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Sentenza

Sentenza del 11/06/2018 n. 3909 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Processo tributario - Atti impugnabili - Istanza di interpello volta a ottenere la disapplicazione della disciplina delle società non operative - Risposta negativa - Impugnabilità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La risposta negativa all’istanza di interpello è stata ritenuta impugnabile perché dotata di un’immediata potenzialità lesiva dei diritti e della posizione fiscale del contribuente. Pertanto, il contribuente può contestarla davanti al giudice tributario, senza dover necessariamente attendere l’emanazione di un successivo atto impositivo.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società chiedeva la disapplicazione della disciplina delle società non operative o "società di comodo". L’Amministrazione finanziaria aveva fornito una risposta negativa. La questione riguardava la possibilità di impugnare tale risposta, pur non trattandosi formalmente di un avviso di accertamento o di altro atto espressamente indicato tra quelli impugnabili.

Norme richiamate

  • Decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, art. 19

    L’elenco degli atti impugnabili non deve essere interpretato in modo rigidamente formale: sono impugnabili anche gli atti non espressamente tipizzati quando producono una lesione immediata e concreta della posizione del contribuente.

Massime di principio

  • Nel processo tributario, la possibilità di impugnare un atto dipende non soltanto dalla sua denominazione formale, ma anche dai suoi effetti concreti sulla posizione del contribuente.
  • Una risposta negativa a un interpello può essere autonomamente impugnabile quando determina una lesione immediata, attuale e potenzialmente definitiva dei diritti fiscali del contribuente.
  • Il contribuente non deve necessariamente attendere un successivo avviso di accertamento se l’atto già adottato produce effetti pregiudizievoli autonomi.
  • La tutela giurisdizionale deve essere valutata in funzione dell’effettività della protezione del contribuente, secondo un’interpretazione sostanziale degli atti impugnabili.
  • Il principio è stato affermato con riferimento all’interpello disapplicativo della disciplina delle società non operative e va applicato verificando, caso per caso, l’effettiva capacità lesiva dell’atto.

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