Cassazione Civile, Sentenza n. 4561/2023 del 14/02/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso la sentenza che aveva rigettato le opposizioni dei ricorrenti contro determinazioni dirigenziali di Roma Capitale basate su verbali AMA che sanzionavano violazioni del regolamento comunale sui rifiuti (conferimento irregolare nei contenitori per la raccolta differenziata). I ricorrenti contestavano in particolare: (i) la mancata prova da parte dell'amministrazione comunale dell'assegnazione diretta dei contenitori al condominio, presupposto per gli obblighi di custodia e responsabilità; (ii) l'erronea affermazione di responsabilità solidale dell'amministratore condominiale per fatti posti in essere dai singoli condomini, con trasformazione di una ipotesi di responsabilità in responsabilità oggettiva senza prova di responsabilità diretta dell'amministratore.
La decisione
Il ricorso del condominio di via del Governo Vecchio n. 34 è stato dichiarato inammissibile per mancanza di legittimazione (la violazione era stata accertata a carico del condominio di via del Governo Vecchio n. 39). Quanto alla s.r.l. Dorian Brandi, la Corte ha accolto i primi due motivi del ricorso: ha ritenuto infondata la motivazione del Tribunale che aveva ricollegato la responsabilità solidale dell'amministratore alla sola collocazione dei contenitori in beni comuni. La Corte ha affermato che l'amministratore di condominio risponde solo per i propri atti (commissivi o omissivi) e non solidalmente per gli atti dei singoli condomini; la norma del regolamento comunale che impone obblighi di custodia e utilizzazione ai soggetti e all'amministratore configura responsabilità diretta e non solidarietà automatica. Pertanto la sentenza impugnata è cassata in relazione ai motivi accolti e, decidendo nel merito, sono annullate le determinazioni dirigenziali emesse nei confronti della s.r.l. Dorian Brandi. Le spese di giudizio sono compensate tra le parti per la novità della questione.
Norme richiamate
Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti n. 105/2005 (Comune di Roma), artt. 14 comma 7 e 62
La Corte ha ritenuto che gli obblighi di custodia e di corretta utilizzazione indicati dal regolamento riguardano fatti propri e, quindi, la violazione può configurare responsabilità diretta dell'amministratore soltanto se questi abbia materialmente concorso; non legittimano di per sé una responsabilità solidale dell'amministratore per gli atti dei singoli condomini.
Legge n. 689/1981, art. 6
La norma che prevede la responsabilità anche del proprietario o del titolare del diritto sulla cosa che ha servito a commettere l'illecito non è applicabile per estendere automaticamente la solidarietà all'amministratore di condominio, il quale non è proprietario né ha disponibilità materiale dei contenitori.
Codice civile, artt. 1129 comma 15, 1130, 1131
La Corte richiama la natura dell'incarico dell'amministratore come mandato: l'amministratore gestisce i beni comuni e ha rappresentanza limitata; può rispondere verso terzi per i propri atti commissivi o omissivi ma non per gli atti posti in essere dai singoli condomini.
Codice civile, art. 2697 (onere della prova)
La Corte sottolinea che l'amministrazione comunale doveva provare l'assegnazione diretta dei contenitori al condominio per fondare obblighi di custodia; la mancata prova impedisce di attribuire la responsabilità solidale.
Codice di procedura civile, artt. 112, 113, 116, 342, 343, art. 92 comma 2
Norme processuali e probatorie richiamate: la Corte ha applicato principi relativi alla prova e alla fase di legittimità; ha altresì disposto la compensazione delle spese ai sensi dell'art. 92 c.2 per la novità della questione.
d.lgs. n.150/2011, art. 6 comma 12
Norma richiamata tra i motivi ma ritenuta assorbita dalla decisione; non ha inciso sul dispositivo.
Altre norme richiamate nel ricorso (artt. 1803 e 1325 c.c., artt. 112, 113 e 116 c.p.c., legge n. 689/1981, artt. 65 del regolamento)
Richiami normativi evocati nel ricorso; la Corte ha trattato e ritenuto assorbiti alcuni profili, concentrandosi soprattutto sulla natura della responsabilità dell'amministratore e sull'onere probatorio dell'amministrazione comunale.
Massime di principio
- L'amministratore di condominio non può essere ritenuto solidalmente responsabile per illeciti commessi dai singoli condomini a meno che non emerga una sua responsabilità diretta (atti commissivi o omissivi) che abbia concretamente concorso alla violazione.
- Per attribuire obblighi di custodia e vigilanza relativi a contenitori per la raccolta rifiuti è necessario che l'amministrazione provi l'assegnazione o la disponibilità materiale dei contenitori al condominio/alla persona chiamata a rispondere; la mancanza di tale prova preclude la responsabilità solidale.
- Le disposizioni regolamentari che impongono obblighi all'amministratore configurano responsabilità individuale per inosservanza di tali obblighi, non una solidarietà automatica per le condotte di terzi.
- Se le determinazioni amministrative e i verbali sono stati emessi nei confronti di un diverso soggetto (es. altro condominio), il soggetto diverso che impugna può essere dichiarato privo di legittimazione e il ricorso essere inammissibile per res judicata su quella statuizione.
- In caso di questione novativa senza precedenti giurisprudenziali, il giudice può compensare le spese tra le parti; è opportuno valutare anche profili processuali come l'onere della prova e la corretta individuazione del destinatario dell'atto sanzionatorio.
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