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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14654/2026 del 22/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Gioia Pavoncello impugnava l'ordinanza del 29 gennaio 2026 che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso avverso il sequestro di preziosi (valore circa €62.396) rinvenuti nella cassetta di sicurezza n.30, cointestata con il coniuge indagato. La ricorrente denunciava che il Tribunale del riesame aveva erroneamente ritenuto che la sua istanza riguardasse solo gli oggetti nella cassetta n.147 (tre orologi Bulgari) escludendo i beni della cassetta n.30, nonostante l'istanza originaria fosse generica e documenti e dichiarazioni dei parenti indicassero che tutti i gioielli erano riconducibili alla famiglia Pavoncello (lasciti/beni di famiglia). Il motivo denunciava violazione di legge (art. 324 e 627 c.p.p.) e vizio di motivazione e travisamento dei fatti.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Roma, ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p., ordinando che il Tribunale motivi specificamente in ordine alla richiesta di riesame riguardante i beni rinvenuti nella cassetta di sicurezza n.30. La Corte ha rilevato che l'istanza originaria, pur formulata in termini generici, doveva essere intesa come estesa a tutti i preziosi nella disponibilità della terza intestataria e che i precedenti provvedimenti avevano erroneamente limitato il riesame alla sola cassetta n.147.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 2

    art. 2 d. lgs. n. 74 del 2000

    Norma sul reato presupposto (illecito tributario) che giustifica il sequestro/prevenzione ai fini della confisca; richiamata per contestualizzare il procedimento penale e la misura reale disposta.

  • codice di procedura penale, art. 324

    art. 324 cod. proc. pen. (comma 5 citato)

    Articolo richiamato per l'invio del procedimento a nuovo giudizio: la Corte ha utilizzato il potere di annullamento e rinvio ex art. 324 c.p.p. per obbligare il Tribunale a motivare nuovamente e specificamente sulla richiesta di riesame relativa alla cassetta n.30.

  • codice di procedura penale, art. 627

    Richiamato nella censura del ricorrente in relazione alle norme sul sequestro e sui diritti dei terzi; la Corte ha valutato la corretta interpretazione della domanda di riesame e le garanzie procedurali spettanti alla terza intestataria.

Massime di principio

  • Quando un'istanza di riesame è formulata in termini generici come riferita a "tutti i beni" sottoposti a sequestro, il giudice del riesame deve valutare l'intera portata della domanda e non limitarsi a considerare solo parte dei beni senza adeguata motivazione.
  • Se il giudice precedente interpreta in modo restrittivo l'oggetto del ricorso (travisan- do la portata della domanda), ciò configura vizio di motivazione/travisamento idoneo all'annullamento e al rinvio per nuovo esame.
  • In caso di beni custoditi in cassette di sicurezza cointestate o appartenenti a terzi (es. figli, lasciti ereditari), il tribunale deve esaminare con attenzione le dichiarazioni e le prove sulla titolarità e sulla riconducibilità dei beni alla terza intestataria prima di confermare il sequestro.
  • La Corte di legittimità può annullare con rinvio ai sensi dell'art. 324 c.p.p. quando il provvedimento impugnato non abbia adeguatamente motivato sulla portata dell'istanza di riesame o abbia omesso di valutare elementi decisivi.
  • La procedura impone che il riesame dei sequestri reali sia sostanziale: il giudice non può limitarsi a formalismi procedurali se dalla documentazione emerge che la richiesta di restituzione riguarda anche beni non espressamente elencati in motivi successivi.

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