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Sentenza

Sentenza n. 1965/2026 - Venezia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202300145

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Archiviazione dell’istanza di voltura della concessione di occupazione di uno spazio acqueo per decesso del titolare e dell’istanza connessa di cambio del natante autorizzato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente concedente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato due provvedimenti del 18 maggio 2022 con cui il Comune aveva archiviato la richiesta di voltura della concessione di uno spazio acqueo, rilasciata nel 2008 al marito per un ormeggio destinato a esigenze lavorative e subordinato alla sua reperibilità per interventi urgenti, e aveva respinto la connessa richiesta di sostituzione del natante. Con il primo motivo ha dedotto violazione degli artt. 1 e 3 l. 241/1990, carenza di motivazione e di istruttoria e travisamento dei fatti, sostenendo che la disponibilità a intervenire fosse riferibile all’attività della società di cui era socia e amministratrice e che ella possedesse requisiti equivalenti a quelli del defunto. Con il secondo motivo ha contestato la rilevanza del tempo trascorso dal decesso, avvenuto il 9 settembre 2019, poiché non sarebbe previsto un termine decadenziale per chiedere la voltura o, comunque, il termine avrebbe natura ordinatoria; ha inoltre allegato di avere utilizzato continuativamente lo spazio, di risiedere nelle vicinanze e che non vi fossero richieste concorrenti. Ha chiesto prova testimoniale sull’uso dello spazio dal decesso. Il Comune ha eccepito l’inammissibilità delle censure contro il diniego di cambio natante per mancanza di motivi specifici e ha sostenuto che la concessione fosse personale e che il mancato regolare utilizzo per oltre sei mesi ne determinasse la decadenza.

La decisione

Il TAR ha respinto l’eccezione d’inammissibilità relativa al diniego di cambio natante: le censure contro l’archiviazione della voltura erano idonee a investire anche il diniego conseguente, legato al primo atto da stretta presupposizione. Nel merito ha respinto il primo motivo: la concessione era intestata al defunto come persona fisica e la reperibilità prescritta riguardava il titolare, mentre l’attività della società spiegava la destinazione lavorativa dell’ormeggio ma non attribuiva la concessione alla società né automaticamente ai suoi soci o amministratori. La comunanza di qualifiche non consentiva il trasferimento automatico del rapporto; i requisiti della ricorrente avrebbero potuto essere valutati in una tempestiva domanda di subentro. Ha respinto anche il secondo motivo: ai sensi dell’art. 4, comma 2, del Regolamento comunale per la circolazione acquea, il mancato regolare utilizzo protratto oltre sei mesi comporta la decadenza; la disciplina del canone unico prevede inoltre che la concessione intestata a persona fisica decada alla morte del concessionario, salvo segnalazione certificata di subingresso degli eredi entro sei mesi. La voltura richiede un atto formale comunale e non si perfeziona per il mero possesso o uso materiale; l’occupazione da parte di soggetto non autorizzato, anche se erede, è irregolare. Poiché la richiesta fu presentata oltre due anni e otto mesi dopo il decesso, l’asserito uso continuativo, la residenza vicina e l’assenza di concorrenti non impedivano la decadenza. Il diniego di cambio natante era quindi legittimamente motivato dalla mancanza del presupposto costituito dal subentro. La prova testimoniale è stata respinta perché irrilevante: anche provando l’uso materiale, restavano la mancata tempestiva richiesta di voltura e l’irregolarità dell’occupazione. Ricorso respinto; spese integralmente compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 2, Regolamento per la circolazione acquea nel Comune di Venezia

    Come chiarito da questa Sezione, la disciplina “valorizza, infatti, il dato oggettivo del non regolare utilizzo della concessione protratto oltre il semestre”.

    La decadenza dipende dal dato oggettivo del mancato regolare utilizzo per oltre sei mesi; l’occupazione da parte di un soggetto non autorizzato è irregolare anche quando questi sia erede del concessionario.

  • art. 7, comma 2, Regolamento del canone unico patrimoniale di concessione

    L’art. 7, comma 2, del Regolamento del canone unico patrimoniale di concessione, approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 9 del 4 marzo 2021, prevede che, nel caso in cui il concessionario sia una persona fisica, la concessione decade automaticamente alla morte del concessionario, salvo che gli eredi presentino segnalazione certificata di subingresso entro sei mesi dal decesso (cfr. T.A.R. Veneto, Sez. I, 28 aprile 2026, n. 958).

    La concessione intestata a una persona fisica decade automaticamente alla morte del titolare, salvo che gli eredi presentino entro sei mesi la segnalazione certificata di subingresso.

Massime di principio

  • La concessione di occupazione di uno spazio acqueo intestata a una persona fisica e caratterizzata da condizioni funzionali riferite al titolare non si trasferisce automaticamente ai suoi eredi, coniuge o soci della società presso cui egli svolgeva l’attività; il subentro richiede una tempestiva domanda e un formale atto dell’amministrazione.
  • Ai fini della decadenza prevista per il mancato regolare utilizzo protratto oltre sei mesi, l’occupazione dello spazio da parte di un soggetto privo di titolo è irregolare anche se il soggetto è erede del concessionario. Il mero possesso o uso materiale, anche continuativo, non sostituisce la voltura formale né sana il mancato subentro tempestivo.
  • Quando il diniego di una domanda accessoria consegue in modo immediato, diretto e necessario all’archiviazione della domanda presupposta, le censure rivolte contro quest’ultima sono astrattamente idonee a investire anche il diniego conseguente.
  • Una prova testimoniale è irrilevante se, anche dimostrando il fatto dedotto, non potrebbe modificare la ragione decisiva del provvedimento, costituita nel caso concreto dalla mancata richiesta tempestiva di subentro e dal conseguente uso non regolare del bene.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali idriche, lacuali e portuali
RamiDemanio e patrimonio pubblico
IstitutiEfficacia ed esecutorietàOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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