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Sentenza

Sentenza n. 16391/2026 - Roma, Sezione 3T

RICORSO PER OTTEMPERANZA “BONUS CARTA DOCENTE” PER L’ESECUZIONE della Sentenza n. 6749/2025 pubbl. il 10/06/2025, emessa dal Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, al termine del procedimento recante RG n. 11913/2025.

Giustizia amministrativa202602475

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Inadempimento del Ministero all’esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, n. 6749/2025 sul bonus carta docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza chiedendo l’esecuzione della sentenza n. 6749/2025, pubblicata il 10 giugno 2025, resa dal Tribunale di Roma, Sezione Lavoro. Ha dedotto l’inadempimento del Ministero rispetto al titolo giudiziale. L’Amministrazione, costituitasi, non ha fornito chiarimenti o indicazioni circa la sua corretta esecuzione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l’ottemperanza di una sentenza civile passata in giudicato è diretta ad attuare l’obbligo della PA di conformarvisi e, quando riguarda una pronuncia del giudice del lavoro, ha carattere esecutivo: il giudice accerta l’omissione o l’elusione del giudicato, senza integrare la pronuncia né svolgere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. Considerato l’inadempimento allegato e la mancata prova contraria o spiegazione da parte del Ministero, ha condannato quest’ultimo a eseguire il titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l’eventuale perdurante inadempimento ha nominato commissario ad acta il Direttore generale ministeriale competente, con facoltà di delega e senza compenso, da attivarsi dopo la scadenza del termine e con 90 giorni per provvedere. Non ha disposto penalità di mora, riservandone l’eventuale applicazione a una successiva richiesta in caso di persistente inottemperanza. Ha condannato il Ministero a pagare 400 euro di spese, oltre accessori di legge, con distrazione al difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, c.p.a.

    ai sensi dell’art. 112, comma 2, del c.p.a., l’azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l’attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato.

    L’ottemperanza è esperibile per ottenere l’attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario e l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza relativo a una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro ha natura meramente esecutiva: è limitato all’accertamento dell’omissione o dell’elusione del giudicato e non consente integrazioni della pronuncia né accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
  • Nel giudizio di ottemperanza, a fronte dell’allegazione dell’inadempimento da parte del creditore, la mancata indicazione da parte dell’amministrazione delle attività svolte per dare corretta esecuzione al titolo può fondare l’accoglimento della domanda, secondo i principi sull’onere della prova tra debitore e creditore.
  • In caso di accoglimento dell’ottemperanza, il giudice può assegnare all’amministrazione un termine per adempiere e nominare fin da subito un commissario ad acta, incaricato di intervenire dopo l’inutile scadenza del termine.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoOttemperanza e commissario ad acta

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