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Sentenza

Sentenza del 07/02/2019 n. 3602 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la sentenza della C.T.R. della Toscana, sostenendo la violazione e falsa applicazione dell'art. 303 del T.U.L.D. La contestazione riguardava l'importazione dal Venezuela di lamiere e nastri di leghe di alluminio accompagnati da certificati FORM AA non conformi al modello FORM A previsto dall'Unione europea e recanti un'impronta del timbro diversa da quella registrata nel sistema della Commissione europea. Secondo l'Agenzia, la difformità relativa all'origine della merce rientra tra quelle sanzionabili ai sensi dell'art. 303 T.U.L.D., anche se la norma menziona espressamente valore, quantità e qualità.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Dogane, cassato la sentenza della C.T.R. della Toscana e rinviato la causa alla stessa C.T.R., in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità. La Corte ha stabilito che l'origine della merce costituisce un elemento riconducibile alla sua qualità e che l'art. 303 T.U.L.D. sanziona ogni difformità o falsità relativa agli elementi essenziali della dichiarazione doganale, inclusa l'origine. Ha inoltre affermato che la buona fede o l'eventuale inconsapevolezza dell'importatore non escludono la sanzione quando il certificato di origine risulti falso o irregolare.

Norme richiamate

  • D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, art. 303 (T.U.L.D.)

    La norma riguarda le difformità della dichiarazione doganale relative a valore, quantità e qualità della merce.

    La Corte interpreta estensivamente il riferimento alla qualità, ritenendo compresa anche l'origine della merce. Sono quindi sanzionabili le difformità o falsità relative agli elementi essenziali della dichiarazione doganale, inclusa l'origine, senza ricorrere all'analogia.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3

    Violazione o falsa applicazione di norme di diritto.

    Il motivo è stato ritenuto fondato perché la C.T.R. aveva interpretato in modo errato l'ambito applicativo dell'art. 303 T.U.L.D.

  • Codice di procedura civile, art. 295

    Sospensione necessaria del processo.

    La richiesta di sospensione è stata respinta poiché i giudizi indicati come pregiudicanti erano già stati definiti.

  • Codice civile, art. 1306

    Effetti della sentenza ottenuta contro uno dei condebitori in solido.

    La Corte ha escluso l'applicabilità del giudicato invocato dalla società, anche perché la relativa sentenza era divenuta definitiva prima della conclusione dei gradi di merito della causa in esame.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 56

    Rip proposizione in appello delle questioni ed eccezioni non accolte in primo grado.

    La riproposizione dei motivi asseritamente assorbiti è stata dichiarata inammissibile per difetto di specificità, non essendo stati indicati adeguatamente i termini e le modalità con cui tali motivi erano stati dedotti nei precedenti gradi.

Massime di principio

  • Ai fini delle sanzioni doganali, l'origine della merce è considerata un elemento sostanziale della dichiarazione e può rientrare nella nozione di qualità della merce.
  • La falsità o irregolarità del certificato di origine può comportare l'applicazione della sanzione anche quando l'importatore dimostri di aver agito in buona fede o di non essere stato consapevole dell'irregolarità.
  • L'importatore sopporta il rischio commerciale derivante da certificati o documenti irregolari forniti da terzi e deve adottare adeguate verifiche e tutele contrattuali.
  • L'interpretazione estensiva di una norma sanzionatoria è possibile quando resta coerente con il testo e con la finalità della disposizione; ciò che è vietato è l'applicazione analogica in senso creativo o peggiorativo.
  • Nel giudizio di cassazione, le questioni e i motivi asseritamente assorbiti devono essere riproposti con indicazione precisa della loro precedente deduzione e della loro riproposizione in appello, altrimenti possono essere dichiarati inammissibili.

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