Sentenza del 06/06/2018 n. 54 - Comm. Trib. II grado di Bolzano
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate contestava la qualificazione fiscale delle remunerazioni pari al 7,60% riconosciute sulle azioni privilegiate emesse da GKN Finance, società inglese, sostenendo che tali somme avessero natura di interessi anziché di dividendi. Secondo l'Ufficio, il tasso fisso del 7,60% e la maturazione delle remunerazioni anche in esercizi caratterizzati da perdite dimostravano l'assenza di un collegamento effettivo con gli utili della società emittente. Le società sostenevano invece che la remunerazione fosse subordinata alla disponibilità di utili effettivamente realizzati e distribuibili e che fosse indeducibile per la società emittente nello Stato estero.
La decisione
La Commissione Tributaria di secondo grado ha respinto l'appello dell'Agenzia delle Entrate, confermando la natura di dividendi delle remunerazioni. Ha ritenuto che il 7,60% costituisse esclusivamente un parametro di quantificazione della partecipazione di ciascuna azione privilegiata agli utili, non un interesse autonomamente dovuto. Il Memorandum of Association subordinava infatti il pagamento alla disponibilità di utili effettivamente realizzati e distribuibili, e le somme erano state corrisposte soltanto nel 2009 e nel 2010, quando tali utili risultavano disponibili. È stata inoltre valorizzata la certificazione dell'autorità fiscale inglese sull'indeducibilità delle remunerazioni. È stato accolto anche l'appello incidentale delle società sulle spese: l'Agenzia delle Entrate è stata condannata a rifondere le spese di entrambi i gradi, liquidate in Euro 6.900,00 per il primo grado e Euro 9.200,00 per il secondo grado, oltre accessori.
Norme richiamate
Articolo 44, comma 2, lettera a), TUIR
Si considerano similari alle azioni [...] i titoli e gli strumenti finanziari [...] la cui remunerazione è costituita totalmente dalla partecipazione ai risultati economici della società emittente [...] Le partecipazioni [...] emesse da società ed enti di cui all'articolo 73, comma 1, lettera d), si considerano similari alle azioni a condizione che la relativa remunerazione sia totalmente indeducibile nella determinazione del reddito nello Stato estero di residenza del soggetto emittente.
La remunerazione è assimilabile a un dividendo quando dipende integralmente dai risultati economici dell'emittente e, per gli emittenti esteri, risulta indeducibile fiscalmente nello Stato di residenza. Un tasso percentuale predeterminato non esclude la natura di dividendo se serve soltanto a quantificare la quota di utili distribuibile e il pagamento resta subordinato alla disponibilità di utili effettivi.
Articolo 15, comma 2, D.Lgs. 546/1992
Gravi ed eccezionali ragioni.
La compensazione delle spese di lite richiede gravi ed eccezionali ragioni adeguatamente giustificate; la semplice novità o peculiarità delle questioni non è sufficiente.
Cassazione civile, sentenza n. 20628/2015
L'ufficio periferico deve presumersi ritualmente costituito in giudizio a mezzo del dirigente legittimato processualmente, non essendo sufficiente la mera contestazione per fare insorgere l'onere in capo all'Amministrazione finanziaria di fornire la prova dell'atto interno di organizzazione adottato dal dirigente.
La mera contestazione della validità della sottoscrizione dell'atto processuale da parte di un dirigente delegato non determina automaticamente l'inammissibilità dell'impugnazione né impone, di per sé, all'Amministrazione di produrre l'atto interno di delega.
Cassazione civile, sentenza n. 10569/2014
L'onere di specificità dei motivi può ritenersi soddisfatto qualora il ricorrente abbia proposto soluzioni contrastanti con quelle poste a base della decisione impugnata, sicché dal contesto dell'atto appaia evidente che con lo stesso sono state mosse critiche a tale decisione.
I motivi di impugnazione sono sufficientemente specifici quando dal contenuto dell'atto risultano chiaramente le critiche rivolte alla decisione impugnata, anche senza formule particolari.
Massime di principio
- Per distinguere dividendi e interessi occorre verificare la sostanza economica e le condizioni contrattuali della remunerazione, non soltanto l'esistenza di un tasso percentuale predeterminato.
- Una remunerazione indicata in misura percentuale può conservare natura di dividendo se il suo pagamento è subordinato alla presenza di utili effettivi e distribuibili e non costituisce un obbligo incondizionato dell'emittente.
- Sono elementi rilevanti la previsione statutaria o contrattuale che subordina il pagamento agli utili, l'effettivo comportamento dell'emittente negli anni di perdita e la prova dell'indeducibilità fiscale della remunerazione nello Stato estero.
- Per l'assimilazione alle azioni ai sensi dell'articolo 44, comma 2, lettera a), TUIR, la remunerazione deve partecipare integralmente ai risultati economici dell'emittente; la documentazione fiscale estera può essere decisiva per dimostrare l'indeducibilità.
- La mera contestazione della delega di firma o della specificità dell'appello non rende automaticamente inammissibile l'impugnazione: occorre verificare se l'atto consenta effettivamente di individuare il soggetto legittimato e le critiche mosse alla sentenza.
- La compensazione delle spese processuali richiede ragioni gravi ed eccezionali; la complessità o novità della controversia, da sola, normalmente non basta.
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