Sentenza del 13/05/2021 n. 2518 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Processo tributario - Compensazione spese di lite - Contrasti giurisprudenziali - Estratto di ruolo- Persistenza pretesa impositiva - Compete.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Si discute se l'azione diretta contro l'estratto di ruolo possa far valere, anche in presenza di fatti sopravvenuti alla notifica della cartella (es. prescrizione), l'estinzione del credito. In particolare è in gioco se, quando il concessionario prova la regolare notifica tramite l'estratto di ruolo, il giudice debba comunque esaminare l'eccezione di prescrizione o se tale questione debba essere sollevata con l'opposizione all'esecuzione.
La decisione
Il giudice ha disposto la compensazione delle spese di lite alla luce del contrasto giurisprudenziale esistente sulla possibilità di impugnare l'estratto di ruolo per far valere la sopravvenuta estinzione del credito. Si segnala che vi sono due orientamenti: secondo alcuni (Cass. 29174/17, 29179/17) se il concessionario prova la notifica l'eccezione di prescrizione va esaminata dal giudice; secondo l'altro orientamento (Cass. 22946/16, 6723/19) l'azione sull'estratto di ruolo è solo un accertamento della pretesa e i fatti estintivi successivi devono essere fatti valere con opposizione all'esecuzione.
Norme richiamate
d.lgs. 546/92, art. 15
L'art. 15 disciplina le spese di lite nel processo tributario; è interpretato nel senso che, in presenza di contrasto giurisprudenziale rilevante sulla fondatezza o ammissibilità dell'impugnazione, il giudice può disporre la compensazione delle spese.
Cass. 29174/17
Orientamento secondo cui, una volta provata la regolare notifica della cartella tramite estratto di ruolo, il giudice deve comunque esaminare l'eccezione di prescrizione relativa a fatti sopravvenuti.
Cass. 29179/17
Conferma l'orientamento che ammette l'esame della prescrizione anche nell'azione sull'estratto di ruolo quando la notifica è provata dal concessionario.
Cass. 22946/16
Orientamento contrario che considera l'azione sull'estratto di ruolo come mero accertamento della pretesa tributaria e ritiene che i fatti estintivi sopravvenuti debbano essere fatti valere con l'opposizione all'esecuzione.
Cass. 6723/19
Sostiene che la tutela contro fatti estintivi del credito sopravvenuti alla formazione del titolo è l'opposizione all'esecuzione, non l'azione sull'estratto di ruolo.
Massime di principio
- Se sussiste un contrasto giurisprudenziale significativo sulla possibilità di impugnare l'estratto di ruolo per far valere fatti estintivi sopravvenuti (es. prescrizione), il giudice può compensare le spese di lite; il ricorso del contribuente resta però ammissibile in presenza di dubbi interpretativi.
- Quando il concessionario prova la regolare notifica tramite estratto di ruolo, vi sono motivi per chiedere che il giudice esamini l'eccezione di prescrizione: alcuni orientamenti ritengono che il giudice debba valutare la sopravvenuta estinzione del credito anche nell'azione cautelare/di accertamento.
- Se si adotta l'orientamento opposto, i fatti estintivi sopravvenuti rispetto alla formazione del titolo sono da far valere con l'opposizione all'esecuzione; pertanto, in caso di iniziativa esecutiva basata su credito ormai estinto, l'opponente dovrà proporre opposizione all'esecuzione.
- Per il contribuente è strategico, quando esiste un conflitto giurisprudenziale, richiedere espressamente la compensazione delle spese e documentare tempestivamente gli elementi di fatto e di diritto che sostengono l'estinzione del credito (notifiche, decorrenze dei termini di prescrizione, atti successivi).
- Per il concessionario/Amministrazione è importante provare con documentazione certa la regolare notifica e lo stato del titolo per cercare di impedire che il giudice entri nel merito dei fatti estintivi in sede di impugnazione dell'estratto di ruolo; altrimenti la controversia potrà essere trattata come dubbia e portare a compensazione delle spese.
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