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Regolamento

R.R. Puglia 26/2012

Regolamento regionale per la ricollocazione e per la mobilità del personale appartenente all’area dirigenziale sanitaria, professionale, tecnica ed amministrativa (S.P.T.A.) a seguito di processi di ristrutturazione

Normativa regionaleR.R. Puglia 26/2012

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Regolamento della Regione Puglia che disciplina, nei processi di ristrutturazione del Servizio sanitario regionale, la ricollocazione interna, la mobilità esterna e, solo in ultima istanza, la collocazione in disponibilità dei dirigenti S.P.T.A. Le aziende devono ricognire posti, eccedenze e vacanze entro 60 giorni dall’approvazione delle dotazioni organiche.

Ricollocazione e mobilità del personale dirigenziale S.P.T.A. del SSR pugliese in caso di ristrutturazione

Ricollocazione e mobilità della dirigenza S.P.T.A. nel SSR pugliese

Il regolamento disciplina, per la Regione Puglia, le procedure da seguire quando i processi di ristrutturazione delle aziende sanitarie, ospedaliero-universitarie e degli IRCCS pubblici determinano eccedenze di personale dirigente sanitario, professionale, tecnico e amministrativo (S.P.T.A.). L’obiettivo è rendere uniforme, trasparente e imparziale la ricollocazione, privilegiando il reimpiego del personale prima di ricorrere a mobilità esterna o alla collocazione in disponibilità.

Ambito di applicazione e finalità

La disciplina si applica ai dirigenti S.P.T.A. delle aziende sanitarie, delle aziende ospedaliero-universitarie e degli IRCCS pubblici della Puglia, a seguito di provvedimenti regionali collegati a ristrutturazioni, riordini e riconversioni della rete sanitaria. Il regolamento opera nel quadro della normativa statale sul pubblico impiego e della contrattazione collettiva del comparto dirigenziale.

Quadro normativo di riferimento

Il testo richiama come fonti principali la normativa sulla mobilità e sull’eccedenza di personale nel pubblico impiego, nonché le disposizioni contrattuali della dirigenza S.P.T.A. In particolare, vengono richiamati:

  • l’art. 3, comma 5, lett. g), del d.lgs. 502/1992;
  • gli artt. 30, 33, 34 e 34-bis del d.lgs. 165/2001;
  • varie disposizioni dei CCNL di area dirigenziale e dell’Accordo integrativo del 10 febbraio 2004.

Adempimenti delle aziende sanitarie

Ciascuna azienda, previa intesa con le organizzazioni sindacali in sede di contrattazione integrativa aziendale, deve adottare una deliberazione ricognitiva sulla base della dotazione organica approvata. Tale atto deve individuare:

  • le strutture operative confermate, dismesse, riconvertite o di nuova istituzione;
  • per ciascuna struttura, la dotazione organica e il numero dei posti coperti, vacanti, eccedenti o di nuova istituzione;
  • i posti che si renderanno vacanti entro 18 mesi dalla data della ricognizione;
  • i posti disponibili per la realizzazione dei servizi territoriali.

I posti eccedenti o vacanti indicati nella ricognizione sono, in prima applicazione, destinati prioritariamente alla ricollocazione del personale della medesima azienda e solo successivamente alla mobilità esterna. Le strutture e le discipline della dirigenza sanitaria devono essere indicate secondo le denominazioni previste dalle tabelle ministeriali e dalla normativa regionale richiamata.

Termini e trasmissione degli atti aziendali

Le deliberazioni ricognitive devono essere adottate entro 60 giorni dall’approvazione delle dotazioni organiche. Devono poi essere trasmesse al Servizio regionale competente per la programmazione dell’assistenza ospedaliera e specialistica, per la verifica della corretta applicazione del regolamento e per il coordinamento delle operazioni, oltre che alle organizzazioni sindacali aziendali e territoriali firmatarie del contratto collettivo.

Criteri operativi per la ricollocazione

Per le strutture depotenziate, l’azienda deve valutare i curricula dei dirigenti già assegnati alla struttura, secondo i criteri del regolamento, per individuare i soggetti dichiarabili in esubero. L’impostazione generale è quella del tentativo prioritario di evitare la dichiarazione di eccedenza, collocando il personale in altre posizioni compatibili prima di attivare le successive fasi della procedura.

Ordine delle procedure di gestione delle eccedenze

Le operazioni devono essere svolte in ordine tassativo:

  • ricollocazione interna all’azienda;
  • mobilità esterna verso altre aziende sanitarie o IRCCS pubblici;
  • collocazione in disponibilità.

Per la dirigenza sanitaria, gli esuberi devono essere ricollocati anche in discipline equipollenti o affini, secondo le regole del regolamento. La collocazione in disponibilità è concepita come extrema ratio, possibile solo dopo l’esperimento delle procedure di ricollocazione interna e mobilità esterna, nonché delle eventuali procedure di risoluzione consensuale richiamate dal testo.

Tutela dei dirigenti sindacali

Per i dirigenti sindacali indicati nell’art. 10 del CCNQ del 7 agosto 1998, la mobilità conseguente al conferimento del nuovo incarico richiede l’accettazione espressa del dirigente e il previo nulla osta dell’organizzazione sindacale di appartenenza.

Attualità della disciplina

Il regolamento risulta formalmente vigente e non è indicato come abrogato nel testo fornito. Tuttavia, disciplina una procedura connessa a processi di ristrutturazione e gestione di eccedenze del personale sanitario regionale, quindi applicabile solo in presenza di tali processi e degli atti presupposti delle aziende sanitarie.

Testo integrale

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