L.R. Liguria 1/2012
Norme per sostenere lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese liguri
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge definisce le MPMI, le imprese giovanili e femminili e detta principi e strumenti per favorirne competitività, semplificazione amministrativa, accesso al credito, aggregazioni, informazione, appalti e qualificazione. Prevede anche riserve minime delle risorse di incentivi regionali e alcune modifiche puntuali ad altre leggi regionali liguri.
Sostegno allo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese liguri
Sostegno allo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese liguri
La legge regionale Liguria n. 1 del 2012 costruisce un quadro di principi e strumenti a favore delle micro, piccole e medie imprese (MPMI), con l’obiettivo di rafforzarne competitività, innovazione, accesso al credito e capacità di operare sui mercati, anche esteri. La disciplina si applica nel territorio della Regione Liguria ed è impostata secondo la logica dello “Small Business Act” europeo.
Finalità e principi generali
La Regione riconosce alle MPMI un ruolo centrale per la crescita economica e produttiva del territorio. La politica regionale di marketing territoriale deve valorizzarne le potenzialità di crescita e innovazione, anche per cogliere le opportunità della globalizzazione e delle politiche ambientali.
La legge mira in particolare a:
- sostenere la qualificazione e lo sviluppo delle MPMI liguri;
- rafforzarne la competitività sui mercati, compresi quelli esteri;
- creare un contesto normativo ed economico favorevole all’imprenditorialità;
- applicare il principio del “pensare anzitutto al piccolo”.
Definizione dei soggetti destinatari
La legge recepisce la definizione comunitaria di MPMI e distingue le imprese in base a occupati, fatturato e totale di bilancio:
- microimprese: meno di 10 occupati e fatturato annuo oppure totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro;
- piccole imprese: meno di 50 occupati e fatturato annuo oppure totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro;
- medie imprese: meno di 250 occupati e fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.
Sono inoltre definite:
- imprese giovanili: imprese individuali con titolare non oltre i 35 anni; società con rappresentanti legali e almeno il 50% dei soci, detentori del 51% del capitale, non oltre i 35 anni; cooperative con maggioranza di soci cooperatori, anche lavoratori, non oltre i 35 anni;
- imprese femminili: imprese individuali con titolare donna; società con rappresentanti legali e almeno il 50% dei soci, detentori del 51% del capitale, donne; cooperative con maggioranza di soci cooperatori, anche lavoratori, donne.
Linee di intervento regionale a favore delle MPMI
La Regione promuove un insieme ampio di azioni per sostenere il sistema produttivo locale, tra cui:
- semplificazione del contesto legislativo e amministrativo e riduzione degli oneri burocratici;
- miglioramento dell’informazione pubblica verso le imprese e dei rapporti tra PA e imprese;
- agevolazione dell’accesso delle MPMI agli appalti pubblici;
- misure di sostegno e incentivazione, in particolare per credito, finanza strutturata, ricerca, innovazione, internazionalizzazione e capitalizzazione;
- collaborazione e aggregazione tra imprese;
- formazione e sviluppo delle competenze, con attenzione a giovani, donne e immigrati, anche per favorire trasferimenti d’impresa;
- diffusione della responsabilità sociale d’impresa e di modelli di sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale e sociale.
Semplificazione amministrativa e concertazione
La Regione si impegna a ridurre tempi e oneri amministrativi e a rendere omogenei sul territorio i procedimenti relativi alle imprese. Nella produzione normativa deve attenersi a chiarezza, snellezza, adeguatezza, proporzionalità e gradualità degli obblighi burocratici, considerando dimensione aziendale, numero di addetti e settore di attività.
È prevista una valutazione preventiva dell’impatto economico delle iniziative legislative sulle imprese secondo i criteri della normativa regionale sulla qualità della regolazione.
La concertazione con il mondo imprenditoriale si fonda sul confronto con le associazioni di categoria rappresentate nelle quattro Camere di Commercio liguri e nel CNEL o, se istituito, nel Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro, oltre che con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Rapporti tra pubblica amministrazione e imprese
La Regione favorisce l’uso delle tecnologie nei rapporti con le imprese e l’interoperabilità tra le banche dati pubbliche.
È vietato alla PA chiedere alle imprese documenti o certificazioni già in possesso della stessa o di altra amministrazione. La Regione deve promuovere l’acquisizione d’ufficio, anche telematica, della documentazione, con particolare riferimento a:
- documenti del Registro delle imprese;
- Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).
La Regione coordina anche gli enti strumentali, dipendenti e gli enti del settore regionale allargato per garantire certezza e trasparenza nei tempi di pagamento verso i fornitori, nel rispetto del termine di 30 giorni secondo la normativa statale e comunitaria.
