Ordinanza n. 2027/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sez. VIII, di reiezione del ricorso contro un ordine demolitorio avente a oggetto la riduzione in pristino dei nuovi interventi eseguiti su manufatti originari
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Gli appellanti hanno impugnato la sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso di primo grado e hanno chiesto, in via incidentale, la sospensione della sua efficacia. La controversia concerne un ordine demolitorio comunale, il cui contenuto è limitato alla riduzione in pristino relativamente ai nuovi interventi eseguiti sugli originari manufatti, senza imporne la demolizione integrale. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificamente indicati gli ulteriori motivi di illegittimità dedotti contro l'ordine demolitorio o contro la sentenza di primo grado.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare. Ha ritenuto insussistente il periculum in mora, poiché l'esecuzione dell'ordine demolitorio, considerato il suo contenuto limitato alla riduzione in pristino dei soli nuovi interventi e non alla demolizione integrale dei manufatti, non è idonea a determinare un danno grave e irreparabile; inoltre, l'esecuzione non risultava neppure in itinere. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
La domanda cautelare in appello è stata esaminata ai fini della sospensione dell'efficacia della sentenza di primo grado.
Massime di principio
- La sospensione cautelare dell'efficacia della sentenza di primo grado richiede la prospettiva di un danno grave e irreparabile derivante dall'esecuzione; tale requisito non sussiste quando l'atto demolitorio impone soltanto la riduzione in pristino dei nuovi interventi, senza comportare la demolizione integrale dei manufatti.
- La concreta valutazione del periculum in mora deve tener conto sia dell'effettivo contenuto della misura amministrativa impugnata sia dello stato della sua esecuzione; l'assenza di un'esecuzione in itinere può concorrere a escludere l'attualità del danno cautelare.
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