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Legge

L.R. Emilia-Romagna 23/2016

ISTITUZIONE DEL COMUNE DI TERRE DEL RENO MEDIANTE FUSIONE DEI COMUNI DI MIRABELLO E SANT'AGOSTINO NELLA PROVINCIA DI FERRARA

Normativa regionaleL.R. Emilia-Romagna 23/2016Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce dal 1° gennaio 2017 il Comune di Terre del Reno, in provincia di Ferrara, mediante fusione dei Comuni di Mirabello e Sant'Agostino. Disciplina successione nei rapporti, trasferimento di beni e personale, continuità di regolamenti e atti, contributi regionali per 15 anni e misure transitorie per l’avvio del nuovo ente.

Istituzione del Comune di Terre del Reno per fusione di Mirabello e Sant'Agostino

Istituzione del Comune di Terre del Reno per fusione

La legge regionale dell’Emilia-Romagna istituisce, nella provincia di Ferrara, un nuovo Comune denominato Terre del Reno, nato dalla fusione dei contigui Comuni di Mirabello e Sant’Agostino. La decorrenza della fusione è fissata al 1° gennaio 2017 e il territorio del nuovo ente coincide con quello dei due Comuni soppressi, come indicato nella cartografia allegata.

Partecipazione delle comunità di origine e possibili municipi

Lo statuto del nuovo Comune deve garantire alle comunità di origine, o ad alcune di esse, adeguate forme di partecipazione e decentramento dei servizi. Lo statuto può inoltre prevedere l’istituzione di municipi nei territori delle comunità originarie o di alcune di esse; statuto e regolamento comunali possono disciplinarne organizzazione e funzioni, anche con organi eletti a suffragio universale diretto. Agli amministratori dei municipi si applica la disciplina sullo status degli amministratori locali nei limiti della legge statale.

Successione nei rapporti giuridici, patrimoniali e del personale

Il Comune di Terre del Reno subentra in tutte le posizioni e nei rapporti giuridici attivi e passivi riferibili ai Comuni estinti. I beni demaniali e patrimoniali dei Comuni di Mirabello e Sant’Agostino sono trasferiti al demanio e al patrimonio del nuovo ente.

Anche il personale passa al Comune risultante dalla fusione, nel rispetto dell’articolo 2112 del codice civile e della disciplina sul trasferimento di personale nelle amministrazioni pubbliche. I regolamenti e gli atti amministrativi a contenuto generale dei Comuni soppressi, compresi gli strumenti urbanistici, restano efficaci se compatibili, fino a quando non vengano sostituiti dagli atti del Comune di Terre del Reno.

Contributi regionali e agevolazioni

La Regione prevede per il nuovo Comune un contributo annuo costante di 180.000 euro per 15 anni. È inoltre riconosciuto un contributo straordinario in conto capitale di 150.000 euro l’anno per 3 anni per le spese iniziali di avvio.

Per i dieci anni successivi alla costituzione, Terre del Reno ha priorità nei programmi e nei provvedimenti regionali di settore che assegnano contributi agli enti locali, salvo le priorità già previste dalle programmazioni approvate dalla Commissione europea. Nello stesso periodo è equiparato a un’Unione di Comuni per l’accesso ai contributi regionali destinati alle forme associative, con esclusione dei contributi del programma di riordino territoriale. Si applica inoltre la disciplina statale prevista per i Comuni istituiti per fusione, nei limiti stabiliti dalla legge statale richiamata.

Copertura finanziaria

Per il solo esercizio finanziario 2017 la copertura degli oneri relativi ai contributi regionali è assicurata mediante specifici capitoli di spesa o variazioni di capitoli esistenti, finanziati con il fondo speciale accantonato nel bilancio di previsione 2016-2018. Per gli esercizi successivi al 2017, gli oneri sono coperti nell’ambito delle autorizzazioni di spesa previste annualmente dalla legge di bilancio regionale.

Disposizioni transitorie per l’avvio del nuovo Comune

I Sindaci dei Comuni di origine, entro il 31 dicembre 2016, devono adottare d’intesa tra loro le misure utili a garantire la piena operatività del nuovo Comune dal 1° gennaio 2017, sia sul piano organizzativo sia per i servizi essenziali ai cittadini, evitando disagi o aggravamenti per l’utenza.

Il Comitato dei Sindaci dei Comuni preesistenti, istituito senza oneri aggiuntivi per la Regione, coadiuva il Commissario nominato per la gestione del nuovo Comune dalla data di efficacia della fusione fino all’elezione dei nuovi organi. Il Comitato è consultato sul bilancio, sulle eventuali varianti urbanistiche e sugli aspetti legati alla ricostruzione post sisma.

Alla data di istituzione del nuovo Comune, gli organi di revisione contabile dei Comuni estinti decadono; fino alla nomina del nuovo organo, le funzioni sono svolte provvisoriamente dal revisore in carica nel Comune demograficamente più grande. Ai fini dell’esercizio provvisorio e del limite degli stanziamenti dell’anno precedente, si considera la somma delle risorse stanziate nei bilanci definitivamente approvati dai Comuni estinti.

I consiglieri comunali cessati per effetto della fusione continuano a svolgere, fino alla nomina dei successori, gli incarichi esterni eventualmente attribuiti. Analogamente, i soggetti nominati dai Comuni estinti in enti, aziende, istituzioni o altri organismi restano in carica fino alla sostituzione.

Rinvio alla disciplina generale sulle fusioni

Per quanto non espressamente disciplinato, la legge rinvia alle norme statali e regionali in materia di fusioni di Comuni.

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