Provvedimento AGCM AS2192 del 25/09/2026
RINNOVO DEI DIRITTI D'USO DELLE FREQUENZE RADIO PER SERVIZI MOBILI - OBBLIGHI DI ACCESSO PER I MVNO
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM indirizza al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni osservazioni sul quadro regolatorio consultato con la Delibera AGCom 199/26/CONS per il rinnovo, ai sensi dell’articolo 63 del Codice, e la proroga, ai sensi dell’articolo 62, dei diritti d’uso delle frequenze mobili in scadenza il 31 dicembre 2029. Pur riconoscendo che il rinnovo può favorire continuità del servizio e investimenti, l’Autorità teme che il rinnovo integrale per otto anni cristallizzi le dotazioni esistenti e ostacoli operatori minori e potenziali entranti. Propone un rinnovo parziale e una gara per le frequenze residue, con cap, e chiede di rafforzare sanzioni e meccanismi di riassegnazione; considera inoltre inadeguati gli obblighi di accesso come sostituto della disponibilità di spettro e critica l’ipotesi di un’offerta unica collettiva.
Parere al MIMIT e ad AGCom sul rinnovo e la proroga dei diritti d’uso delle frequenze in scadenza nel 2029: l’AGCM propone un rinnovo parziale e una gara per la parte restante, con misure proconcorrenziali.
Rinnovo dei diritti d’uso delle frequenze mobili in scadenza nel 2029
L’AGCM formula un parere rivolto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom) sul quadro regolatorio delineato nella Delibera 199/26/CONS. Il procedimento riguarda il rinnovo, ai sensi dell’articolo 63 del Codice delle comunicazioni elettroniche, e la proroga, ai sensi dell’articolo 62, dei diritti d’uso delle frequenze radio per sistemi terrestri di comunicazioni elettroniche in scadenza il 31 dicembre 2029.
Principi di allocazione e precedenti richiamati
L’Autorità ribadisce che l’allocazione di una risorsa scarsa come lo spettro deve rispettare efficienza, trasparenza, non discriminazione e concorrenza, così da favorire sia gli investimenti e la concorrenza infrastrutturale, sia la concorrenza tra operatori. Richiama il proprio parere AS1493 sulle procedure di assegnazione delle bande 700 MHz, 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz per il 5G, nel quale aveva sostenuto riserve e limiti all’acquisizione delle frequenze per contrastare l’asimmetria delle dotazioni a favore degli operatori storici e favorire operatori nuovi o di dimensione minore.
L’AGCM richiama inoltre i precedenti orientamenti sull’uso prudente di proroghe e rinnovi: tali strumenti devono perseguire obiettivi specifici e la durata dei diritti, comprese le eventuali proroghe, deve essere giustificata da esigenze obiettive di recupero degli investimenti, individuate ex ante. A titolo di precedente, menziona la proroga dei diritti in banda 3,4-3,6 GHz concessi ad Aria S.p.A. e trasferiti a Fastweb S.p.A., ritenuta giustificata in ragione degli investimenti già sostenuti e programmati e del tempo necessario a conseguire un ragionevole ritorno economico prospettico.
Valutazione del quadro proposto da AGCom
L’AGCM valuta positivamente l’avvio con congruo anticipo del processo regolatorio e il coinvolgimento degli stakeholder. Un quadro certo e di lungo termine può assicurare la continuità dei servizi agli utenti, valorizzare gli investimenti effettuati e permettere agli operatori di pianificare quelli futuri. Ciò può sostenere l’aggiornamento delle reti 5G verso architetture Stand Alone e Multi-access Edge Computing, indicate come capaci di migliorare sensibilmente le prestazioni rispetto alle reti attualmente presenti in Italia.
È condivisa anche l’impostazione che prevede obblighi prestazionali per i beneficiari dei diritti d’uso, definiti mediante specifici indicatori di performance (KPI), e verifiche ex post tramite campagne di misurazione sul campo al termine di ciascuna milestone. L’Autorità apprezza, più in generale, il rilievo attribuito ai principi del Codice delle comunicazioni elettroniche: trasparenza, equità, non discriminazione, proporzionalità, uso efficiente dello spettro, neutralità tecnologica e promozione della concorrenza attuale e prospettica.
Criticità del rinnovo integrale e degli obblighi di accesso
Pur riconoscendo che il rinnovo può favorire la continuità del servizio e consentire investimenti nella rete, l’AGCM ritiene che il rinnovo di tutte le frequenze in scadenza possa compromettere la concorrenza. La conservazione delle dotazioni frequenziali esistenti per ulteriori otto anni rischierebbe di ostacolare la crescita degli operatori con minore disponibilità di spettro e l’eventuale ingresso di nuovi operatori, cristallizzando l’attuale configurazione del mercato. Ne potrebbero risultare indebolite sia la concorrenza statica, limitando il vincolo esercitato dagli operatori minori, sia quella dinamica, riducendo la capacità degli operatori efficienti di investire in reti tecnologicamente avanzate.
