Sentenza del 08/10/2019 n. 25053 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava la restituzione del sovrapprezzo sullo zucchero importato, ritenuto incompatibile con il divieto comunitario di discriminazione fiscale. Le società avevano chiesto il rimborso della quota destinata agli aiuti ai produttori nazionali. La questione decisiva era se l'onere del sovrapprezzo fosse stato trasferito sui consumatori: in tal caso, il rimborso avrebbe potuto determinare un ingiusto arricchimento delle società. La ricorrente ha contestato la decisione della Corte d'appello sostenendo, tra l'altro, violazione del giudicato, erronea applicazione delle norme sulla prova e del principio di diritto enunciato nel precedente giudizio di rinvio, nonché violazione del diritto di difesa e del contraddittorio.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile perché cumulava indistintamente censure diverse senza consentirne la separata individuazione; inoltre, la valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito era coerente e non poteva essere rivalutata in sede di legittimità. Il secondo e il terzo motivo sono stati ritenuti in parte inammissibili e in parte infondati. La Corte d'appello aveva autonomamente escluso, per insufficienza delle presunzioni e degli elementi oggettivi, la prova della traslazione del tributo sui consumatori. L. S.r.l. è stata condannata a pagare le spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 16.000,00 per compensi professionali a favore di ciascuna delle due società, oltre accessori e rimborso forfetario del 15%, nonché l'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
Art. 95, comma 1, Trattato CE
Divieto di discriminazione fiscale tra prodotti nazionali e prodotti importati
Il sovrapprezzo applicato allo zucchero importato, nella parte destinata a finanziare gli aiuti ai produttori nazionali, è stato considerato incompatibile con la normativa comunitaria.
Art. 2033 c.c.
Ripetizione dell'indebito
Chi ha pagato somme in base a una normativa illegittima può chiederne la restituzione entro il termine ordinario di prescrizione decennale, limitatamente alla parte effettivamente indebita e salvo che l'onere sia stato trasferito su altri soggetti.
Art. 29, comma 2, legge n. 428/1990
La restituzione non è dovuta se il relativo onere è stato trasferito su altri soggetti
La norma introduce, con efficacia retroattiva secondo il principio richiamato dalla Corte, la condizione dell'assenza di traslazione dell'onere fiscale quale requisito per ottenere il rimborso.
Art. 2729 c.c.
La traslazione del tributo può essere provata anche mediante presunzioni, ma queste devono essere gravi, precise e concordanti, fondate su elementi concreti riferiti alle operazioni imponibili, all'impresa e al mercato, non su criteri astratti o generiche regole di esperienza.
Art. 384 c.p.c.
Il giudice del rinvio deve attenersi al principio di diritto enunciato dalla Cassazione e svolgere gli accertamenti indicati nella sentenza di annullamento.
Art. 2909 c.c.
Autorità della cosa giudicata
La ricorrente non ha dimostrato la formazione di un giudicato interno sulla percentuale rimborsabile, poiché tale questione era stata oggetto dei precedenti ricorsi per cassazione.
Art. 101, comma 2, c.p.c. e art. 24 Cost.
L'individuazione delle norme applicabili, anche in presenza di ius superveniens, non richiede necessariamente una preventiva instaurazione del contraddittorio quando non modifica i fatti controversi né introduce nuovi sviluppi della lite.
Art. 13, commi 1-bis e 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
In caso di rigetto del ricorso, il ricorrente è tenuto al versamento di un ulteriore importo pari al contributo unificato dovuto per il ricorso principale.
Massime di principio
- Chi chiede il rimborso di un tributo dichiarato illegittimo deve dimostrare non solo l'avvenuto pagamento, ma anche che l'onere economico non sia stato trasferito su clienti o consumatori.
- La traslazione può essere provata per presunzioni, ma occorrono elementi concreti e specifici relativi alla struttura dei costi, ai prezzi praticati, ai margini, alla contabilità e alle condizioni del mercato; non bastano la durata dell'imposta o la semplice convenienza economica astratta.
- Il giudice di merito ha ampia autonomia nella valutazione delle prove. In Cassazione non è normalmente possibile sostituire la propria ricostruzione dei fatti a quella del giudice di merito, salvo violazioni di legge o motivazione realmente omessa o apparente.
- Un motivo di ricorso per cassazione deve indicare con chiarezza la specifica censura proposta. La cumulativa denuncia di violazione di legge, errori processuali e vizi motivazionali, senza distinzione, può comportare l'inammissibilità.
- Se la sentenza impugnata contiene una motivazione autonoma e sufficiente a sostenere la decisione, il motivo che non la censura specificamente è privo di decisività e può essere dichiarato inammissibile.
- In controversie sul rimborso di prelievi illegittimi, il rimborso non deve produrre un arricchimento ingiustificato dell'impresa che abbia già recuperato il costo tramite i prezzi di vendita.
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