Cassazione Civile, Sentenza n. 29994/2022 del 13/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della liquidazione delle spese giudiziali operata dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia (condanna della ricorrente al pagamento di € 9.000,00 a favore dell'Agenzia delle Entrate). La ricorrente deduce violazione di norme sul calcolo del "valore della lite" e sulla liquidazione dei compensi (artt. del D.L.vo 31/12/1992 n.546, D.M. 10/03/2014 n.55 e connesse disposizioni) perché: a) la controversia catastale è di "valore indeterminabile" e pertanto non poteva essere computato il valore indicato dalla ricorrente; b) nella fase d'appello non sono state svolte la "fase cautelare" né la "fase istruttoria" invocate nella nota spese; c) doveva essere applicata la riduzione del 20% prevista per l'amministrazione finanziaria assistita da propri funzionari; d) l'ammontare dei compensi doveva essere rideterminato conformemente ai parametri del D.M. n.55/2014.
La decisione
La Corte accoglie parzialmente il ricorso. Ha confermato che le controversie in materia catastale sono di valore indeterminabile e che per la liquidazione dei compensi vanno applicati i criteri del D.M. 10 marzo 2014 n.55. Ha ritenuto che il giudice d'appello avesse ecceduto i parametri medi liquidando € 9.000,00 sulla base della nota spese prodotta; rideterminando i compensi per valore indeterminabile e complessità "bassa", li ha fissati in € 6.200,00 (ripartiti per fasi: € 2.400,00 studio; € 1.100,00 fase introduttiva; € 2.700,00 fase decisionale). Applicando la riduzione del 20% prevista per la rappresentanza da funzionari si arriva a € 4.460,00 (al netto del rimborso forfettario 15% pari a € 669,00). Pertanto la sentenza impugnata è cassata nei limiti indicati e, decidendo nel merito, la Corte liquida le spese del giudizio di appello a carico della contribuente e a favore dell'amministrazione finanziaria per complessivi € 4.460,00 per compensi; condanna altresì l'amministrazione finanziaria alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità a favore della contribuente (liquidate in € 200,00 per esborsi).
Norme richiamate
D.L.vo 31 dicembre 1992 n. 546 - art. 12, comma 2
"Per valore della lite si intende l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni..."
La Corte ricorda che il valore della lite è l'importo del tributo contestato; tuttavia le controversie catastali sono considerate di valore indeterminabile e pertanto il versamento di imposte non rileva se non oggetto dell'impugnazione
D.L.vo 31 dicembre 1992 n. 546 - art. 17-bis, comma 2
"Le controversie di valore indeterminabile non sono reclamabili, ad eccezione di quelle di cui all'articolo 2, comma 2, primo periodo"
Conferma che le controversie inerenti operazioni catastali si configurano come "di valore indeterminabile"
D.L.vo 31 dicembre 1992 n. 546 - art. 15, comma 2-bis (ora 2-sexies)
Nessuna quote specifica fornita nel testo
Stabilisce che, nelle liquidazioni a favore dell'ente impositore assistito da propri funzionari, i compensi seguono le disposizioni per gli avvocati con riduzione del 20% dell'importo complessivo
D.M. 10 marzo 2014 n. 55 - art. 5, commi 4 e 5
"Nelle cause davanti agli organi di giustizia tributaria il valore della controversia è determinato in conformità all'importo delle imposte...; qualora il valore effettivo non risulti determinabile... si considererà di valore indeterminabile."
Per la liquidazione dei compensi in materia tributaria si applicano i criteri del D.M. n.55; quando non sia determinabile il valore con i criteri previsti la controversia va considerata di valore indeterminabile
D.M. 10 marzo 2014 n. 55 - art. 4, comma 5, lett. c
Nessuna quote specifica fornita nel testo
La "fase istruttoria" rileva ai fini della liquidazione del compenso solo se effettivamente svolta
Codice di procedura civile - art. 360, comma 1, n. 3
Nessuna quote specifica fornita nel testo
Norma richiamata come motivo di cassazione (violazione di legge) rispetto alla liquidazione delle spese
Massime di principio
- Le controversie di classamento e attribuzione di rendita catastale vanno considerate di valore indeterminabile: non si può prendere a riferimento il versamento di imposte (es. IMU) se tale versamento non è oggetto dell'impugnazione
- Per la liquidazione dei compensi nelle cause tributarie occorre applicare i criteri del D.M. 10/03/2014 n.55; se il valore della controversia non è determinabile con i criteri previsti, si usa la qualifica di "valore indeterminabile" e i parametri medi di riferimento
- La riduzione del 20% prevista dall'art. 15 D.L.vo 546/1992 si applica quando l'amministrazione finanziaria è assistita dai propri funzionari e incide sull'ammontare complessivo dei compensi liquidati
- Il giudice deve considerare e computare nelle voci di liquidazione solo le fasi effettivamente svolte (es. "fase cautelare", "fase istruttoria"); non possono essere liquidate voci corrispondenti a fasi inesistenti
- Il giudice è tenuto a motivare specificamente solo in caso di scostamento apprezzabile dai parametri medi: in assenza di tale scostamento la motivazione può limitarsi all'applicazione dei parametri standard
- Se la liquidazione giudiziale avviene dopo l'entrata in vigore dei nuovi parametri (D.M. n.55/2014), essi sono applicabili anche se alcune prestazioni professionali sono iniziate anteriormente; il compenso è concepito in senso unitario per l'intera prestazione
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