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Sentenza

Sentenza del 08/07/2015 n. 6229 - Comm. Trib. Prov. Milano

Registro - Base imponibile - Valore di immobili - Rettifica - Valori OMI - Inserzioni pubblicitarie - Insufficienza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato la rettifica del valore dichiarato nell'atto di compravendita immobiliare. L'Amministrazione aveva fondato la maggiore pretesa tributaria sui valori OMI e su inserzioni pubblicitarie relative a immobili comparabili, riducendo i prezzi pubblicizzati del 10% per tenere conto delle possibili trattative. Secondo il ricorrente, tali elementi non dimostravano il reale valore di mercato dell'immobile: i valori OMI hanno natura meramente indicativa e le inserzioni pubblicitarie rappresentano offerte ipotetiche, non compravendite effettivamente perfezionate.

La decisione

Il ricorso è stato accolto, poiché la motivazione dell'avviso è stata ritenuta insufficiente e non conforme al metodo previsto dalla disciplina dell'imposta di registro. L'art. 51 del d.P.R. n. 131/1986 richiama atti concretamente conclusi, idonei a fornire un effettivo parametro di confronto; le inserzioni pubblicitarie, invece, non hanno lo stesso valore probatorio. Anche i soli valori OMI non sono sufficienti, autonomamente, a fondare una rettifica del valore dichiarato. Di conseguenza, la pretesa tributaria basata su tali elementi è risultata illegittima.

Norme richiamate

  • Art. 51 del d.P.R. n. 131/1986 (Testo unico dell'imposta di registro)

    L'art. 51 fa riferimento ad atti che si siano concretamente perfezionati e che possano costituire un valore di riferimento.

    La rettifica del valore di un immobile deve fondarsi su elementi concreti e verificabili, come atti di compravendita effettivamente conclusi. I valori OMI possono avere funzione orientativa, ma non sono da soli sufficienti; a maggior ragione, non sono idonee a provare il valore effettivo le semplici inserzioni pubblicitarie, che esprimono soltanto richieste o offerte potenziali.

Massime di principio

  • I valori OMI costituiscono un indice di riferimento e non una prova automatica del maggior valore dell'immobile: l'Amministrazione deve fornire ulteriori elementi concreti, specifici e coerenti.
  • Le inserzioni immobiliari indicano prezzi richiesti e non prezzi effettivamente realizzati; pertanto, salvo adeguati riscontri, non possono dimostrare da sole il valore venale effettivo.
  • Per rettificare il valore dichiarato in un atto, sono preferibili comparabili fondati su compravendite realmente perfezionate, con caratteristiche analoghe per ubicazione, tipologia, stato e dimensioni.
  • Una riduzione percentuale del prezzo pubblicizzato non trasforma automaticamente un'offerta ipotetica in un dato probatorio attendibile.
  • Un avviso di liquidazione deve spiegare in modo puntuale il percorso logico e probatorio seguito per determinare il maggior valore; una motivazione generica o basata soltanto su stime astratte può essere annullata.

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