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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25452/2025 del 10/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Scarano ha chiesto la riparazione ai sensi dell'art. 314 c.p.p. per la detenzione e gli arresti domiciliari subiti dal 30/09/2016 al 07/04/2017, disposti nell'ambito di un procedimento per i reati di cui agli artt. 416, 319 e 321 c.p. La Corte d'appello aveva rigettato la domanda ritenendo sussistente la condizione ostativa della colpa grave con riferimento al capo di corruzione: Scarano, comandante della Polizia Municipale, avrebbe contattato gli imprenditori Perrotta e il sindaco nel periodo in cui veniva rilasciato un permesso di costruire in sanatoria per un immobile da adibire a supermercato, sollecitando l'assunzione del proprio figlio. Tali contatti e l'ammissione delle telefonate sono stati ritenuti dalla Corte della riparazione fattualmente accertati e connotati da macroscopica imprudenza/negligenza che hanno indotto in errore il giudice della cautela.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso di Scarano, confermando l'ordinanza della Corte d'appello che aveva escluso il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione per la sussistenza della condizione ostativa della colpa grave in relazione al reato di corruzione. Il rigetto è motivato dal principio secondo cui il giudice della riparazione valuta, ex ante e con autonomo percorso motivazionale, se la condotta extraprocessuale del detenuto abbia contribuito a creare un grave quadro indiziario; è sufficiente che ciò valga per uno dei reati oggetto della misura cautelare. Scarano è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali ex art. 616 c.p.p.; le spese del Ministero non sono state liquidate per mancata attività difensiva adeguata nella memoria depositata.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la riparazione per ingiusta detenzione. Nel caso valutata come titolo della domanda di Scarano; il giudice della riparazione verifica se sussistano condizioni ostative (dolo o colpa grave) che escludono il diritto alla riparazione.

  • art. 416 cod. pen.

    Riferimento al reato di associazione a delinquere; era uno dei capi contestati a Scarano ma ritenuto non sussistente in merito.

  • art. 319 cod. pen.

    Reato di concussione/abuso tramiti utilità (nella giurisprudenza la 'raccomandazione' di un pubblico ufficiale può rientrare nelle 'altre utilità'); elementi di contatto e sollecitazione sono stati valutati sul piano della creazione dell'apparenza di illecito.

  • art. 321 cod. pen.

    Reato collegato alla corruzione/concorsi: era tra i capi contestati e oggetto della valutazione cautelare e di merito nel procedimento penale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese nel giudizio di legittimità; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Massime di principio

  • In un giudizio di riparazione ex art. 314 c.p.p. il giudice valuta, con un percorso motivazionale autonomo rispetto al merito penale, se la condotta extraprocessuale del richiedente abbia creato un grave quadro indiziario (dolo o colpa grave) che abbia contribuito a ingenerare l'apparenza di responsabilità penale.
  • Basta che la condizione ostativa (dolo o colpa grave) sia riscontrata rispetto anche a una sola delle imputazioni che hanno giustificato la misura cautelare quando la restrizione sia stata disposta per più addebiti.
  • Il giudice della riparazione può valorizzare fatti accertati nel loro accadimento fattuale nel giudizio penale anche se questi si sono rivelati insufficienti per una condanna; non può invece fondare la propria decisione su fatti che il giudice di merito ha escluso fattualmente o non ha ritenuto provati oltre ogni ragionevole dubbio.
  • La nozione di colpa grave comprende comportamenti connotati da macroscopica negligenza, imprudenza o inosservanza di norme che rendono prevedibile l'intervento dell'autorità giudiziaria; l'attività di 'raccomandazione' di un pubblico ufficiale può integrare, sul piano dell'apparenza, un' 'altra utilità' rilevante ai fini della valutazione.
  • Per chi richiede la riparazione, è importante dimostrare che la propria condotta non ha contribuito a creare un quadro indiziario grave: occorrono elementi documentali e testimonianze che smentiscano contatti sospetti, chiariscano il ruolo formale ricoperto e provino l'assenza di qualsiasi collegamento tra atti d'ufficio e interessi privati.
  • Per la difesa conviene porre particolare cura a documentare l'estraneità fattuale e giuridica rispetto ai fatti considerati dal giudice della cautela (es. autorizzazioni, ruoli degli organi competenti, modalità di nomina/assunzione del personale) e contestare puntualmente la ricostruzione dei contatti ritenuti rilevanti.

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