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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42640/2024 del 21/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dall'imputato contro la sentenza della Corte d'Appello di Milano che lo aveva condannato per bancarotta fraudolenta distrattiva. Due principali censure: (1) in via sostanziale si contestava la qualificazione della condotta come distrazione di azienda, deducendo la mancanza di un complesso aziendale trasferibile (art. 2555 c.c. e norme fallimentari) e la nullità del dolo, atteso che dopo la vendita all'asta nel 2010 la società non disponeva più di beni strumentali; (2) si censurava il diniego della sospensione condizionale della pena per la presunta ostatività del precedente penale (decreto penale con pena pecuniaria sospesa), invocando la corretta applicazione degli artt. 163 e 164 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato gran parte del ricorso ritenendo inammissibile il primo motivo perché si limitava a contestazioni di merito non confrontate con la motivazione della sentenza impugnata e ha confermato la fattispecie di bancarotta fraudolenta distrattiva e la ricostruzione motivazionale dei giudici di merito. Ha però accolto il secondo motivo: ha ritenuto che la pena pecuniaria sospesa inflitta con decreto penale non debba automaticamente precludere la sospensione condizionale della pena nella seconda condanna ai fini del computo della soglia di cui all'art. 163 c.p.; ne consegue che la sentenza impugnata è annullata limitatamente alla mancata concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena e la causa è rimessa alla Corte d'Appello di Milano per nuovo esame su tale punto. Nel resto il ricorso è respinto. Confermata la condanna a 2 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta distrattiva; declaratoria di prescrizione per il reato di bancarotta documentale.

Norme richiamate

  • art. 2555 cod. civ.

    Definizione di 'azienda' e criterio relativo al complesso di beni organizzati per l'esercizio dell'impresa; la Corte di merito ha ritenuto che, pur in assenza di formale cessione, si fosse realizzata una 'sostanziale' cessione di ramo d'azienda idonea a integrare gli indici di distrazione

  • art. 216 comma 1 n. 2 legge fallimentare (rif. artt. 222 e segg.)

    Norme richiamate nella contestazione di bancarotta: il ricorrente ha invocato la non applicabilità per assenza di bene azienda distraibile; la Corte ha invece valorizzato la nozione di condotte distrattive anche quando non formali ma 'sostanziali', valutando il danno ai creditori

  • art. 163 cod. pen.

    "In caso di sentenza di condanna a pena pecuniaria congiunta a pena detentiva non superiore a due anni... il giudice può ordinare che l'esecuzione della pena detentiva rimanga sospesa"

    Rileva per il computo dei limiti per la sospensione condizionale; la Corte ha interpretato che la pena pecuniaria sospesa inflitta con precedente decreto non debba automaticamente impedire una nuova concessione della sospensione purché, rimodulando le pene, si mantenga il limite detentivo di due anni

  • art. 164 cod. pen.

    "La sospensione condizionale della pena non può essere concessa più di una volta... il giudice nell'infliggere una nuova condanna, può disporre la sospensione condizionale qualora la pena da infliggere, cumulata con quella irrogata con la precedente condanna... non superi i limiti stabiliti dall'articolo 163"

    Norma chiave per la valutazione della ripetizione del beneficio: la Corte ha ritenuto che l'art. 164 va coordinato con l'art. 163 in modo da permettere, ove necessario, la revoca della sospensione della pena pecuniaria precedente e la concessione della sospensione della pena detentiva attuale entro i limiti di legge

  • art. 135 cod. pen.

    Regola il ragguaglio delle pene pecuniarie a pena detentiva per il computo dei limiti; la questione giurisprudenziale ha riguardato se il ragguaglio della multa sospesa debba essere computato per escludere la seconda sospensione condizionale

  • art. 606 c.p.p.

    Richiamato indirettamente in ordine ai motivi di ricorso e ai limiti del sindacato di legittimità rispetto alle valutazioni di merito: censura che si risolve in riesame del merito è inammissibile

Massime di principio

  • Le impugnazioni che mirano a rimettere in discussione valutazioni probatorie e ricostruzioni fattuali consolidate dai giudici di merito sono normalmente inammissibili in Cassazione: occorre un confronto diretto e motivato con le conclusioni della sentenza impugnata
  • Nelle fattispecie di bancarotta fraudolenta la nozione di 'distrazione' può emergere anche da comportamenti non formalmente qualificabili come cessione di azienda, purché risultino indici di svuotamento della società e di trasferimento degli aspetti positivi dell'attività a favore di altra impresa riconducibile all'agente
  • Per la concessione della sospensione condizionale della pena in presenza di precedenti con pena pecuniaria sospesa, la giurisprudenza più recente ammette che il giudice possa ricalcolare il trattamento sanzionatorio (anche revocando la sospensione pecuniaria precedente) per non eccedere il limite detentivo di due anni previsto dall'art. 163 c.p.; pertanto la presenza di una multa sospesa non è automaticamente ostativa
  • Quando si contesta la mancata concessione di benefici (es. sospensione condizionale) è strategico dedicare argomentazione giuridica precisa (con riferimento a art. 163 e 164 c.p. e alla giurisprudenza di legittimità) più che generiche affermazioni sul profilo di fatto
  • In casi simili, il difensore dovrebbe sollevare in modo strutturato la questione della natura del precedente (se pecuniario e sospeso) e richiedere esplicitamente la valutazione della possibilità di revoca della sospensione pecuniaria precedente per permettere la concessione della sospensione della pena detentiva

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