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Sentenza

Sentenza del 21/10/2021 n. 331 - Comm. Trib. Prov. Treviso

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione degli avvisi di accertamento IMU n. 288/2020 (2016), n. 289/2020 (2017), n. 290/2020 (2018) e n. 291/2020 (2019) per presunta mancata residenza nel Comune e conseguente inesigibilità dell'IMU. La ricorrente deduce l'illegittimità per omesso invito al contraddittorio endo-procedimentale (art. 97 Cost., art. 7 L.241/1990, art.10 L.212/2000), per mancata indicazione della possibilità di avvalersi dell'accertamento con adesione e per non dovutazione del tributo, allegando elementi quali consumi, ricezione di corrispondenza, rapporti sanitari e un verbale di sopralluogo a supporto della propria residenza nell'immobile. Il Comune replica che non sussiste obbligo generale di contraddittorio preventivo, che l'onere probatorio delle agevolazioni grava sul contribuente (mancante il certificato di residenza per gli anni contestati salvo il secondo semestre 2019) e che l'accertamento con adesione non è applicabile al caso.

La decisione

La Commissione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo sul mancato contraddittorio, richiamando la giurisprudenza di legittimità che esclude un obbligo generale di contraddittorio preventivo per atti fiscali in materia non armonizzata. Ha inoltre confermato che l'onere della prova delle condizioni per fruire di esenzioni grava sul contribuente e che la residenza anagrafica, necessaria insieme alla dimora abituale per il riconoscimento dell'abitazione principale ai fini IMU, deve risultare da certificato; la ricorrente era iscritta fra i residenti solo dal secondo semestre 2019 e pertanto l'esenzione poteva valere solo da tale momento. Ha ritenuto non applicabile l'accertamento con adesione. Il ricorso è respinto e la parte ricorrente è condannata al pagamento delle spese di lite, liquidate in Euro 1.000 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • Art. 97 Cost.

    Invocato dalla ricorrente per richiamare il principio di buon andamento e correttezza dell'amministrazione; la Commissione tuttavia non lo ritiene sufficiente a imporre un obbligo generale di contraddittorio endo-procedimentale negli atti tributari.

  • Art. 7 L. 241/1990

    Norma sul procedimento amministrativo e sulla partecipazione; invocata per richiedere il contraddittorio ma la giurisprudenza citata esclude che imponga, in senso generale, l'obbligo del contraddittorio per gli accertamenti tributari non armonizzati.

  • Art. 10 L. 212/2000 (Statuto del contribuente)

    Prevede forme di tutela e contraddittorio in ambito tributario; la Commissione interpreta che non imponga un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per IMU (tributo non armonizzato) in assenza di specifica previsione.

  • Cass. SS.UU. n. 24823/2015

    Sentenza n. 24823 del 09/12/2015

    Giurisprudenza di riferimento che esclude l'esistenza di un principio generale che imponga il contraddittorio preventivo in tutti i casi di adozione di provvedimenti lesivi in materia fiscale; è richiamata quale motivo decisivo per respingere l'eccezione sul mancato contraddittorio.

  • Giurisprudenza della Cassazione (es. ord. 8548/2019, ord. 4219/2019, Cass. n.23390/2011)

    Ord. 8548/2019; Ord. 4219/2019; Cass. n.23390/2011

    Richiama il principio secondo cui l'onere della prova delle condizioni per fruire di agevolazioni tributarie grava sul contribuente e che le norme agevolative vanno interpretate restrittivamente; usata per sostenere l'infondatezza della prova fornita dalla ricorrente.

  • Regime IMU (normativa nazionale sul tributo non armonizzato)

    L'IMU è considerato tributo non armonizzato: non si applicano i vincoli europei che possono imporre il contraddittorio; per il riconoscimento dell'abitazione principale occorrono dimora abituale e residenza anagrafica (documentata), con efficacia dall'iscrizione anagrafica risultante.

Massime di principio

  • L'obbligo del contraddittorio endo-procedimentale non sussiste in via generale per gli accertamenti relativi a tributi non armonizzati (come l'IMU) salvo diversa disposizione normativa o caso specifico.
  • L'onere della prova delle condizioni che danno diritto a esenzioni o agevolazioni tributarie grava sul contribuente: è necessario produrre documentazione ufficiale (es. certificato di residenza) per far valere la qualifica di 'abitazione principale'.
  • La residenza anagrafica ha efficacia dall'atto di iscrizione: iscrizioni successive rilevano solo dalla data in cui risultano registrate ai fini di eventuali agevolazioni fiscali.
  • L'accertamento con adesione è utilizzabile solo quando esista materia 'concordabile'; se l'accertamento è determinato su elementi certi (possesso, categoria catastale, rendita) può non rientrare nell'ambito dell'accertamento con adesione.
  • In caso di soccombenza, le spese di lite seguono la regola generale e possono essere liquidate a carico del ricorrente; pertanto valutare la solidità probatoria prima di intraprendere giudizi su questioni di fatto come la residenza.

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