Sentenza del 20/04/2018 n. 1332 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia
PROCESSO - Perizia stragiudiziale - Mancata valutazione da parte del giudice - Motivo di revocazione - Non sussiste - Ricorso per cassazione - Legittimità - Sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha escluso che l'omessa valutazione della perizia stragiudiziale costituisse motivo di revocazione. Ha invece ritenuto che tale doglianza potesse essere fatta valere mediante ricorso per cassazione, nei limiti e secondo i motivi previsti dalla legge, trattandosi di un vero e proprio errore di giudizio. Il ricorso per cassazione è stato quindi ritenuto lo strumento processuale legittimo per contestare l'omessa valutazione.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente contestava che il giudice non avesse esaminato una perizia stragiudiziale depositata prima dell'udienza di discussione. Secondo la censura, tale omissione avrebbe dovuto consentire la revocazione della sentenza. La Corte ha però qualificato la mancata valutazione della perizia come un errore di giudizio, ossia un vizio relativo all'apprezzamento del materiale probatorio e all'applicazione delle regole decisorie, non come un errore revocatorio.
Massime di principio
- La mancata o insufficiente valutazione di una perizia stragiudiziale riguarda normalmente il merito della decisione e integra un errore di giudizio, non un errore di fatto revocatorio.
- La revocazione è un rimedio straordinario e non può essere utilizzata per ottenere una nuova valutazione delle prove o per censurare il modo in cui il giudice ha apprezzato una consulenza di parte.
- Quando si contesta l'omesso esame di una perizia o di un documento decisivo, occorre valutare il ricorso per cassazione, verificando la corretta individuazione del vizio processuale o motivazionale e il rispetto dei relativi requisiti di ammissibilità.
- La produzione di una perizia stragiudiziale non vincola il giudice: essa costituisce un elemento di parte, liberamente valutabile insieme agli altri elementi di prova, purché la decisione sia adeguatamente motivata nei limiti richiesti dall'ordinamento.
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