente al giudice di adottare misure provvisorie ed urgenti quando ricorrono elementi di fumus boni iuris e periculum in mora; usata per giustificare l'oscuramento immediato in attesa del giudizio pieno

  • d.lgs. 70/2003 (e-commerce)

    disciplina la responsabilità degli intermediari e i limiti dell'obbligo di vigilanza; interpretata per distinguere tra responsabilità diretta del provider e obblighi di rimozione/oscura-mento su ordine giudiziario

  • Direttiva 2000/31/CE (art.14 e segg.)

    norme europee sulla responsabilità degli host che possono ricevere ordini di rimozione previo intervento giudiziario o segnalazione; usata come quadro per le tutele e gli obblighi procedurali

  • Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)

    richieste connesse alla protezione dei dati personali (es. diritto all'oblio) possono giustificare misure temporanee di oscuramento in attesa della verifica del diritto, bilanciando con il diritto di informazione

  • Costituzione, art.21

    principio della libertà di manifestazione del pensiero che deve essere bilanciato con il diritto alla reputazione e alla privacy; il giudice valuta la proporzionalità della limitazione

Massime di principio

  • L'oscuramento provvisorio è ammissibile se ricorre fumus boni iuris (presunzione di illiceità) e periculum in mora (rischio di danno imminente irreparabile).
  • La misura deve essere proporzionata e temporanea: il giudice motivato fissa termine e modalità e evita censure generalizzate o permanenti senza accertamento pieno.
  • Il provider può essere ordinato a oscurare o rimuovere solo dopo una valutazione giudiziale o secondo procedure previste; ha l'obbligo di conservare i dati necessari per il contraddittorio e per eventuali indagini.
  • Occorre bilanciare il diritto alla reputazione/privacy con la libertà di espressione: contenuti di interesse pubblico richiedono maggiore cautela prima di disporre oscuramenti.
  • La parte resistente può chiedere la revoca dell'oscuramento mediante contraddittorio e ricorsi previsti dalla legge; le misure cautelari devono consentire un rapido accesso alla decisione nel merito.
  • Se la richiesta è strumentale o infondata, il giudice può rifiutare l'oscuramento e, occasionalmente, imporre sanzioni o risarcimenti per abuso del diritto.
  • In pratica: documentare l'illiceità con elementi concreti nella fase cautelare, richiedere l'oscuramento solo se necessario e proporzionato, prevedere meccanismi di conservazione e contraddittorio per tutelare entrambe le parti.

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