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Sentenza

Sentenza del 12/01/2021 n. 179 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Accertamento utili extracontabili ai soci.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Accertamento tributario volto a ricondurre agli imponibili dei soci gli utili extracontabili rilevati nella società a ristretta base partecipativa. La questione è se, in assenza di evidenza di distribuzione formale, si possa presumere che i maggiori utili accertati siano stati attribuiti e percepiti dai soci.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto legittima la presunzione dell'Amministrazione finanziaria secondo cui, nelle società a ristretta base partecipativa, gli utili extracontabili accertati possano essere attribuiti ai soci. Tuttavia la sentenza precisa che resta impregiudicata la facoltà del contribuente di fornire prova contraria: può dimostrare che i maggiori ricavi non sono stati distribuiti ma sono stati accantonati nella società o reinvestiti, mediante documentazione contabile e extracontabile idonea (deliberazioni assembleari, scritture contabili, movimentazioni bancarie, destinazione a riserve, fatti concreti di investimento).

Norme richiamate

  • Giurisprudenza - Cassazione sentenza n. 18640/2008

    Conferma la legittimità della presunzione di attribuzione agli soci degli utili extracontabili nelle società a ristretta base partecipativa, subordinando l'attribuzione alla possibilità per il contribuente di provare il reinvestimento o l'accantonamento

  • Norme generali in materia di accertamento tributario e onere della prova (TUIR/disciplinari tributari)

    Principio secondo cui l'Amministrazione può fondare l'accertamento anche su presunzioni compatibili e ragionevoli; il contribuente ha l'onere di dimostrare l'operazione economica alternativa (mancata distribuzione, destinazione a riserve, reinvestimento)

Massime di principio

  • Nelle società a ristretta base partecipativa è legittimo che l'Amministrazione finanziaria presuma la distribuzione agli soci di utili extracontabili accertati, salvo prova contraria fornita dal contribuente.
  • L'onere di provare l'assenza di distribuzione ricade sul contribuente: occorrono documenti formali e convincenti (delibere assembleari, scritture contabili, evidenza bancaria, destinazione a riserve o investimenti concreti).
  • Accantonamenti meramente formali o privi di effettiva consistenza economico-finanziaria rischiano di non essere ritenuti idonei a superare la presunzione di distribuzione.
  • Per ridurre il rischio di accertamenti, le società a partecipazione ristretta devono mantenere evidenza chiara e coerente delle decisioni di destinazione degli utili (verbali, bilanci, registrazioni bancarie, contratti di investimento).
  • L'accertamento può riguardare direttamente i soci (attribuzione pro quota degli utili) se non viene dimostrata l'effettiva permanenza o reinvestimento degli utili nella società.
  • In fase contenziosa il contribuente deve fornire una ricostruzione cronologica e documentale delle operazioni che giustifichino la mancata distribuzione (ad esempio decisioni di reinvestimento antecedenti all'accertamento, esecuzione effettiva degli investimenti).

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