Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17827/2025 del 12/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per vizi di motivazione: 1) rispetto alla bancarotta patrimoniale distrattiva contestata, censura per l'esiguità delle disponibilità della società, per il scarso valore dell'autovettura e per la presunta carenza del dolo; 2) rispetto alla bancarotta documentale per sottrazione delle scritture, dedotta carenza del dolo specifico; 3) rispetto alla bancarotta impropria da operazioni dolose, dedotta mancanza di elementi che dimostrassero la conoscenza delle cartelle esattoriali e quindi la volontà dolosa di sottrarsi al pagamento di imposte e contributi.

La decisione

Ricorso per cassazione rigettato. La Corte ha confermato la condanna di Massimo Gagliardi per: bancarotta patrimoniale per distrazione (distrazione di tutti i beni riferibili alla fallita, accertata tramite le appostazioni di bilancio e l'irreperibilità dei beni e dell'amministratore), bancarotta documentale per sottrazione delle scritture (dolo specifico ritenuto dimostrato in combinazione con altri indici di fraudolenza, quali la distrazione dei beni e l'irreperibilità dell'amministratore) e bancarotta impropria da operazioni dolose (sistematici omissioni di versamento di imposte e contributi dal 2009, ritenute espressione di strategia aziendale preordinata). La Corte ha chiarito che lo scarso valore dei beni non esclude il reato ma può influire solo sul trattamento sanzionatorio; che la prova della distrazione può desumersi dalla mancata dimostrazione, da parte dell'amministratore, della destinazione dei beni risultanti dalle scritture; che per la distrazione è sufficiente il dolo generico mentre per la bancarotta documentale può essere richiesto dolo specifico, ma questo può essere desunto dall'insieme degli indici. Segue condanna alle spese.

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    richiamato nel senso che dalla mancata giustificazione del mancato rinvenimento di beni societari può desumersi una presunzione di distrazione dolosa, rilevante ai fini probatori

  • art. 8, comma 3, legge fallimentare

    posto a fondamento dell'obbligo di verità dell'imprenditore/ fallito circa la destinazione dei beni, cui la giurisprudenza collega l'onere di fornire spiegazioni sulla destinazione dei beni non rinvenuti

Massime di principio

  • La distrazione di beni dal patrimonio societario si configura anche se i beni hanno scarso valore: l'entità non esclude il reato ma può incidere solo sul trattamento sanzionatorio.
  • La prova della distrazione può essere desunta dalle scritture contabili e dal mancato rinvenimento dei beni: se il curatore non trova quanto risultante dal bilancio e l'amministratore non giustifica la destinazione, può formarsi una presunzione di distrazione.
  • In caso di mancato rinvenimento di beni, l'onere di spiegare la destinazione spetta all'amministratore/fallito in ragione dell'obbligo di verità previsto dalla legge fallimentare.
  • Per la bancarotta patrimoniale distrattiva è sufficiente il dolo generico: è rilevante la consapevolezza che le operazioni sul patrimonio possano arrecare danno ai creditori, non la volontà specifica di causare il fallimento.
  • Per la bancarotta documentale può essere richiesto il dolo specifico, ma il dolo può essere desunto da elementi indiziari (ad es. distrazione di beni e irreperibilità dell'amministratore) integrati insieme.
  • La sistematica e protratta omissione del versamento di imposte e contributi può integrare un'operazione dolosa rilevante ai fini della bancarotta impropria, quando renda prevedibile il dissesto aziendale.
  • L'irreperibilità dell'amministratore è un indizio di fraudolenza significativo se accompagnato da altri elementi (es. distrazione di beni, assenza di scritture), potendo contribuire a desumere il dolo.
  • Quando vi sia una doppia conforme di merito (prime due decisioni che si integrano), la Cassazione valuta congiuntamente le motivazioni di entrambi i gradi: il ricorrente deve confrontarsi con entrambe le pronunce.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.