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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 5957/2024 del 05/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione degli estratti di ruolo relativi a due cartelle esattoriali (anni 2002-2003) per mancata/notifica irregolare delle cartelle di pagamento; numerose censure procedurali e sostanziali (mancata notifica, nullità delle cartelle per inesistenza degli atti presupposti, violazioni delle norme sulla formazione del ruolo e sulla notifica, mancata comunicazione di avvio procedimento, violazioni dello Statuto del contribuente, ecc.). Il ricorrente sosteneva inoltre che non poteva essere equiparata all'avere la disponibilità della cartella il mero estratto di ruolo acquisito presso il concessionario.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione proposto da Necci Enrico, cassando senza rinvio la sentenza impugnata. Il motivo decisivo è l'applicazione del principio stabilito dalle Sezioni Unite circa l'art. 12, comma 4‑bis, d.P.R. n. 602/1973 (introdotto dall'art. 3‑bis d.l. n. 146/2021, conv. l. n. 215/2021): l'estratto di ruolo è in linea di principio non impugnabile e solo nei casi tassativi in cui il debitore dimostri un concreto pregiudizio derivante dall'iscrizione a ruolo (per es. effetti su partecipazione a gare, riscossione da pubbliche amministrazioni, perdita di benefici) è possibile l'impugnazione diretta. Nel caso di specie il ricorrente non ha dimostrato tale interesse/prejudizio; pertanto il ricorso è inammissibile. Le spese dei gradi di giudizio di merito e di legittimità sono state compensate alla luce dello jus superveniens.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 602 del 1973, art. 12, comma 4‑bis

    introdotto dall'art. 3‑bis del d.l. n. 146/2021, convertito dalla l. n. 215/2021

    L'estratto di ruolo è mero documento informatico e in generale non impugnabile; ruolo e cartella sono impugnabili direttamente solo se il debitore prova un pregiudizio concreto derivante dall'iscrizione a ruolo nei casi tassativamente indicati (es. impedimento a partecipare ad appalti, riscossione da pubbliche amministrazioni, perdita di benefici). La norma si applica anche ai processi pendenti (jus superveniens) e l'interesse può essere provato durante il giudizio.

  • Codice di procedura civile, art. 360, primo comma, nn. 3 e 5

    Motivi di cassazione evocati dal ricorrente (violazione di norme di diritto e omesso esame di fatto decisivo); la Corte ne valuta la fondatezza nel quadro della giurisprudenza sulle impugnazioni degli estratti di ruolo.

  • Codice di procedura civile, art. 113

    Principio iura novit curia: il giudice può assegnare diversa qualificazione giuridica ai fatti e applicare norme non richiamate dalle parti, purché i fatti necessari coincidano con quelli dedotti; richiamato per legittimare l'applicazione della disciplina sopravvenuta.

  • Codice di procedura civile, art. 112

    Limite al potere del giudice: non può fondare la decisione su fatti non allegati o non contestati dalle parti; invocato per delimitare l'uso della iura novit curia.

  • d.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, comma 4

    Norma richiamata dal ricorrente per sostenere l'onere probatorio del concessionario circa la notifica della cartella (si deduce che non sarebbe sufficiente il solo avviso di ricevimento), ma la Corte decide secondo il criterio dell'impugnabilità dell'estratto di ruolo.

  • Codice di procedura civile, art. 140

    Norma sulle notificazioni a persone di famiglia o per irreperibilità; rilevata nella contestazione della legittimità della notifica eseguita a favore della moglie, dato lo stato di separazione del ricorrente.

  • d.P.R. n. 600 del 1973, art. 55, comma 3

    Rilevata nella doglianza circa l'obbligo di notifica dell'avviso di accertamento prima dell'iscrizione a ruolo in alcuni casi; discussa nel contesto della impugnabilità del ruolo/cartella.

  • d.lgs. n. 46 del 1999

    Normativa richiamata in relazione alla riscossione di crediti previdenziali/contributivi e all'applicabilità delle norme sulla riscossione tributaria anche ad entrate extratributarie.

  • Legge n. 241 del 1990, art. 3

    Richiamata in ordine al vizio di motivazione degli atti amministrativi (cartelle) e alla presunta nullità per difetto di motivazione; il vizio è stato dedotto ma la decisione si è basata su altre ragioni proceduralmente decisive.

  • Legge n. 212 del 2000 (Statuto del contribuente), art. 6

    Rilevata nella censura relativa all'obbligo di partecipazione del contribuente al procedimento di controllo e al contraddittorio in caso di utilizzo indebito di procedure di iscrizione a ruolo.

  • d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1‑quater

    Norma richiamata nella parte finale della sentenza (formalità di comunicazione dei provvedimenti della Corte; richiamo formale per eventuali comunicazioni).

Massime di principio

  • L'estratto di ruolo, in linea di principio, non è impugnabile: chi intende contestare l'iscrizione a ruolo o la cartella deve dimostrare, per poter agire direttamente sull'estratto/ruolo, un pregiudizio concreto e tassativamente previsto dalla norma (art. 12, comma 4‑bis, d.P.R. 602/1973).
  • La disciplina introdotta dall'art. 3‑bis d.l. 146/2021 si applica anche ai processi pendenti; pertanto, in giudizi già iniziati il ricorrente può essere chiamato a provare l'interesse specifico anche durante il processo o in sede di legittimità.
  • Se si contesta la mancata notifica della cartella, è preferibile impugnare direttamente la cartella (se effettivamente notificata) e, comunque, produrre prove concrete della mancata notifica (es. assenza di copia notificata, documenti che provano separazione convivente, mancata consegna) o chiedere la remissione in termini quando il pregiudizio si sia manifestato successivamente.
  • Il semplice possesso o l'acquisizione dell'estratto di ruolo presso il concessionario non equivale per sé alla notifica della cartella e non basta, di norma, a fondare l'impugnazione dell'estratto a meno che non sia provato il danno tassativamente previsto dalla norma.
  • Quando si sollevano censure sulla regolarità formale delle notifiche, è opportuno ottenere dal concessionario la copia integrale delle cartelle e delle relata di notifica e documentare la situazione familiare/di domicilio che esclude la validità della notifica a terzi.
  • In presenza di modifiche legislative sopravvenute che restringono l'impugnabilità, si può chiedere al giudice di tener conto dello jus superveniens: l'interesse può essere provato anche in corso di causa e la Corte può decidere di compensare le spese in ragione della novità normativa.
  • Per aumentare le probabilità di successo, il contribuente deve concentrare le difese su fatti provabili e dimostrare tempestivamente l'interesse concreto e attuale ad impugnare il ruolo/cartella, evitando di basare l'azione solo su discussioni formali degli estratti.

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