Cassazione Civile, Ordinanza n. 00855/2025 del 13/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha accolto la richiesta di correzione dell'errore materiale e ha disposto che nell'intestazione dell'ordinanza n. 18149/2024, nella parte relativa ai ricorrenti, fosse inserito dopo il nominativo già indicato quello della persona omessa. Non vi è una decisione sul merito della controversia sostanziale, ma solo la rettifica formale del precedente provvedimento per correggere l'erronea individuazione dei ricorrenti.
Esito
Favorevole al ricorrente (ricorrente)
La controversia
La Corte era investita non di un ricorso ordinario, ma di un procedimento di correzione di errore materiale relativo all'ordinanza n. 18149/2024. In quell'ordinanza, nell'intestazione era stato omesso il nominativo di una delle persone che avevano proposto il ricorso originario. Dall'esame del ricorso in atti risultava infatti che il ricorso per cassazione era stato presentato non solo da un soggetto indicato nell'intestazione, ma anche da un secondo ricorrente, il cui nome era stato erroneamente omesso. Il provvedimento richiama la disciplina della correzione dell'errore materiale e osserva che, a seguito della modifica dell'art. 391-bis c.p.c., la correzione può essere non solo richiesta ma anche rilevata d'ufficio dalla Corte. Per questo era stata sollecitata la rettifica del dispositivo/epigrafe al fine di allineare il provvedimento al contenuto effettivo degli atti di causa.
Norme richiamate
art. 391-bis c.p.c.
La Corte richiama la modifica introdotta dal d.l. n. 168 del 2016, conv. con modif. dalla L. n. 197 del 2016, per affermare che la correzione dell'errore materiale è sempre possibile e può essere anche rilevata d'ufficio dalla Corte.
art. 288 c.p.c.
È richiamato quale disciplina generale della correzione dell'errore materiale.
art. 380-bis c.p.c.
È richiamato insieme alla disciplina generale della correzione dell'errore materiale, a sostegno della possibilità di intervento officioso.
d.l. n. 168 del 2016
art. 1-bis, comma 1, lett. l), n. 2)
È la fonte della modifica dell'art. 391-bis c.p.c. che ha ampliato la possibilità di correggere l'errore materiale.
L. n. 197 del 2016
Legge di conversione del d.l. n. 168 del 2016 richiamata dalla Corte.
Massime di principio
- La correzione dell'errore materiale nel provvedimento della Corte di cassazione è ammissibile anche d'ufficio, non essendo necessario che vi sia una specifica istanza di parte.
- Quando dagli atti risulta una difformità tra il contenuto del provvedimento e l'effettiva individuazione delle parti, la Corte può rettificare l'intestazione per eliminare l'errore di identificazione.
- La funzione della correzione dell'errore materiale è quella di rendere il provvedimento conforme al reale contenuto degli atti e di assicurare correttezza formale e interesse generale alla precisione dell'atto giudiziario.
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