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Sentenza

Sentenza n. 16216/2026 - Roma, Sezione 5B

per l’annullamento - della determinazione dirigenziale numero repertorio CA/2398/2023 del 26/06/2023, comunicata a mezzo PEC in data 27/06/2023 con prot. CA/125683/2023 del 26/06/2023, QA/2019/0015455 avente ad oggetto: “Cessazione dell’attività di somministrazione abusivamente esercitata da Emporio della Torre Srl nel locale sito in -OMISSIS-”; - nonché, laddove necessario: della determinazione dirigenziale numero repertorio CA/3693/2022 del 12/12/2022 comunicata a mezzo PEC in data 14/12/2022 con prot. CA/204705/2022 del 12/12/2022 avente ad oggetto: “Decadenza del titolo abilitativo per l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande a nome della La Torre Argentina Srl, - locale sito in -OMISSIS-” quale atto presupposto. - di ogni altro atto antecedente, presupposto, conseguente, comunque connesso, ivi inclusi quelli propri del procedimento.

Giustizia amministrativa202310287

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazione di Roma Capitale del 26 giugno 2023 che ha disposto la cessazione dell’attività di somministrazione esercitata dalla ricorrente, nonché determinazione del 12 dicembre 2022 di decadenza del titolo abilitativo intestato alla precedente società esercente

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato la cessazione dell’attività e, in via presupposta, la decadenza del titolo abilitativo intestato alla precedente esercente. Ha dedotto eccesso di potere per travisamento dei presupposti, difetto di istruttoria e di motivazione, violazione dei principi di proporzionalità e tassatività e mancato bilanciamento degli interessi. Ha sostenuto che la cessazione conseguiva a un provvedimento decadenziale non comunicato al soggetto effettivamente interessato, che la ricorrente era succeduta in buona fede alla precedente società e che la decadenza non teneva conto dell’attualità dell’interesse pubblico né degli interessi privati coinvolti. Roma Capitale ha eccepito l’improcedibilità per tardiva impugnazione della decadenza del 2022 e ha contestato nel merito le censure.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso nel merito, prescindendo dall’eccezione in rito. Ha rilevato che la decadenza del 12 dicembre 2022 era stata notificata il 14 dicembre 2022 alla società titolare del titolo, unico soggetto legittimato a riceverla e impugnarla, e che non era stata impugnata da tale società. Ha escluso che quel provvedimento fosse un atto presupposto della determinazione del 2023: i due provvedimenti riguardavano procedimenti distinti e destinatari diversi. La cessazione dell’attività della ricorrente era legittima perché la SCIA di subingresso era inefficace, essendo venuto meno il titolo in cui si pretendeva di subentrare; ne conseguiva il divieto di prosecuzione dell’attività dal quindicesimo giorno dalla notifica della decadenza. La buona fede e la successione derivante da affitto e successiva vendita non modificavano tale conclusione: la successione non era stata comunicata a Roma Capitale e rilevava nei soli rapporti privatistici tra cedente e cessionaria, senza attribuire un diritto al subentro opponibile all’amministrazione. Spese compensate.

Massime di principio

  • La decadenza di un titolo abilitativo notificata al soggetto che ne è titolare produce effetti nei confronti di tale soggetto; la successiva cessione o successione nei rapporti privatistici non attribuisce automaticamente al cessionario il diritto di subentrare nel titolo nei confronti dell’amministrazione.
  • Se il titolo abilitativo oggetto di una SCIA di subingresso è decaduto, la SCIA è inefficace e l’amministrazione può vietare la prosecuzione dell’attività.
  • La successione nel rapporto tra privati, se non comunicata all’amministrazione, non è di per sé opponibile a quest’ultima e non fonda un diritto al subentro nel titolo abilitativo.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneSCIA e liberalizzazioni
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiEccesso di potereLegittimo affidamento

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