L.R. Emilia-Romagna 12/2006
DISCIPLINA DELLA DIFFUSIONE DELL'ESERCIZIO CINEMATOGRAFICO
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regola autorizzazioni, pianificazione e monitoraggio degli esercizi cinematografici in Emilia-Romagna, promuovendo sale, multisale e arene sul territorio. Prevede un’autorizzazione unica comunale per nuove realizzazioni e trasformazioni, termini di decadenza dei lavori, procedure SUAP e regole transitorie per l’avvio del sistema. Diverse disposizioni risultano oggi abrogate.
Disciplina della diffusione dell'esercizio cinematografico in Emilia-Romagna
Disciplina della diffusione dell’esercizio cinematografico in Emilia-Romagna
La legge regola, nel territorio dell’Emilia-Romagna, le funzioni amministrative regionali e locali in materia di autorizzazione e insediamento delle attività cinematografiche. L’obiettivo è favorire una rete di sale e arene più distribuita, qualificata e innovativa, con attenzione a accessibilità, qualità urbana, riequilibrio territoriale e monitoraggio del settore.
Finalità e principi generali
La Regione orienta la disciplina verso una presenza più adeguata degli esercizi cinematografici, puntando su:
- centralità dello spettatore e rete di sale e arene efficiente, capillare e tecnologicamente avanzata;
- pluralismo ed equilibrio tra le diverse tipologie di strutture;
- valorizzazione dell’esercizio cinematografico per la qualità sociale delle città e del territorio.
La legge persegue inoltre lo sviluppo e l’innovazione della rete, favorendo imprenditoria, occupazione, qualità del lavoro e formazione professionale degli operatori.
Definizioni rilevanti
La disciplina distingue tra:
- sala cinematografica: spazio chiuso con schermo destinato a pubblico spettacolo cinematografico;
- cinema-teatro: spazio destinato anche a rappresentazioni teatrali;
- multisala: insieme di due o più sale nello stesso immobile, strutturalmente accorpate e comunicanti;
- arena: cinema all’aperto in area delimitata e attrezzata, funzionante in un periodo definito dall’atto di programmazione;
- cinecircolo/cinestudio: spazio associativo per attività cinematografica;
- esercizio cinematografico di interesse sovracomunale: sale, multisale o arene oltre determinate soglie di posti o schermi, differenziate in base alla popolazione comunale.
Indirizzi per l’insediamento e criteri territoriali
La Regione promuove lo sviluppo degli esercizi cinematografici secondo indirizzi che valorizzano:
- l’offerta in rapporto alle esigenze dei cittadini e alla mobilità;
- la riqualificazione urbana e il riuso di contenitori dismessi;
- la salvaguardia dei centri storici;
- il mantenimento del servizio nelle zone montane, nei comuni minori, nelle frazioni e nelle aree svantaggiate;
- l’equilibrio tra le diverse tipologie di esercizio;
- la programmazione coerente con la pianificazione territoriale e urbanistica.
La Regione può emanare indirizzi e direttive per integrare la disciplina con la pianificazione territoriale, fissando in particolare requisiti di accessibilità, parcheggi e dotazioni territoriali. I comuni, nei propri strumenti urbanistici, favoriscono la riattivazione di esercizi dismessi e la riqualificazione di quelli nei centri storici; possono inoltre stipulare convenzioni con soggetti esperti per garantire la presenza di film d’essai.
Pianificazione provinciale e comunale
Le province, nel PTCP, definiscono le scelte di pianificazione per gli esercizi cinematografici di interesse sovracomunale sulla base degli indirizzi regionali e delle strategie di sviluppo sostenibile. I comuni, tramite i propri strumenti urbanistici, individuano le aree destinate agli esercizi cinematografici e la relativa disciplina.
Autorizzazione unica e avvio dell’attività
La realizzazione e trasformazione di immobili destinati a sale e arene, nonché la ristrutturazione o l’ampliamento di esercizi già attivi, sono soggetti ad autorizzazione unica per l’insediamento rilasciata dal Comune competente. Il titolo comprende anche il titolo edilizio ed è rilasciato nel rispetto delle normative su igiene, sicurezza, accessibilità, ambiente e tutela dei beni culturali.
La legge prevede termini stringenti per l’esecuzione dei lavori:
- i lavori devono iniziare entro 1 anno dal rilascio;
- devono concludersi entro 3 anni;
- i termini possono essere prorogati una sola volta, per fatti estranei alla volontà del titolare, con istanza presentata prima della scadenza.
La decadenza è dichiarata dal Comune. Conclusi i lavori, il soggetto presenta al SUAP la segnalazione certificata di conformità edilizia e agibilità; se servono ulteriori assensi o verifiche preventive, le relative istanze vanno presentate insieme alla segnalazione per ottenere l’autorizzazione unica all’avvio dell’attività.
Procedimento amministrativo
Le domande di autorizzazione per l’insediamento e per l’avvio dell’attività sono presentate al SUAP del Comune competente e sono esaminate secondo la disciplina dello sportello unico per le attività produttive. Gli allegati necessari alla domanda di autorizzazione unica sono individuati dalla Giunta regionale con apposito atto.
Nei comuni privi di SUAP attivato, l’istruttoria è svolta dal responsabile del procedimento secondo le medesime modalità.
Monitoraggio e osservatorio regionale
La Regione, anche tramite le funzioni di osservatorio regionale dello spettacolo, realizza:
- un sistema informativo sulla rete di sale e arene cinematografiche, con il coinvolgimento di comuni, province e camere di commercio;
- un rapporto annuale sull’andamento e sulle tendenze dei consumi cinematografici.
Regime transitorio di prima attuazione
Nella prima fase di applicazione, per verificare l’idoneità delle aree già destinate dagli strumenti urbanistici vigenti o adottati, la Provincia convoca una conferenza di servizi con Regione, Provincia e comuni interessati. Il Comune, entro 90 giorni dall’approvazione dell’atto di programmazione, individua le aree da destinare agli esercizi di interesse sovracomunale.
La conferenza deve essere convocata entro 120 giorni dall’approvazione dell’atto di programmazione e concludersi entro 60 giorni dall’avvio. In quella sede, sentite le organizzazioni di settore e le associazioni più rappresentative, vengono individuate le aree idonee e i criteri per le varianti urbanistiche. Le determinazioni assunte valgono come adeguamento degli strumenti urbanistici e parametro per la verifica di conformità della pianificazione comunale.
Quando il PTCP viene integrato con tali contenuti, la Provincia verifica e aggiorna le determinazioni della conferenza.
Disposizioni transitorie sui procedimenti già avviati
La legge non disciplina le domande già presentate al Ministero per i beni e le attività culturali prima della sua entrata in vigore per la realizzazione, trasformazione, adattamento, ristrutturazione o ampliamento di immobili destinati a sale e arene.
Fino alla conclusione della conferenza di servizi di prima attuazione, o fino all’integrazione dei PTCP, i termini per l’esame delle domande di autorizzazione unica per esercizi di interesse sovracomunale restano sospesi. Se occorre modificare o integrare la domanda, il Comune assegna un termine tra 30 e 60 giorni, a pena di decadenza.
Valutazione periodica
L’Assemblea legislativa valuta l’attuazione della legge con cadenza triennale, sulla base di una relazione della Giunta che riferisce su evoluzione dell’offerta cinematografica, consumi, interventi attuati e effetti della nuova autorizzazione unica sulla semplificazione amministrativa.
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