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Sentenza

Sentenza n. 1552/2026 - Salerno, Sezione 3

Giustizia amministrativa202600515

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Giudice di Pace di Sala Consilina n. 134/2025, passata in giudicato, che aveva condannato il Comune al pagamento di € 250,00 oltre interessi e delle spese di lite distratte al difensore antistatario

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditori)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno proposto ricorso per ottemperanza deducendo che la sentenza del Giudice di Pace di Sala Consilina, pubblicata il 6 maggio 2025 e passata in giudicato, era stata notificata al Comune il 30 maggio 2025 ai fini dell’intimazione ad adempiere, che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni e che l’ente non aveva pagato le somme dovute. Hanno chiesto l’esecuzione del titolo e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Il Comune non si è costituito.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, verificando il passaggio in giudicato del titolo, la notifica e il decorso del termine di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, del d.l. 669/1996, nonché la mancata esecuzione delle statuizioni, non contestata dal Comune. Ha ordinato all’ente di pagare entro 90 giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione della sentenza: al creditore € 250,00 oltre interessi dalla domanda al soddisfo; al difensore antistatario € 43,00 per spese e € 200,00 per onorari, oltre rimborso forfettario del 15%, IVA e CPA come per legge. Per l’eventuale persistente inadempimento ha nominato commissario ad acta il Prefetto di Salerno, con facoltà di delega, incaricato di completare l’esecuzione entro 90 giorni dalla richiesta della parte, incluse le necessarie operazioni di bilancio e di reperimento delle somme. Ha precisato che l’esaurimento dei fondi o l’indisponibilità di cassa non impediscono l’esecuzione, nel rispetto dell’art. 159, comma 5, TUEL. Il Comune è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in € 450,00 per compensi, oltre accessori, rimborso forfettario del 15% e contributo unificato se versato.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    Con l’odierno ricorso (notificato in data 5.3.2026 e depositato in data 17.3.2026) i ricorrenti hanno agito ex art. 112 ss. c.p.a. per ottenere l’ottemperanza dell’amministrazione intimata alla sentenza indicata in epigrafe.

    La tutela di ottemperanza è esperibile per conseguire l’esecuzione del titolo giudiziale rimasto ineseguito.

  • art. 114 c.p.a.

    Alla luce del rispetto delle formalità procedurali e della fondatezza della pretesa il ricorso in esame va accolto e, per l’effetto, in esecuzione dell’azionato titolo esecutivo, deve ordinarsi all’amministrazione suddetta di provvedere entro il termine di novanta giorni (decorrenti dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione della presente sentenza) alla corresponsione in favore del Fornino dell’importo di € 250,00, “oltre interessi dalla domanda al soddisfo”, nonché in favore del ricorrente avvocato Demetrio Ricciardone della somma di “€ 43,00 per spese, € 200,00 per onorari, oltre forfettizzazione 15%, iva e cap come per legge”.

    In sede di ottemperanza il giudice ordina all’amministrazione di dare esecuzione al titolo, indicando il termine e le somme da corrispondere.

  • art. 14, comma 1, d.l. 669/1996

    eseguita in data 30.5.2025 la notifica del titolo ai fini dell’intimazione ad adempiere, è decorso il termine dilatorio di centoventi giorni di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30;

    L’azione di ottemperanza per l’esecuzione del titolo nei confronti dell’amministrazione è procedibile una volta notificato il titolo e decorso il termine dilatorio di 120 giorni.

  • art. 159, comma 5, d.lgs. 267/2000

    Precisa il Collegio che dovrà comunque essere rispettata la disciplina di cui all’art. 159, comma 5, T.U.E.L., in forza del quale i provvedimenti adottati dai commissari nominati a seguito dell’esperimento delle procedure di ottemperanza non possono avere ad oggetto le somme di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2, quantificate ai sensi del comma 3, previa verifica dell’esistenza e della legittimità di deliberazioni adottate ai sensi della disposizione in questione.

    Il commissario ad acta deve rispettare i limiti di impignorabilità e le condizioni stabilite dall’art. 159 TUEL per le somme vincolate, previa verifica delle deliberazioni previste dalla norma.

Massime di principio

  • Per ottenere l’ottemperanza di una condanna pecuniaria nei confronti di un’amministrazione, occorre che il titolo sia esecutivo e che sia decorso il termine dilatorio di 120 giorni dalla sua notificazione ai fini dell’intimazione ad adempiere.
  • Accertata la mancata esecuzione del titolo, il giudice dell’ottemperanza può ordinare il pagamento entro un termine determinato e nominare sin da subito un commissario ad acta per l’eventuale persistente inerzia, specificandone mandato e termini operativi.
  • La mancanza di stanziamento o di disponibilità di cassa non costituisce, di per sé, legittimo impedimento all’esecuzione del giudicato; il commissario deve attivare le iniziative necessarie a rendere possibile il pagamento, nel rispetto dei limiti posti dall’art. 159 TUEL.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

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