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Cassazione Penale, Ordinanza n. 16915/2026 del 11/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione di merito sulla responsabilità per truffa e sul diniego della particolare tenuità del fatto è rimasta ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello che lo aveva ritenuto responsabile del delitto di truffa e gli aveva negato la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. I motivi di ricorso, qualificati come primo e secondo, denunciavano rispettivamente violazione di legge e vizio di motivazione sulla responsabilità per truffa e sul diniego del beneficio. La Corte di cassazione rileva che le doglianze riproponevano questioni già esaminate e respinte in appello e miravano, in sostanza, a ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio, attività non consentita in sede di legittimità. Con riferimento alla truffa, la Corte valorizza l'orientamento secondo cui l'incameramento del profitto su una carta intestata al ricorrente è elemento di decisiva rilevanza per affermarne la responsabilità, quando gli estremi della carta erano stati comunicati all'acquirente per il pagamento del prezzo. Quanto al diniego dell'art. 131-bis c.p., la Corte osserva che la motivazione è presente anche se solo parzialmente implicita, poiché la sentenza impugnata richiama la non occasionalità della condotta desunta da due precedenti penali specifici, elemento ostativo alla particolare tenuità del fatto.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto può essere negata quando risulti un comportamento non occasionale o abituale, desumibile anche da precedenti penali specifici; la motivazione sul punto può essere anche implicitamente ricavabile dalla sentenza di merito.

  • art. 640 c.p.

    Nella vicenda concreta, la disponibilità e l'incameramento del profitto su una carta intestata al ricorrente costituiscono elemento decisivo per ritenere la sua responsabilità per truffa, in quanto strumento di pagamento comunicato all'acquirente al momento della vendita.

  • art. 13681 del 25/02/2016, Tushaj

    È richiamato il principio secondo cui il comportamento è abituale, ostando alla causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p., quando l'autore ha commesso almeno due illeciti oltre quello oggetto del processo.

  • art. 24562 del 18/04/2023, Montebello

    È richiamato un precedente secondo cui l'incameramento del profitto su una carta intestata al beneficiario è elemento di decisiva rilevanza ai fini della responsabilità per truffa.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono deducibili censure che si risolvano in una mera rilettura del materiale probatorio o nella richiesta di una diversa valutazione dei fatti già compiuta dal giudice di merito.
  • La motivazione sul diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere anche implicita, purché dalla sentenza emerga il riferimento a elementi incompatibili con la non occasionalità della condotta.
  • Ai fini dell'art. 131-bis c.p., la abitualità del comportamento ricorre quando l'autore abbia commesso almeno due ulteriori illeciti oltre quello per cui si procede; tale dato preclude la particolare tenuità del fatto.
  • Nella truffa, l'incameramento del profitto su uno strumento di pagamento intestato al soggetto indicato come beneficiario può costituire un indice probatorio decisivo della riferibilità del profitto e quindi della responsabilità dell'imputato.

Come è indicizzato

MaterieTruffaCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioParte generaleProcesso penale
SottomaterieTruffa online
IstitutiParticolare tenuità del fattoOnere della prova

Testo integrale

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