Cassazione Civile, Sentenza n. 38811/2021 del 07/12/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
AXA aveva chiesto la restituzione di euro 95.550,00 corrisposti alla società agente a titolo di contributi/extraprovvigioni subordinati al raggiungimento di obiettivi commerciali prefissati. Dopo la comunicazione di rinuncia all'incarico da parte dei soci Turin e Zan, AXA dichiarò il recesso e chiese la compensazione e il recupero delle somme anticipate. Zan contestò la richiesta, denunciando violazioni dell'obbligo di buona fede, irregolarità procedurali (richiamo all'art. 2-bis dell'accordo collettivo) e sostenendo la non dovuta restituzione parziale dei contributi.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso di Zan, confermando le valutazioni di merito dei giudici di merito: l'agente non aveva conseguito gli obiettivi contrattuali che condizionavano l'acquisizione definitiva delle extraprovvigioni; la condotta di AXA non è stata ritenuta contraria alla buona fede né abusiva; le doglianze relative all'applicabilità e all'attivazione della procedura di cui all'art. 2-bis non sono state ritenute fondate e, in ogni caso, non erano state tempestivamente attivate. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio di cassazione quantificate in euro 5.800,00, oltre oneri, e la Corte ha dato atto dei presupposti per l'eventuale versamento di un ulteriore contributo unificato ai sensi del d.P.R. n.115/2002.
Norme richiamate
codice civile, art. 1175
Richiamato come principio generale di comportamento secondo buona fede; la Corte ha ritenuto che AXA non abbia violato tale obbligo nella gestione del rapporto e nell'esercizio del recesso.
codice civile, art. 1375
Richiamato in relazione agli obblighi di buona fede nell'esecuzione del contratto; la Corte ha escluso la violazione da parte della mandante.
codice civile, art. 1749
Articolo richiamato nella valutazione del rapporto di agenzia; la Corte ha ritenuto che l'inadempimento dell'agente rispetto agli obiettivi abbia legittimato il comportamento della mandante e che non sia emersa un'anomalia che configuri abuso del diritto.
codice civile, art. 1751
Norma sulle indennità spettanti all'agente alla cessazione del mandato; la Corte ha escluso la spettanza delle indennità a favore dell'agente in ragione del mancato raggiungimento degli obiettivi e delle condizioni contrattuali.
codice civile, art. 1453
Richiamato dal ricorrente in tema di risoluzione per inadempimento e conseguenze, ma la Corte ha ritenuto conforme al negozio contrattuale il diritto della mandante al recupero delle somme anticipate se gli obiettivi non sono realizzati.
Accordo Economico Collettivo (AEC) agenti di assicurazione, art. 2-bis
Previsione procedurale invocata dal ricorrente per contestare il recesso; la Corte ha ritenuto che la procedura non fosse stata attivata correttamente dall'agente e che, comunque, l'oggetto non fosse stato dedotto in primo grado, essendo in parte nuova questione in appello.
lettera di nomina, art. 4 (clausole contrattuali)
La Corte ha considerato legittime le facoltà previste nella lettera di nomina (es. possibilità per la mandante di operare nel territorio con altri agenti) e l'assegnazione di portafogli integrativi, senza che ciò costituisse violazione di buona fede.
codice di procedura civile, art. 360
Norma di riferimento per i motivi di ricorso per cassazione; i motivi proposti (violazione di norme e vizio di motivazione) sono stati esaminati e ritenuti infondati.
codice di procedura civile, art. 112
Richiamato dal ricorrente in tema di valutazione degli atti; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione di merito compiuta dalla Corte territoriale.
codice di procedura civile, art. 345
Invocato in relazione alla valutazione degli atti e delle prove; la Corte ha escluso vizio nella valutazione compiuta in appello.
codice di procedura civile, art. 378
Norma sulla memoria depositata in cassazione; la memoria è stata depositata ma non ha mutato l'esito della decisione.
d.P.R. n. 115/2002, art. 13
Norma sul contributo unificato: la Corte ha dato atto dell'esistenza dei presupposti per l'eventuale versamento da parte del ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- Se un pagamento di contributi o extraprovvigioni è espressamente subordinato al raggiungimento di obiettivi contrattuali, l'eventuale mancato raggiungimento legittima la richiesta di restituzione da parte della mandante salvo prova contraria dell'agente.
- L'esercizio del diritto di recesso da parte della mandante è lecito se fondato sulle previsioni contrattuali e non qualifica automaticamente come abuso se proporzionato rispetto all'inadempimento dell'agente.
- Le doglianze su procedure collettive (es. art. 2-bis AEC) devono essere tempestivamente sollevate e adeguatamente attivate nei termini e nelle forme previste, altrimenti possono essere considerate inammissibili o tardive.
- La mera circostanza che la compagine sociale dell'agente si riduca (es. dimissioni dei soci) può legittimare la revisione/recupero delle somme anticipate se il contratto condiziona il pagamento alla permanenza delle condizioni o alla pluralità di soggetti prevista.
- In sede di impugnazione, le valutazioni di merito adeguatamente motivate sui fatti (es. mancato raggiungimento degli obiettivi) sono difficilmente rivedibili in cassazione salvo vizi di diritto o manifesta contraddittorietà.
- Per difendere la posizione, l'agente deve documentare in modo puntuale sia l'adempimento parziale (per consentire eventuali compensazioni) sia eventuali violazioni di buona fede o comportamenti abusivi della mandante.
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