Cassazione Penale, Sentenza n. 22475/2025 del 16/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Palermo chiedendo: 1) la rideterminazione della pena nel minimo edittale e, per Antonino Riccobene, il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (contestando la graduazione della pena per eccesso); 2) l'annullamento della confisca 'allargata' ex art. 240-bis c.p., censurandone la motivazione come fondata su un quadro probatorio carente: si contestava che non risultasse l'uso esclusivo dell'immobile, che la sproporzione reddituale fosse dimostrata solo da indagini patrimoniali senza ragionevolezza temporale, e si lamentava il rifiuto di acquisire la consulenza (dott. Giovanni Gentile) richiesta dai difensori come prova della provenienza lecitа delle somme e dei pagamenti in contanti impiegati per l'acquisto dell'immobile.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Sul primo motivo ha ritenuto la censura generica e manifestamente infondata: la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e la Corte d'appello ha motivato lo scostamento dal minimo edittale sulla base degli elementi fattuali (organizzazione dell'attività di spaccio, qualità e quantità dello stupefacente, intensità del dolo, e continuazione), nonché il diniego delle attenuanti generiche per Antonino in ragione del comportamento durante l'arresto (resistenza e lesioni all'agente). Sul secondo motivo ha ritenuto la censura valutativa e generica: la Corte d'appello ha accertato la disponibilità reale degli immobili (gli imputati si trovavano nell'abitazione al momento dell'arresto, mentre i genitori vivevano altrove), ha ricostruito i redditi dichiarati del nucleo familiare nel quinquennio precedente evidenziando la sproporzione rispetto al prezzo dei beni (es. terreno valutato 50.000 euro) e ha ritenuto superflue le consulenze tecniche richieste perché non apportavano elementi nuovi capaci di giustificare l'acquisto. È stata quindi confermata la confisca dei beni e del denaro in sequestro; i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria di 3.000 euro in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990
Norma contestata per plurime violazioni relative al traffico di sostanze stupefacenti; la condanna è stata confermata in base agli elementi probatori sulla condotta di spaccio
art. 240-bis cod. pen.
Confisca 'allargata': la Corte ha ritenuto sussistenti i due presupposti richiesti (disponibilità diretta o indiretta dei beni e valore sproporzionato rispetto al reddito dichiarato/attività esercitata), fondando la disponibilità sulla presenza degli imputati nell'immobile e la sproporzione sulla ricostruzione reddituale del nucleo familiare
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Motivo di cassazione relativo alla determinazione della pena; la Corte ha ritenuto la censura generica e non ammissibile perché mira a una rivalutazione discrezionale non consentita in sede di legittimità
art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.
Motivo di cassazione relativo alla violazione di norme sulla motivazione della confisca; la Corte ha considerato la censura di contenuto valutativo e generica, dunque inammissibile
art. 132 cod. pen.
Principi per la determinazione della pena richiamati per giustificare la discrezionalità del giudice nella graduazione del trattamento sanzionatorio
art. 133 cod. pen.
Criteri per la determinazione della pena (concorso di circostanze, recidiva, gravità del fatto ecc.); la Corte d'appello li ha applicati nella motivazione dello scostamento dal minimo edittale
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata per la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria in caso di ricorsi dichiarati inammissibili
Massime di principio
- La determinazione della pena è rimessa in larga misura alla discrezionalità del giudice di merito: in Cassazione non è consentita una semplice richiesta di riduzione se la motivazione del giudice è logica, congrua e conforme agli articoli 132 e 133 c.p.
- Le circostanze attenuanti generiche richiedono elementi positivi e specifici: la mera assenza di elementi negativi non impone il loro riconoscimento; condotte negative contemporanee (es. resistenza, lesioni) possono giustificare il diniego.
- Per la confisca 'allargata' ex art. 240-bis c.p. i due requisiti essenziali sono la disponibilità (anche indiretta) dei beni e la sproporzione rispetto al reddito dichiarato o all'attività economica. La disponibilità può essere desunta da fatti di fatto (es. presenza nell'immobile al momento dell'arresto) anche se la titolarità formale è a terzi.
- Le valutazioni sulla sproporzione reddituale possono considerare il nucleo familiare e le entrate dichiarate nel quinquennio antecedente; l'assenza di evidenze reddituali compatibili con l'acquisto costituisce base per la confisca anche in assenza di prova diretta dell'origine illecita di ogni singola somma.
- La richiesta di acquisizione di consulenze tecniche ulteriori è efficace solo se si indica con precisione quale elemento nuovo apporterebbero e in che modo potrebbero incidere sul decisum; se gli elementi probatori già acquisiti sono ritenuti sufficienti, il loro mancato esame può essere ritenuto superfluo.
- Le censure generiche o meramente valutative sono spesso dichiarate inammissibili in Cassazione: è necessario segnalare punti di diritto precisi o vizi logici nella motivazione per superare il filtro di ammissibilità.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 16 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 22459/2025 del 16/06/2025
- Sentenza penale · 16 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 22460/2025 del 16/06/2025
- Sentenza penale · 16 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 22461/2025 del 16/06/2025
- Sentenza penale · 16 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 22462/2025 del 16/06/2025
- Sentenza penale · 16 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 22463/2025 del 16/06/2025
- Sentenza penale · 16 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 22464/2025 del 16/06/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →