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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 21699/2020 del 08/10/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'Agenzia impugnava la sentenza della CTR Campania che aveva annullato il provvedimento di recupero di crediti d'imposta (agevolazioni per investimenti in aree svantaggiate ex art.8 legge n.388/2000) concessi a Globeco/Giobeco per l'acquisto di due rimorchiatori. L'Agenzia sosteneva che i beni, pur acquistati in regime agevolato, non erano mai stati effettivamente disponibili per l'attività produttiva nell'area svantaggiata perché dati fin dall'origine in noleggio a terzi che operavano fuori dall'area (regioni del Nord ed estero), perciò mancavano i presupposti per le agevolazioni e dovevano essere revocati con conseguente recupero e applicazione di sanzioni e interessi.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate e confermato l'annullamento dell'atto di recupero operato dalla CTR. La Corte ha ritenuto infondato il primo motivo: l'art.8 legge n.388/2000 richiede che gli investimenti riguardino beni strumentali destinati all'attività d'impresa e inseriti nel ciclo produttivo dell'area agevolata; tuttavia il giudice di merito ha accertato che, sebbene i rimorchiatori siano stati dati in uso a terzi, la società (Italmare/Globeco) ha mantenuto una stabile organizzazione per manutenzione e assistenza tecnica, ha tratto vantaggio economico indiretto e ha prodotto benefici occupazionali e di sviluppo per l'area svantaggiata, elemento idoneo a considerare sussistente l'idoneità dell'investimento. Il secondo motivo sulle sanzioni è divenuto irrilevante dopo l'accoglimento del primo motivo. Sono state condannate le spese dell'Agenzia a favore dei controricorrenti (e liquidate in euro 9.000 ciascuno oltre oneri). Inoltre è stato specificato che non si applica il raddoppio del contributo unificato previsto dall'art.13 co.1-quater DPR 115/2002 poiché parte pubblica era soccombente ma ammessa alla prenotazione a debito.

Norme richiamate

  • legge n.388/2000

    La norma definisce i "nuovi investimenti" agevolabili: devono essere acquisizioni di beni strumentali destinati a strutture produttive esistenti o impiantate nelle aree agevolate; richiede il duplice requisito della natura strumentale del bene e del suo effettivo inserimento nel ciclo produttivo dell'area svantaggiata.

  • d.lgs. n.472/1997

    Prevede la responsabilità in solido del cessionario di ramo d'azienda per gli obblighi tributari del cedente; norma richiamata in ordine alla notifica del provvedimento di recupero nei confronti del cessionario.

  • d.l. n.185/2008

    art.27, comma 18 (come modificato e richiamato)

    Norme richiamate relativamente al regime sanzionatorio e alla loro applicazione nell'ambito del recupero di crediti d'imposta; il giudice di merito ha ritenuto che la questione delle sanzioni fosse secondaria se viene meno il presupposto dell'irregolarità dell'agevolazione.

  • d.lgs. n.472/1997

    Richiamata nella comparsa per questioni procedurali/sanzionatorie; disciplina generale delle sanzioni amministrative tributarie.

  • d.lgs. n.472/1997

    Previsioni sul procedimento sanzionatorio e sulle singole modalità di applicazione delle sanzioni, richiamate in relazione alla determinazione delle sanzioni contestate dall'Agenzia.

  • legge n.212/2000

    Norma richiamata in relazione a principi processuali del contenzioso tributario; evocata nella doglianza sull'applicabilità delle sanzioni e sulle modalità di valutazione dell'atto impositivo.

  • codice di procedura civile

    Prevede il motivo di ricorso per violazione di legge in Cassazione; invocato dall'Agenzia per censurare la valutazione di fatto e la corretta applicazione delle norme sul 'nuovo investimento'.

  • D.P.R. n.115/2002

    Disciplina il raddoppio del contributo unificato in determinate ipotesi; la Corte ha escluso l'applicazione del raddoppio perché la parte pubblica (Agenzia) è risultata soccombente ma ammessa alla prenotazione a debito.

Massime di principio

  • Per fruire di agevolazioni previste per investimenti in aree svantaggiate (art.8 legge n.388/2000) è necessario che i beni siano strumentali e integrati nell'attività produttiva dell'impresa ubicata nell'area; tuttavia l'effettiva disponibilità materiale del bene nell'area non è l'unico elemento: rileva la valutazione d'insieme dell'utilità economica e occupazionale prodotta nell'area.
  • L'uso dei beni tramite contratti di noleggio o locazione a terzi non esclude automaticamente il diritto alle agevolazioni se il soggetto beneficiario conserva una stabile organizzazione (manutenzione, assistenza tecnica, magazzini, personale) che integra il bene nel proprio ciclo aziendale e produce ricadute economiche e occupazionali nell'area agevolata.
  • In casi controversi prevale un giudizio di merito che valuta gli effetti economici e occupazionali dell'investimento (approccio sostanziale anziché formale): la prova dell'Amministrazione dell'assenza di disponibilità o di utilità per l'area graverebbe sull'ente accertatore.
  • La rilevanza e l'applicazione delle sanzioni amministrative consegue all'accertamento dell'indebito utilizzo dell'agevolazione; se il provvedimento di recupero è annullato per mancanza del presupposto, la questione sanzionatoria diventa irrilevante.
  • Il cessionario di ramo d'azienda può essere chiamato in responsabilità per i debiti tributari del cedente (art.14 d.lgs.472/1997), quindi nelle vendite/cessioni è necessario verificare i rischi tributari residui e prevedere garanzie contrattuali.
  • Nei ricorsi di Cassazione per violazione di norme sostanziali va distinto ciò che è valutazione di fatto (riferita alla prova e alle risultanze istruttorie) da configurazioni di errore di diritto; le censure sulla valutazione degli elementi di fatto sono difficilmente accolte se fondate su apprezzamenti probatori del giudice di merito.

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