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Sentenza

Sentenza del 18/01/2018 n. 123 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte

Avviso di accertamento - Verifiche a "tavolino" - Emissione di PVC - Necessità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Dal testo fornito emerge esclusivamente la tesi secondo cui il PVC dovrebbe essere emesso anche per le verifiche "a tavolino". Non sono indicati gli estremi della sentenza, l'autorità giudicante né il dispositivo finale; pertanto non è possibile stabilire con certezza se il ricorso sia stato accolto o respinto. Il contenuto descrive una censura del contribuente, non l'esito definitivo del giudizio.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente sostiene che, anche in caso di verifiche svolte "a tavolino", l'Ufficio debba redigere e notificare un processo verbale di constatazione (PVC). L'obbligo sarebbe necessario per rispettare il principio di uguaglianza, poiché la modalità della verifica dipende dalla scelta discrezionale dell'Ufficio. In assenza di PVC, il contribuente sottoposto a controllo documentale riceverebbe un trattamento deteriore rispetto a chi è verificato presso la sede o l'azienda: non potrebbe beneficiare del termine dilatorio di 60 giorni prima dell'emissione dell'avviso di accertamento e sarebbe inoltre ostacolato nell'eventuale ricorso al ravvedimento operoso.

Norme richiamate

  • Principio di uguaglianza

    Il ricorrente lo invoca per sostenere che contribuenti sottoposti a modalità di controllo diverse, ma sostanzialmente dirette allo stesso risultato, non debbano subire conseguenze procedurali ingiustificatamente differenti.

  • Termine dilatorio di 60 giorni per l'emissione dell'avviso di accertamento

    La garanzia è collegata, in via generale, alla consegna del PVC al termine di una verifica fiscale presso i locali del contribuente. Il testo sostiene che la mancata redazione del PVC nelle verifiche a tavolino priverebbe il contribuente di tale tutela.

  • Ravvedimento operoso

    Il contribuente deduce che l'assenza di una contestazione formalizzata tramite PVC potrebbe impedirgli di conoscere tempestivamente le violazioni e di regolarizzarle mediante ravvedimento prima dell'atto impositivo.

Massime di principio

  • La redazione del PVC non discende automaticamente da ogni attività di controllo: occorre distinguere tra verifiche svolte presso i locali del contribuente e controlli documentali o istruttori effettuati presso gli uffici.
  • Il termine dilatorio di 60 giorni è normalmente collegato alla consegna di un PVC conclusivo di una verifica con accesso, ispezione o verifica presso i locali; la sua applicazione ai controlli meramente "a tavolino" richiede una specifica base normativa o giurisprudenziale.
  • La diversa modalità del controllo non determina necessariamente una violazione del principio di uguaglianza, se le situazioni procedurali sono oggettivamente diverse e la legge prevede garanzie differenti.
  • Il ravvedimento operoso, di regola, deve essere valutato sulla base dei presupposti e delle scadenze previsti dalla normativa; la mancata emissione di un PVC non comporta automaticamente l'illegittimità dell'accertamento.
  • Per applicare concretamente questo principio è indispensabile verificare il testo integrale della sentenza, il tipo di controllo eseguito, l'eventuale accesso presso i locali e la normativa vigente al momento dei fatti.

Testo integrale

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