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Sentenza

Sentenza n. 16390/2026 - Roma, Sezione 3T

per l’esecuzione della Sentenza Tribunale di Tivoli n. 584/2025 pubbl. il 23/04/2025 RG n. 2941/2023 passata in giudicato

Giustizia amministrativa202602360

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inadempimento del Ministero rispetto alla sentenza del Tribunale di Tivoli n. 584/2025, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (lavoratrice)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Tivoli n. 584/2025, pubblicata il 23 aprile 2025 e passata in giudicato. Ha dedotto che il Ministero non aveva dato attuazione al giudicato. L’Amministrazione, pur costituitasi, non ha fornito chiarimenti o indicazioni circa la corretta esecuzione della pronuncia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso nei termini indicati in motivazione, ritenendo provato l’inadempimento in assenza di chiarimenti dell’Amministrazione e rilevando che il giudizio di ottemperanza relativo a una pronuncia del giudice civile in funzione di giudice del lavoro ha carattere esecutivo e non consente nuovi accertamenti di merito. Ha condannato il Ministero a eseguire il titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l’eventuale ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta il Direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega e senza compenso, da attivarsi dopo la scadenza del termine assegnato e con 90 giorni per provvedere. Non ha applicato penalità di mora, riservandone l’eventuale esame a una successiva richiesta in caso di persistente inottemperanza. Ha condannato il Ministero alle spese, liquidate in euro 400,00 oltre accessori di legge, con distrazione al procuratore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, c.p.a.

    ai sensi dell’art. 112, comma 2, del c.p.a., l’azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l’attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato.

    L’ottemperanza consente di ottenere l’attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario e l’adempimento dell’obbligo dell’Amministrazione di conformarsi al giudicato.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza relativo a una sentenza del giudice ordinario pronunciata in funzione di giudice del lavoro ha carattere meramente esecutivo: è limitato all’accertamento dell’omissione o dell’elusione del giudicato e non consente integrazioni o accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
  • Quando il ricorrente allega l’inadempimento del titolo giudiziale e l’Amministrazione non fornisce chiarimenti o elementi sull’avvenuta corretta esecuzione, può essere accolta la domanda di ottemperanza in applicazione dei principi sull’onere della prova tra creditore e debitore.
  • In caso di mancata esecuzione del giudicato entro il termine assegnato all’Amministrazione, il giudice dell’ottemperanza può nominare un commissario ad acta, definendone il termine per provvedere e attribuendogli, se necessario, il potere di superare il dissenso di altre amministrazioni.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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