Informazione, trasparenza e appalti pubblici
La Regione deve diffondere in modo capillare le informazioni su:
- requisiti per l’esercizio delle varie attività d’impresa;
- incentivi pubblici;
- accesso al finanziamento e ai mercati del capitale di rischio.
Per agevolare la partecipazione delle MPMI agli appalti, la Regione promuove la diffusione delle informazioni relative alle gare di importo inferiore alla soglia comunitaria.
Nelle grandi opere e nelle infrastrutture, nonché nelle opere integrative o compensative, la Regione deve favorire il coinvolgimento delle imprese dei territori interessati, con particolare attenzione alle MPMI, anche aggregate. Deve inoltre favorire la suddivisione degli appalti in lotti o lavorazioni e indicare la possibilità del subappalto, se conveniente per l’economicità dei lavori, restando fermi:
- i minimi salariali;
- le norme di sicurezza sul lavoro;
- le disposizioni di contrasto alla criminalità mafiosa.
La Regione e gli enti del settore regionale allargato non possono richiedere requisiti finanziari o qualifiche sproporzionati rispetto al valore della gara, né requisiti che limitino la concorrenza. Le MPMI possono presentare autocertificazioni per attestare i requisiti di idoneità nelle gare di lavori, servizi e forniture.
Strumenti di incentivazione e riparto delle risorse
La Regione favorisce l’accesso al credito delle MPMI, soprattutto nella fase iniziale di crescita, tramite:
- rafforzamento del sistema delle garanzie;
- valorizzazione dei Confidi;
- accordi con istituti di credito.
Promuove inoltre:
- interventi di finanza strutturata per creazione d’impresa e investimenti;
- accordi e protocolli con ABI e BEI per piattaforme finanziarie dedicate alle MPMI, incluse quelle giovanili e femminili.
Nel sistema degli incentivi regionali alle imprese è prevista una riserva minima del 60% delle risorse per MPMI e reti di imprese, di cui almeno il 30% destinato a micro e piccole imprese.
La Regione valorizza anche le associazioni rappresentative delle MPMI e i loro organismi operativi per agevolare l’accesso agli incentivi pubblici, ai finanziamenti e ai collegamenti con la ricerca.
Aggregazioni d’impresa
La legge favorisce forme di collaborazione tra imprese in tutti i settori economici, anche per integrare le MPMI con il sistema delle grandi imprese. In particolare promuove:
- distretti industriali, tecnologici e meta distretti;
- distretti del terziario;
- filiere produttive;
- reti di imprese;
- contratto di rete.
Le definizioni richiamano la normativa regionale e statale di riferimento, con l’obiettivo di sostenere aggregazioni funzionali, territoriali e produttive.
Qualificazione delle imprese, continuità aziendale e cultura d’impresa
La Regione favorisce l’integrazione delle MPMI nella comunità della ricerca e intensifica i rapporti con università e centri di ricerca. In raccordo con le associazioni di categoria, definisce azioni di sensibilizzazione delle giovani generazioni e percorsi per sviluppare la cultura imprenditoriale, anche valorizzando buone pratiche già adottate dalle imprese.
Sono promossi programmi specifici per aggiornare competenze e modelli gestionali, con attenzione a:
- imprese familiari;
- cooperative;
- imprese giovanili;
- imprese femminili.
I programmi devono rafforzare competenze manageriali e tecniche, nonché quelle ambientali ed energetiche, per un uso efficiente e sostenibile delle risorse.
Per garantire continuità aziendale, base produttiva e occupazionale, la Regione favorisce il trasferimento d’impresa, soprattutto per micro e piccole imprese, anche tramite meccanismi che facilitino l’incontro tra acquirenti potenziali e imprese trasferibili.
Sono previste iniziative per la cultura d’impresa nel rispetto della parità di genere, in coerenza con la programmazione regionale sulle pari opportunità.
Modifiche ad altre leggi regionali
La legge introduce modifiche puntuali ad altre norme regionali liguri, incidendo su disposizioni in materia di:
- artigianato;
- sostegno alle attività commerciali;
- promozione del lavoro.
Il testo consolidato non riporta il dettaglio delle sostituzioni, limitandosi a indicare che vengono modificati specifici commi di leggi regionali preesistenti.
Valutazione di attualità
L’atto non contiene termini di efficacia limitati né misure riferite a esercizi finanziari conclusi. Si tratta di una legge quadro ancora potenzialmente utile per l’interpretazione e l’applicazione delle politiche regionali di sostegno alle imprese liguri.
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