Secondo l’Autorità, i soli obblighi di accesso prospettati da AGCom non risolvono tali criticità e non sostituiscono una possibile redistribuzione dello spettro. Gli operatori infrastrutturati dovrebbero poter disporre di frequenze adeguate per competere mediante investimenti in infrastrutture proprie; inoltre, l’accesso potrebbe non garantire le prestazioni ottenibili con frequenze assegnate in uso esclusivo e comportare una riduzione della qualità del servizio.
L’AGCM esprime una specifica preoccupazione per l’ipotesi che gli operatori adempiano collettivamente agli obblighi di accesso attraverso un’unica offerta. Una simile modalità, secondo l’Autorità, comporterebbe accordi tra concorrenti potenzialmente collusivi e ridurrebbe gli incentivi a formulare offerte di accesso competitive.
Raccomandazioni per il nuovo assetto
Per bilanciare continuità del servizio, recupero degli investimenti e apertura concorrenziale, l’AGCM propone di valutare una soluzione ispirata all’“opzione mista” già prospettata da AGCom:
- rinnovare solo una parte dei diritti, per una dotazione spettrale congrua, definita da AGCom sotto il profilo quantitativo e qualitativo, in modo da sostenere la continuità del servizio e gli investimenti necessari;
- assegnare la parte restante mediante gara, eventualmente senza rilanci competitivi e privilegiando la qualità tecnica dell’offerta rispetto al prezzo, per incentivare gli investimenti senza imporre un eccessivo aggravio finanziario agli operatori;
- introdurre, nella gara, limiti alla quantità di diritti d’uso accessibili alle imprese che beneficeranno maggiormente del rinnovo, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Codice, per preservare la contendibilità e prevenire un’eccessiva concentrazione;
- rafforzare le procedure sanzionatorie e disciplinare il riutilizzo efficiente delle frequenze eventualmente revocate agli operatori inadempienti, valutando un meccanismo premiale per gli operatori che raggiungono i KPI.
L’AGCM auspica, in conclusione, che il nuovo quadro regolatorio consegua il miglior equilibrio possibile tra continuità dei servizi, tutela degli investimenti e concorrenza effettiva, attuale e prospettica.
Punti principali
Principi per l’allocazione dello spettro
L’AGCM richiama l’esigenza di assegnare le frequenze secondo efficienza, trasparenza, non discriminazione e concorrenza, bilanciando concorrenza infrastrutturale e concorrenza tra operatori. Proroghe e rinnovi devono essere prudenti, giustificati da obiettivi specifici e da esigenze obiettive di recupero degli investimenti individuate ex ante.
Valutazione positiva del processo regolatorio
L’Autorità apprezza l’avvio anticipato della consultazione e il coinvolgimento degli stakeholder, nonché obblighi prestazionali basati su KPI e verifiche sul campo al termine delle milestone. Un quadro certo e di lungo periodo può sostenere continuità dei servizi, valorizzazione degli investimenti e pianificazione dell’evoluzione delle reti 5G Stand Alone e Multi-access Edge Computing.
Rischi del rinnovo integrale
Il rinnovo di tutte le frequenze in scadenza per ulteriori otto anni rischia di cristallizzare le dotazioni attuali, limitare la crescita degli operatori meno dotati e precludere nuovi ingressi, con effetti negativi sulla concorrenza statica e sugli incentivi a investire in reti avanzate.
Limiti degli obblighi di accesso
Gli obblighi di accesso prospettati da AGCom non sono, da soli, un’alternativa adeguata a una diversa redistribuzione delle frequenze. L’accesso potrebbe non offrire le prestazioni dello spettro in uso esclusivo e può ridurre la qualità del servizio; inoltre, un’offerta unica collettiva degli operatori concorrenti rischia di favorire accordi collusivi e di ridurre gli incentivi a proporre condizioni competitive.
Rinnovo parziale, gara e misure di salvaguardia
L’AGCM auspica un rinnovo limitato a una dotazione spettrale congrua, determinata da AGCom, e una gara per la parte restante, eventualmente senza rilanci competitivi e con priorità alla qualità tecnica rispetto al prezzo. Richiede inoltre cap ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Codice, per prevenire l’accaparramento e l’eccessiva concentrazione, e un rafforzamento delle sanzioni e della gestione delle frequenze revocate, anche mediante incentivi agli operatori che raggiungono i KPI.
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