Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22375/2025 del 13/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per più reati. Il ricorrente impugna specificamente il capo 81) (estorsione), sostenendo che le intercettazioni non dimostrano il suo concorso nell'estorsione: avrebbe solo versato 500 euro, su richiesta del capo clan Scarcia Salvatore, senza che emerga la provenienza del denaro da delitto. Contestata inoltre l'omessa motivazione circa il ruolo di "reggente" per sei mesi rispetto alla contestazione di reati commessi tra il 2019 e il 2024.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al capo 81). Ha annullato l'ordinanza impugnata in relazione al reato contestato al capo 81) per carenza di motivazione specifica e per l'assenza di un'esposizione analitica degli elementi a carico del ricorrente (gravità indiziaria). Ha disposto il rinvio al Tribunale di Potenza per nuovo giudizio esclusivamente sul capo 81). Ha respinto invece la censura generica relativa al ruolo di "reggente", definendola non pertinente rispetto all'impugnazione limitata al capo 81).

Norme richiamate

  • art. 416-bis c.p.

    Usato per contestare l'appartenenza all'associazione di tipo mafioso e per inquadrare ilinquente come componente dell'organizzazione (anche con ruolo di reggente). La Corte non ha messo in discussione di per sé l'applicazione della norma, ma ha richiesto una più specifica motivazione riguardo al contributo del singolo alla condotta mafiosa.

  • art. 629 c.p.

    Richiamato in relazione al reato di estorsione; la sentenza richiede che gli elementi probatori dimostrino il concorso del singolo nell'attività estorsiva e la provenienza del denaro come provento del reato.

  • art. 56 c.p.

    Richiamato unitamente ad altri articoli per definire responsabilità e partecipazione a reati (es. tentata estorsione), con necessità di specificare il ruolo individuale nell'azione delittuosa.

  • artt. 582, 583 c.p.

    Richiamati in relazione al reato di lesioni (capo 58); non oggetto del vizio che ha imposto l'annullamento parziale, ma citati tra le imputazioni complessive.

  • art. 81 c.p.

    Usato per inquadrare il concorso di persone nel reato; la Corte osserva che la sussistenza del concorso va accertata con motivazione puntuale riferita alla posizione del singolo indagato.

  • art. 110 c.p.

    Richiamato insieme all'art. 81 per la partecipazione all'evento delittuoso (concorso), richiedendo esplicita dimostrazione del contributo personale del ricorrente.

  • art. 581 c.p.

    Citato in relazione ai reati a sfondo estorsivo/violento nel quadro delle imputazioni, ma non oggetto della specifica censura che ha portato all'annullamento del capo 81).

  • art. 416-bis.1 (riferimenti aggravanti)

    416-bis.1 cod.pen. (citato nel testo)

    Richiamato come riferimento ad aggravanti/conseguenze specifiche legate al reato associativo di tipo mafioso; la Corte non ha elaborato un'interpretazione definitiva sulla sua applicazione al ricorrente per il capo 81) a causa della carenza motivazionale.

Massime di principio

  • La gravità indiziaria va motivata con riferimento specifico alla posizione processuale del singolo indagato: non è sufficiente il richiamo generico a un compendio probatorio che vale per tutti gli indagati.
  • Le indagini e le intercettazioni devono essere esposte e spiegate in modo tale da mostrare chiaramente il nesso tra la prova raccolta e il reato attribuito al singolo; in particolare, se si deduce che somme di denaro provengono da estorsioni, occorre argomentare la provenienza illecita e il concorso nella richiesta o nella riscossione.
  • Il giudice del riesame deve enucleare e analizzare separatamente gli elementi a carico dell'impugnante; una motivazione prolissa e generica può rendere l'ordinanza annullabile in cassazione quanto a singoli capi.
  • Le censure generiche che escano dal perimetro del capo impugnato (es. contestazioni sul ruolo generale di reggente senza specifici rilievi sul capo impugnato) sono meno efficaci e possono essere respinte per incompetenza di merito.
  • In caso di carenze motivazionali limitate a determinati capi, la Corte di legittimità può disporre l'annullamento con rinvio solo per quei capi, lasciando impregiudicati gli altri; pertanto l'impugnazione mirata può ottenere una pronuncia favorevole solo su punti specifici.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.