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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 1270/2023 del 17/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Campobasso che aveva accertato l'appartenenza al demanio marittimo delle particelle nn. 519, 1319, 1323, 1329, 1334 e 575 del fg. 31 del Comune di Termoli e aveva condannato gli eredi al pagamento di indennità da occupazione e al rilascio dei terreni; i ricorrenti censuravano la carenza di prova della demanialità per alcune particelle, la mancata prova della durata dell'occupazione (in particolare dopo il presunto rilascio del 27/06/2007), l'erronea quantificazione dell'indennità e vizi di motivazione e di onere della prova

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo e ha cassato la sentenza di appello (con rinvio alla Corte d'appello di Campobasso, in diversa composizione). La Corte ha ritenuto che la Corte d'appello non abbia applicato il comma 2‑bis dell'art. 6 del d.l. 29 marzo 2004 n. 80 (come modificato), che delimita retroattivamente la fascia demaniale marittima secondo le risultanze catastali alla data di entrata in vigore della legge di conversione; ha enunciato il principio per cui quella disposizione ha efficacia costitutiva e determina la cessazione della demanialità con efficacia retroattiva, e ha precisato che la delega di attuazione all'Agenzia del Demanio riguarda un procedimento amministrativo di delimitazione/accertamento senza potere discrezionale di riformare la situazione giuridica preesistente. Gli altri motivi sono stati dichiarati assorbiti. La causa è rinviata per rinnovato esame conforme ai principi enunciati

Norme richiamate

  • art. 6 comma 2‑bis d.l. 29 marzo 2004, n. 80 (convertito, legge n. 140/2004) e successive modifiche

    «[l]a fascia demaniale marittima compresa nel territorio del comune di Campomarino (Campobasso) è delimitata, con effetti retroattivi, secondo la linea di demarcazione definita sulla base delle risultanze catastali alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. L'attuazione in via amministrativa della ridefinizione della predetta linea di demarcazione è delegata d'Agenzia del demanio, d'intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti»

    La Corte ha interpretato la norma come un provvedimento di carattere costitutivo che determina la cessazione della demanialità marittima con efficacia retroattiva, facendo del rilievo delle risultanze catastali alla data della legge il criterio decisivo di delimitazione

  • art. 32 Codice della navigazione

    Richiamato per spiegare che l'attuazione amministrativa della ridefinizione costituisce un procedimento di delimitazione/accertamento dei confini demaniali e non conferisce poteri discrezionali di ristrutturazione della situazione giuridica

  • sentenza Corte Costituzionale n. 370/2008

    Richiamata come precedente che attribuisce efficacia di cessazione della demanialità alla disciplina che ridefinisce la linea di demarcazione basata sulle risultanze catastali

  • art. 8 decreto‑legge n. 400/1993 (convertito, legge n. 494/1993) e art. 1 comma 257 legge n. 296/2006

    Norme richiamate nel giudizio sulla quantificazione dell'indennità: il parametro previsto è stato utilizzato dal giudice di merito per determinare l'indennità, con la Corte d'appello che ha fatto riferimento anche alla riformulazione/intrepretazione autentica introdotta dalla legge 296/2006 secondo cui per opere inamovibili abusive si applica il valore di mercato

  • art. 1226 c.c.

    Riferimento alle regole del giudizio equitativo per la quantificazione del pregiudizio, oggetto di contestazione dai ricorrenti

  • art. 2697 c.c.

    Norma richiamata in relazione all'onere della prova: è il soggetto che afferma un fatto che deve provarlo (nel caso, l'amministrazione è tenuta a provare la durata dell'occupazione contestata)

  • art. 132 c.p.c. e art. 112 c.p.c.

    Richiamate in relazione ai vizi di motivazione e ultra petita denunciati nei motivi di impugnazione; la Corte ha valutato i profili di motivazione della sentenza impugnata

  • R.d.l. 13 aprile 1939, n. 652 (norme catastali storiche)

    Richiamato per stabilire il parametro temporale e materiale cui riferirsi per la valutazione delle risultanze catastali cui la norma retroagisce

Massime di principio

  • Quando una legge statale ridetermina la linea di demarcazione della fascia demaniale marittima basandosi sulle risultanze catastali alla data della sua entrata in vigore, tale ridefinizione ha efficacia costitutiva e retroattiva e deve essere applicata dal giudice nel determinare la demanialità dei terreni.
  • La fase di attuazione amministrativa affidata all'Agenzia del Demanio costituisce un procedimento di delimitazione/accertamento (ex art. 32 c.n.) e non può essere considerata fonte di discrezionalità che modifichi lo status giuridico definito dalla legge.
  • In giudizi per indennità da occupazione demaniale l'amministrazione attrice deve provare sia la demanialità secondo i criteri normativi vigenti sia la persistenza e la durata dell'occupazione; eventuali atti di rilascio datati possono limitare il periodo di responsabilità.
  • Se la normativa di riferimento fissa parametri specifici per la quantificazione dell'indennità (es. art. 8 d.l. 400/1993 e successive modifiche), il giudice può applicare tali parametri anche con riferimento a periodi anteriori quando la legge abbia efficacia retroattiva o sia stata interpretata in senso autentico.
  • In contenziosi su più particelle occorre verificare singolarmente la corrispondenza catastale e le risultanze probatorie per ciascuna particella: l'accertamento di demanialità non è automaticamente estendibile a lotti contigui senza prova specifica.
  • Se il giudice di merito non applica norme di carattere costitutivo che incidono sulla stessa questione (es. sdemanializzazione per legge), la cassazione può disporre la rinnovazione del giudizio per consentire il nuovo esame conforme al principio normativo.

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