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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14493/2025 del 14/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna in cassazione la conferma della condanna per invasione arbitraria di immobile comunale (fatto contestato come commesso il 29/07/2015, con condotta perdurante). Deduce: 1) prescrizione del reato, sostenendo che la consumazione sarebbe iniziata il 29/07/2015 e che non vi sarebbero elementi che dimostrino una permanenza oltre tale data, sicché il termine di prescrizione sarebbe maturato il 29/01/2024; 2) omissione della Corte d'appello nel pronunciarsi sulla richiesta, formulata in appello, di concessione della sospensione condizionale della pena.

La decisione

Primo motivo (prescrizione) dichiarato inammissibile perché manifestamente infondato: la Corte di cassazione ha ritenuto che il reato di invasione di terreni o edifici abbia natura permanente quando l'occupazione si prolunga nel tempo; in mancanza di prova di interruzione dell'occupazione, il dies a quo per la prescrizione è la data della sentenza di primo grado (19/05/2022), sicché la prescrizione non era maturata. Secondo motivo (omessa statuizione sulla sospensione condizionale): accolto. La Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla valutazione circa la concessione della sospensione condizionale della pena e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per nuovo esame su quel punto. Per il resto il ricorso è dichiarato inammissibile e l'affermazione di responsabilità è resa irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 633 cod. pen. (invasione di terreni o edifici)

    La Corte interpreta l'art. 633 come comprensivo di una fattispecie che può avere natura permanente se l'occupazione si protrae nel tempo: l'invasione è l'introduzione arbitraria (contra ius) e l'occupazione protratta costituisce la manifestazione materiale del reato; la permanenza cessa solo con l'allontanamento o con la sentenza di condanna, motivo per cui ai fini della prescrizione il dies a quo può essere la data della sentenza di primo grado se l'occupazione non è stata interrotta.

Massime di principio

  • Il reato di invasione di edifici/terreni può avere natura permanente quando l'occupazione si protrae: in tali casi la prescrizione decorre dalla cessazione della permanenza (allontanamento) o, in mancanza, dalla sentenza che accerta la responsabilità.
  • Per contestare la decorrenza della prescrizione in una vicenda di occupazione abusiva è fondamentale fornire elementi oggettivi che dimostrino l'interruzione dell'occupazione; senza tali prove il dies a quo può essere fissato alla sentenza di primo grado.
  • Se il giudice di merito omette di pronunciarsi su una richiesta di beneficio (es. sospensione condizionale della pena) formulata dall'imputato, la cassazione può annullare la sentenza limitatamente a quella omessa valutazione e disporre il rinvio per un nuovo esame.
  • In appello e in cassazione conviene sempre sollecitare espressamente la decisione su benefici e misure alternative alla pena e documentare i presupposti per ottenerli (età, precedenti, condotta), perché l'omissione può comportare rimessione su quel punto.
  • La qualificazione della fattispecie come reato permanente ha rilievo pratico rilevante sul computo della prescrizione e sulle eventuali strategie difensive: accertare e documentare l'effettiva cessazione dell'occupazione è cruciale.

Testo integrale

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