Sentenza del 14/01/2020 n. 8 - Comm. Trib. Prov. Genova
ACCERTAMENTO - studi di settore - congruità - causa di giustificazione - eventi eccezionali - alluvione - onere probatorio
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Ufficio aveva emesso avvisi di accertamento per l'anno 2008 contestando maggiori ricavi per complessivi € 303.723 sulla base degli studi di settore, con conseguente maggior reddito di partecipazione imputato ai soci. I contribuenti hanno contestato l'accertamento spiegando che, nella notte del 29/10/2008, un evento alluvionale aveva allagato l'intero magazzino causando il danneggiamento totale della merce ivi depositata; a supporto hanno prodotto una perizia tecnica (6/11/2008) e una lettera del parroco che attestava di aver ricevuto la merce in beneficenza. L'Amministrazione ha obiettato che la perizia non quantificava quantità e valore della merce distrutta e che la donazione non risultava conforme agli adempimenti dell'art. 2, comma 2, del DPR 441/1997.
La decisione
La Commissione tributaria, dopo integrazione del contraddittorio come disposto dalla CTR, ha accolto i ricorsi riuniti. Ha ritenuto pacifico e non contestato che il magazzino era stato allagato e che la merce era stata danneggiata dall'evento del 29/10/2008; ha considerato tale evento alluvionale una giustificazione valida per la mancata congruità rispetto agli studi di settore e ha affermato che le risultanze degli studi di settore non legittimano da sole un accertamento "automatizzato", essendo necessari ulteriori elementi che giustifichino la rettifica del dichiarato, particolarmente quando vi siano gli effetti di una calamità naturale che abbia inciso pesantemente sull'attività. Le spese di giudizio sono state compensate.
Norme richiamate
DPR 441/1997
L'Ufficio ha richiamato tale norma per sostenere che le cessioni gratuite a enti assistenziali devono seguire specifici adempimenti; dal testo della sentenza risulta però che, pur richiamata dall'Amministrazione, la mancata formale applicazione di tali adempimenti non ha impedito al Collegio di ritenere provata la circostanza fattuale della donazione e del danno per alluvione.
studi di settore (inquadramento normativo e giurisprudenziale)
La sentenza ribadisce il principio che le risultanze derivanti dagli studi di settore non legittimano da sole un accertamento automatico: occorrono elementi probatori aggiuntivi che giustifichino la rettifica del dichiarato, specialmente se vi è una causa esterna (calamità) che può spiegare la difformità.
Massime di principio
- Un evento calamitoso documentato (es. alluvione) può costituire giustificazione idonea per spiegare l'incongruenza rispetto agli studi di settore e impedire l'accertamento automatico basato solo sugli studi.
- Gli studi di settore non bastano da soli a fondare un'accertamento: l'Amministrazione deve fornire elementi probatori aggiuntivi o motivazioni specifiche per rettificare il dichiarato.
- Il contribuente deve fornire prove documentali attendibili dell'evento e del danno (perizia tecnica, documenti contemporanei, dichiarazioni di terzi), ma il giudice può ritenere sufficienti anche attestazioni non formalmente conformi agli adempimenti amministrativi se complessivamente convincenti.
- Se l'Ufficio contesta la mancanza di quantificazione del danno, il contribuente dovrebbe comunque cercare di produrre stime, elenchi o evidenze contabili che rendano credibile l'entità della perdita; in mancanza, la prova fattuale dell'evento naturale e della sua incidenza sull'attività può comunque prevalere.
- In casi analoghi è prudente integrare il contraddittorio e rappresentare tempestivamente tutte le evidenze (perizie, foto, attestazioni di beneficiari, comunicazioni assicurative) perché il giudice valuti l'insieme probatorio e non solo il dato statistico degli studi.
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