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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 10368/2022 del 31/03/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Azione per regolamento di confini (art. 950 c.c.) promossa da RFI per far accertare che la linea di confine tra proprietà ferroviarie e fondi intestati a Gatti Libero (e successori) corrispondeva a specifiche divisorie catastali; RFI fondava il proprio titolo su decreti prefettizi di occupazione permanente (30.12.1896 e 27.11.1900) e su estratti del libro inventari aziendale. In primo grado e in appello i giudici hanno ritenuto che il decreto del 1896 non avesse natura espropriativa (richiamando la dizione "occupazione permanente", la mancata corrispondenza degli estremi catastali, la diversa indicazione del destinatario del provvedimento e l'assenza di volturazione/trascrizione), per cui RFI non aveva provato un titolo certo; la consulenza tecnica d'ufficio (CTU) aveva invece indicato la possibile corrispondenza dell'area occupata con la particella 401, mentre la particella 402 risultava catastalmente intestata a FS. In cassazione RFI contestava in particolare: l'erronea interpretazione dell'atto amministrativo (decreto 1896), l'omesso esame di documenti e di elementi della CTU, la mancata ricostruzione storica dell'evoluzione catastale e la non valutazione del libro inventari come elemento probatorio.

La decisione

La Cassazione ha accolto in parte il ricorso di RFI (accogliendo i motivi 1, 3, 5, 6, 7, 8, 10 e 11 e assorbendo gli altri), ritenendo che: le regole di interpretazione previste per i contratti sono applicabili anche agli atti amministrativi a contenuto non normativo e la Corte d'appello ha dato un'interpretazione illogica del decreto del 30.12.1896, non avendo considerato elementi (pagamento di indennità, richiamo alla legge 25/6/1865 n.2359 e alle formalità di trascrizione/voltura) che potevano indicarne la natura espropriativa; la Corte d'appello non ha poi adeguatamente ricostruito la evoluzione catastale storica né valutato compiutamente le risultanze della CTU (in particolare la possibile corrispondenza dell'area con la particella 401) e ha omesso di esaminare il titolo relativo alla particella 402, con elementi di extrapetizione. Perciò la sentenza d'appello è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Catanzaro in diversa composizione, con indicazione di integrare/approfondire l'istruttoria (anche con nuova o integrata consulenza tecnica) e di valutare compiutamente tutti gli atti e le risultanze processuali; la Cassazione ha inoltre disposto che la Corte di merito si uniformi ai principi enunciati e provveda sulla liquidazione delle spese di cassazione.

Norme richiamate

  • art. 950 c.c.

    Norma che disciplina l'azione di regolamento dei confini, costituente il fondamento della domanda promossa da RFI.

  • artt. 1362, 1363, 1366, 1367, 1369 c.c.

    Regole di interpretazione contrattuale ritenute applicabili, con le cautele del caso, agli atti amministrativi a contenuto non normativo; la Corte afferma che tali canoni vanno considerati per accertare la volontà della P.A.

  • legge 25 giugno 1865, n. 2359 (art. 51 e riferimenti art.16 e art.52)

    "il decreto del prefetto che pronuncia la espropriazione"

    La Corte ha ritenuto che il decreto prefettizio del 1896 debba essere interpretato alla luce di questa normativa: i richiami a indennità, formalità di notificazione, trascrizione e volturazione e il rinvio all'art.51 sono indizi che possono indicare natura espropriativa del provvedimento.

  • art. 834 c.c.

    Richiamato per i requisiti dell'espropriazione (privazione di beni per pubblico interesse, previo pagamento di indennità): utile parametro per valutare se l'atto amministrativo abbia effetto ablativo.

  • art. 1189 c.c.

    Principio secondo cui il pagamento fatto in buona fede al titolare catastale apparente estingue l'obbligazione dell'espropriante nei suoi confronti e può lasciar spazio a rimedi tra privati (ripetizione dell'indebito) nei confronti del percettore.

  • art. 43, comma 2, legge n. 448/1998

    Norma invocata in relazione al valore probatorio dell'estratto del libro inventari di FS; la Corte ha ritenuto che l'annotazione inventariale non ha di per sé efficacia di trascrizione/voltura e il suo valore probatorio deve essere valutato nel contesto.

  • art. 112 c.p.c.

    Norma sul dispositivo della sentenza e sull'oggetto della decisione: la Corte ha censurato affermazioni che costituivano valutazioni su beni non richiesti (extrapetizione).

  • art. 360 c.p.c.

    Norma che individua i motivi di ricorso per cassazione: la decisione utilizza i vizî di motivazione, omesso esame di fatti decisivi e violazione di norme di interpretazione per cassare la sentenza d'appello.

  • art. 132 n.4 c.p.c., artt. 115-116 c.p.c.

    Richiamati in relazione alla censura di motivazione apparente e alla mancata valutazione critica di elementi istruttori; la Corte ha ritenuto che la motivazione di merito fosse in parte apparente e incompleta.

Massime di principio

  • Le regole di interpretazione previste dal codice civile per i contratti si applicano, con le necessarie cautele, anche agli atti amministrativi a contenuto non normativo: l'atto va letto nel suo insieme e alla luce del contesto (esegesi conservativa e lettura integrata di dispositivo e motivazione).
  • Un provvedimento amministrativo che evoca indennità, richieda formalità di notificazione/trascrizione/voltura e rinvii alla normativa espropriativa può avere natura ablativa anche se usa la dizione "occupazione permanente": va valutato nel complesso e non escluso per un'analisi meramente lessicale.
  • L'intestazione catastale ha valore indiziario e non decisivo per la prova della proprietà: è necessario ricostruire storicamente la corrispondenza fra vecchi e nuovi identificativi catastali quando il provvedimento da valutare risale a epoche in cui il sistema catastale è cambiato.
  • In controversie su confini o su titoli ablativi il giudice deve esaminare e motivare compiutamente tutte le emergenze della procedura espropriativa (decreti prefettizi, verbali, richieste di voltura, atti di voltura/trascrizione, libri inventari, contabilità) e, se gli elementi risultano insufficienti o contraddittori, integrare o rinnovare l'indagine peritale.
  • Il libro inventari o l'annotazione contabile dell'ente possono avere rilevanza probatoria ma non sostituiscono le formalità pubblicitarie (trascrizione/voltura); il loro valore va valutato nel complesso delle prove.
  • Il giudice deve evitare di decidere oltre o al di fuori delle domande (extrapetizione): ogni accertamento di proprietà deve riguardare i beni oggetto della domanda o degli aspetti implicitamente connessi.
  • Se il pagamento dell'indennità è stato fatto al titolare catastale apparente, il rapporto obbligatorio verso l'espropriante può estinguersi (art.1189 c.c.); il reale proprietario può avere rimedi esclusivamente verso il percettore.

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