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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 31137/2024 del 05/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

violazione e/o falsa applicazione dell'art. 3, comma 2-bis del d.l. n. 543/1996 conv. nella legge n. 639/1996, dell'art. 18 d.l. n. 67/1997 conv. nella legge n. 135/1997 e dell'art. 10-bis, comma 10 del d.l. n. 203/2005 conv. nella legge n. 248/2005 (come integrato dall'art. 17 del d.l. n. 78/2009): censura alla sentenza impugnata per avere escluso la possibilità per il dipendente assolto nel giudizio contabile di ottenere, in via extragiudiziale, il rimborso integrale delle spese legali dall'amministrazione di appartenenza e, in caso di diniego, di adire il giudice ordinario

La decisione

la Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato: ha stabilito che il diritto del dipendente prosciolto al rimborso delle spese legali è una posizione sostanziale spettante nei confronti dell'amministrazione di appartenenza e può essere perseguito sia tramite la liquidazione operata dal giudice contabile (che, in caso di proscioglimento, è tenuto a liquidare l'ammontare ai sensi dell'art. 91 c.p.c. e non può disporre la compensazione) sia in via extragiudiziale davanti all'amministrazione, con possibilità, in caso di rifiuto, di rivolgersi al giudice ordinario. La Corte ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato alla Corte d'appello di Roma per il riesame alla luce dell'indirizzo ora affermato. Inoltre la Corte ha precisato che l'art. 10-bis, comma 10, non esclude il 'doppio binario' e che il Procuratore della Corte dei Conti non vale come sostituto processuale dell'amministrazione tale da precludere la tutela davanti al giudice ordinario

Norme richiamate

  • art. 3, comma 2-bis d.l. n. 543/1996 (conv. legge n. 639/1996)

    In caso di definitivo proscioglimento ... le spese legali sostenute dai soggetti sottoposti al giudizio della Corte dei Conti sono rimborsate dall'amministrazione di appartenenza.

    la norma attribuisce un diritto sostanziale al rimborso integrale delle spese legali da parte dell'amministrazione di appartenenza, senza indicare esclusivamente la sede procedurale per la sua attuazione

  • art. 18, comma 1 d.l. n. 67/1997 (conv. legge n. 135/1997)

    Le spese legali relative a giudizi ... conclusi con sentenza o provvedimento che escluda la loro responsabilità, sono rimborsate dalle amministrazioni di appartenenza nei limiti riconosciuti congrui dall'Avvocatura dello Stato.

    anche questa disposizione tutela il rimborso (soggettivo) a favore del dipendente ma rimette all'Avvocatura dello Stato il giudizio di congruità; non esclude la possibilità di rimborso extragiudiziale

  • art. 10-bis, comma 10 d.l. n. 203/2005 (conv. legge n. 248/2005)

    Le disposizioni dell'art. 3, comma 2-bis ... e dell'art. 18, comma 1 ... si interpretano nel senso che il giudice contabile, in caso di proscioglimento nel merito e con la sentenza che definisce il giudizio, ai sensi e con le modalità di cui all'art. 91 del codice di procedura civile, liquida l'ammontare degli onorari e diritti spettanti alla difesa del prosciolto, fermo restando il parere di congruità dell'Avvocatura dello Stato da esprimere sulle richieste di rimborso avanzate all'amministrazione di appartenenza.

    la disposizione obbliga il giudice contabile a liquidare le spese quando assolva l'incolpato, e menziona il parere di congruità dell'Avvocatura: la Corte ha interpretato tale norma come non escludente della possibilità di chiedere/ottenere il rimborso in via stragiudiziale né di adire il giudice ordinario in caso di diniego

  • art. 17, comma 30-quinquies d.l. n. 78/2009 (conv. legge n. 102/2009)

    All'art. 10-bis, comma 10 ... dopo le parole: "procedura civile", sono inserite le seguenti: "non può disporre la compensazione delle spese del giudizio".

    integra l'art. 10-bis precisando che il giudice contabile non può compensare le spese ma deve liquidare la condanna alle spese a carico dell'amministrazione; ciò non preclude tuttavia il rimedio extragiudiziale o l'azione davanti al giudice ordinario

  • art. 91 c.p.c.

    norma di riferimento per la liquidazione delle spese di lite

    l'art. 10-bis rinvia alle modalità dell'art. 91 c.p.c. per la liquidazione: il giudice contabile deve pertanto adottare una statuizione di condanna alle spese secondo i criteri processuali civilistici

  • art. 31, comma 2 d.lgs. n. 174/2016 (Codice di giustizia contabile)

    Con la sentenza che esclude definitivamente la responsabilità ... il giudice non può disporre la compensazione delle spese del giudizio e liquida, a carico dell'amministrazione di appartenenza, l'ammontare degli onorari e dei diritti spettanti alla difesa.

    disposizione più recente che conferma l'obbligo di liquidazione a carico dell'amministrazione da parte del giudice contabile ma non risolve la questione della possibilità del rimborso extragiudiziale o della competenza del giudice ordinario

  • art. 103 Cost.

    Il giudice ordinario è competente a conoscere dei diritti soggettivi; la Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge.

    la Corte ha richiamato l'art. 103 Cost. per affermare che il giudice dei diritti soggettivi è, di regola, l'ordinario: il diritto al rimborso, quale diritto soggettivo fra dipendente e amministrazione, può quindi rientrare nella competenza del giudice ordinario

Massime di principio

  • Il diritto del dipendente assolto nel giudizio contabile al rimborso delle spese legali è un diritto sostanziale spettante nei confronti dell'amministrazione di appartenenza e quindi non è riservato unicamente alla liquidazione operata dal giudice contabile
  • Il giudice contabile, in caso di proscioglimento nel merito, è tenuto a liquidare le spese ai sensi dell'art. 91 c.p.c. e non può disporre la compensazione; tale liquidazione può però non esaurire il diritto del dipendente se l'importo non copre l'effettivo esborso
  • È ammissibile che il dipendente richieda in via extragiudiziale il rimborso all'amministrazione (anche per somme eccedenti la liquidazione contabile) e, in caso di diniego, agisca davanti al giudice ordinario per far valere il diritto
  • Il parere di congruità dell'Avvocatura dello Stato è rilevante nella verifica dell'entità del rimborso richiesto, sia nell'ambito della liquidazione contabile sia in sede amministrativa/civile
  • La statuizione del giudice contabile sulla regolazione delle spese non determina automaticamente una preclusione al giudizio ordinario, perché manca l'identità soggettiva e oggettiva piena tra il giudizio contabile e la controversia sostanziale tra dipendente e amministrazione
  • La funzione del Procuratore presso la Corte dei conti è pubblicistica e non equivale a un ruolo di sostituto processuale dell'amministrazione tale da impedire all'incolpato di rivolgersi all'amministrazione o al giudice ordinario
  • Se la liquidazione effettuata dal giudice contabile è pienamente soddisfacente rispetto all'effettivo esborso, ciò può evitare ulteriori contenziosi; in caso contrario il dipendente ha strumenti per ottenere la copertura integrale

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