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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03482/2026 del 28/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, rilevando anche che non poteva escludersi la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità. La decisione di merito della Corte d'appello resta ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bologna del 9 gennaio 2024. Dal testo emerge che i motivi di impugnazione erano due: il primo riguardava la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche; il secondo concerneva la mancata applicazione di una pena sostitutiva di pena detentiva breve. La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo privo di specificità e comunque manifestamente infondato, perché la Corte territoriale aveva già motivato in modo non illogico sulla non concedibilità delle attenuanti. Quanto al secondo motivo, lo ha giudicato manifestamente infondato perché l'imputato non aveva prestato il consenso all'applicazione della pena sostitutiva nei termini previsti dall'art. 598-bis, commi 1-bis e 4-bis, c.p.p.; inoltre ha ribadito che il giudice d'appello non può disporre d'ufficio la sostituzione della pena se nell'atto di gravame non vi sia una specifica e motivata richiesta, poiché tale sostituzione non rientra tra i benefici o le diminuenti devolvibili ex art. 597, comma 5, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 598-bis c.p.p.

    Il consenso dell'imputato all'applicazione della pena sostitutiva deve essere prestato entro i termini previsti, distinti a seconda che l'appello sia trattato in forma scritta o in udienza partecipata.

  • art. 597, comma 5, c.p.p.

    La sostituzione della pena detentiva breve non rientra tra i benefici o le diminuenti tassativamente devolvibili al giudice d'appello; la norma, in quanto derogatoria ed eccezionale, non consente la sostituzione d'ufficio in assenza di specifica e motivata richiesta nell'atto di gravame.

  • d. lgs. 19 marzo 2024, n. 31

    È richiamato come fonte di modifica dell'art. 598-bis c.p.p. in tema di consenso alla pena sostitutiva.

  • Corte cost. n. 186 del 2000

    È richiamata per affermare che, ai fini della condanna alla somma in favore della Cassa delle ammende, occorre valutare l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • In sede di ricorso per cassazione, il motivo che censura il diniego delle attenuanti generiche deve essere specifico e confrontarsi con la motivazione resa dal giudice di merito; in difetto, il motivo è inammissibile o manifestamente infondato.
  • La richiesta di applicazione di pene sostitutive di pene detentive brevi nel giudizio di appello richiede un consenso espresso dell'imputato entro i termini processuali previsti dalla legge; il consenso tardivo non è idoneo a fondare la sostituzione.
  • Il giudice d'appello non può disporre d'ufficio la sostituzione della pena detentiva breve se nell'atto di impugnazione non sia stata formulata una domanda specifica e motivata, poiché tale istituto non rientra tra i benefici devolvibili ex art. 597, comma 5, c.p.p.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile per ragioni imputabili al ricorrente, è legittima la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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