Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15715/2025 del 22/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame di Salerno del 20/01/2025 che, in accoglimento parziale dell'appello del P.M., ha sostituito la precedente misura degli arresti domiciliari con la custodia in carcere limitatamente al capo 8) dell'imputazione (detenzione/cessione di 477 grammi di cocaina in data 18/01/2022). Il Luzzi ha censurato il provvedimento per vizio di motivazione e errata applicazione di legge, sostenendo che il Tribunale del Riesame non avrebbe valutato adeguatamente le sopravvenienze processuali (assoluzione dal delitto associativo, derubricazioni, condanna irrevocabile del fornitore Coppola Carlo) che renderebbero irrilevante o non attuale il rischio di reiterazione e che la scelta del carcere sarebbe sproporzionata e non adeguatamente motivata.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. Il giudice ha ritenuto congrua e logica la decisione del Tribunale del Riesame che ha ripristinato la custodia in carcere per il capo 8), posto che l'abitazione indicata per gli arresti domiciliari è risultata idonea a raccogliere e smistare sostanze stupefacenti (anche alla luce del rinvenimento di 1,7 kg di cocaina e di una pistola con matricola abrasa), punto di ritrovo di spacciatori/assuntori e correlata a plurimi elementi di pericolosità (pregresse condanne, più processi pendenti, modalità sistematiche delle condotte). Il Tribunale ha valutato che tali elementi, unitamente alla mancanza di un domicilio alternativo idoneo, giustificano la misura carceraria nonostante le sopravvenienze processuali invocate dalla difesa.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma invocata per l'appello del Pubblico Ministero in sede cautelare; il provvedimento impugnato era frutto di appello ex art. 310 e la Corte ha ritenuto legittima la valorizzazione degli elementi cautelari richiamati dal P.M.

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Riferimento alle ipotesi di detenzione/cessione di stupefacenti: il capo 8) contestato riguarda la violazione di tale norma; la gravità del quantitativo e le modalità di detenzione/cessione sono state considerate rilevanti ai fini cautelari.

  • art. 74 d.P.R. 309/1990

    Norma relativa al delitto associativo; l'assoluzione del Luzzi da talune contestazioni associative è stata valutata, ma non ritenuta di per sé sufficiente a escludere il rischio di reiterazione connesso al contesto di fatto.

  • art. 75 d.P.R. 309/1990

    Richiamata nel contesto delle autorizzazioni/ammissioni connesse al traffico di stupefacenti; citata in relazione alla ricostruzione fattuale delle forniture.

  • art. 274 cod. proc. pen. (lett. c) e comma 2)

    Norma relativa alle esigenze cautelari e al pericolo di reiterazione: il Tribunale ha ritenuto sussistente il rischio concreto di reiterazione, avendo riguardo alle modalità del fatto, al luogo (domicilio come punto di smistamento) e alla personalità criminale dell'imputato.

  • art. 275 cod. proc. pen. (comma 3)

    Richiamato il principio della doppia presunzione di pericolosità sociale (superato parzialmente dall'assoluzione), ma la Corte ha osservato che l'eliminazione di tale presunzione non annulla automaticamente la valutazione cautelare basata su altri elementi concreti.

  • art. 530, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma dell'assoluzione per insufficienza di prove; la sentenza di primo grado che ha assolto il Luzzi dal reato associativo è stata presa in considerazione, ma non ha determinato automaticamente la revoca della misura cautelare, alla luce del quadro cautelare complessivo.

  • art. 173, comma 1, disp. att., cod. proc. pen.

    Richiamata in rapporto ai limiti della motivazione del ricorso (esposizione sintetica dei motivi); non ha inciso sul rigetto del ricorso sostanziale.

  • art. 4‑bis Ord. Pen.

    Citata in riferimento all'ostatività connessa a talune condanne (riferimento giuridico alla qualità del reato del fornitore), ma la Corte ha ritenuto che lo stato di detenzione del fornitore non escluda automaticamente il rischio cautelare per l'imputato.

Massime di principio

  • La mera sopravvenuta assoluzione da alcuni capi o la condanna irrevocabile del fornitore non eliminano automaticamente la fondatezza del rischio di reiterazione: il giudice cautelare valuta il quadro probatorio complessivo (modalità del fatto, luogo, quantitativi, rinvenimenti, armi, precedenti).
  • L'idoneità del domicilio è elemento centrale: un'abitazione qualificata come punto di raccolta/smistamento di stupefacenti, o comunque frequentata da spacciatori/assuntori, può giustificare la misura della custodia in carcere in mancanza di alternativa idonea.
  • La valutazione della prognosi cautelare è dinamica e deve considerare le evoluzioni processuali, ma il difensore deve proporre ed allegare elementi concreti (es. domicilio alternativo idoneo, prove sull'impossibilità reale del fornitore di rifornire) per scalfire la valutazione negativa del giudice.
  • La temporalità del fatto (anche se risalente) non è di per sé sufficiente a escludere il pericolo di reiterazione se permangono elementi che mostrano strutturalità, sistematicità o rilevante spessore criminale dell'imputato.
  • I giudici richiedono motivazioni specifiche e congrue: per contrastare il ripristino di misure cautelari severe è utile documentare in modo puntuale l'assenza di collegamenti attuali con il contesto criminoso e fornire alternative concrete all'esecuzione domiciliare.
  • Questioni processuali separate possono essere considerate distintamente, ma la connessione fattuale tra episodi (es. stupefacenti confluiti nello stesso contesto materiale) può giustificare valutazioni unitarie ai fini cautelari.
  • La difesa che invoca la proporzionalità deve evidenziare i cambiamenti processuali con prove precise e tempestive; l'inerzia o la mancata proposta di domicilio alternativo indebolisce l'argomentazione difensiva.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.