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Ordinanza

Ordinanza n. 7100/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento del decreto n. 5042/2025 - notificato il 10.9.2025 - di diniego del visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato adottato dall'Ambasciata d’Italia ia Nuova Delhi.

Giustizia amministrativa202603020

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato adottato dall’Ambasciata d’Italia a New Delhi

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto di ingresso per lavoro subordinato. Dopo il passaggio in decisione, il Collegio ha rilevato d’ufficio, ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a., seri dubbi sull’ammissibilità del ricorso, poiché esso non risulta notificato al Ministero dell’Interno, presso il quale è incardinato lo Sportello Unico per l’Immigrazione di Napoli. Tale organo aveva disposto la revoca del nulla osta nominativo al lavoro, provvedimento ritenuto connesso per accessorietà al diniego del visto. Il Collegio ha inoltre prospettato un possibile difetto di competenza territoriale del TAR Lazio, ritenendo che, in applicazione del principio del simultaneus processus, la competenza del TAR Campania, competente sul provvedimento di revoca del nulla osta adottato dallo Sportello Unico Immigrazione di Napoli, possa attrarre anche l’impugnazione del diniego del visto, inserito nella medesima procedura sostanzialmente unitaria finalizzata al rilascio del titolo di soggiorno.

La decisione

Il TAR non ha definito il ricorso nel merito né ha ancora dichiarato l’inammissibilità o il difetto di competenza. Ha sottoposto alle parti, in contraddittorio, le questioni relative alla mancata notifica del ricorso al Ministero dell’Interno e alla possibile competenza territoriale del TAR Campania, assegnando 30 giorni dalla notificazione o comunicazione dell’ordinanza per il deposito di memorie. La causa è stata rinviata alla camera di consiglio del 23 giugno 2026. È stato inoltre disposto l’oscuramento delle generalità del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Il Collegio ha utilizzato la disposizione per sottoporre alle parti, dopo il passaggio in decisione, le questioni rilevate d’ufficio relative all’ammissibilità del ricorso e alla competenza territoriale.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità del ricorrente mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo rileva d’ufficio, dopo il passaggio della causa in decisione, una questione potenzialmente decisiva relativa all’ammissibilità del ricorso, deve sottoporla al contraddittorio delle parti assegnando un termine per il deposito di memorie, prima di definire il giudizio.
  • Quando il diniego del visto di ingresso è funzionalmente connesso alla revoca del nulla osta al lavoro adottata dallo Sportello Unico per l’Immigrazione, la mancata notificazione del ricorso all’amministrazione competente in materia di nulla osta può porre una questione di ammissibilità per omessa evocazione in giudizio del soggetto istituzionale interessato.
  • Se il diniego del visto e la revoca del nulla osta al lavoro costituiscono segmenti di una procedura sostanzialmente unitaria, la competenza territoriale del giudice competente sul provvedimento di revoca del nulla osta può attrarre, in applicazione del principio del simultaneus processus, anche l’impugnazione del diniego del visto.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoCompetenzaLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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